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La Steiner fa 15 anni e sogna (più) in grande

Allievi in crescita e finanze solide per l’unica scuola waldorfiana rimasta in Ticino. Agustoni: ‘Dopo la pandemia qualcosa è cambiato nella società’

Di Davide Martinoni

Una crescita costante di allievi, maturata in particolare nel post-Covid e ancora più nello specifico dopo la chiusura della sede di Origlio. E il grande progetto di ampliamento – che ne è una conseguenza sempre più diretta – giunto alla seconda domanda di costruzione ma bloccato da 5 anni causa ricorsi.

È un cammino in continua evoluzione, quello della Scuola Steiner di Minusio, giunta quest’anno al suo 15° anno di vita (è dal 2011 nella sede attuale, anche se a Locarno nasceva nel lontano 1990). Un motivo è chiaro – quello contingente legato al recente fallimento della “cugina” sottocenerina –, mentre un altro si radica in un contesto sociale che forse mai prima come in questo momento storico invita le famiglie a un approccio didattico diverso, meno competitivo, più legato al “fare” che non al “dimostrare”. A “laRegione” lo spiega bene la responsabile scolastica di Minusio Djamila Agustoni: «Questo è senz’altro un anno particolare perché sentiamo gli effetti di Origlio, una cui trentina di allievi si è trasferita da noi (e in questo senso il “battage” che abbiamo fatto per sostenere la fermata Tilo proprio sotto la nostra sede si sta rivelando una carta vincente). Il risultato di questa migrazione è un aumento degli allievi fino ai 180 attuali, provenienti dal nucleo urbano e dalle valli del Locarnese, ma anche dal Bellinzonese e dalla Valle di Blenio, nonché dall’estero. Scegliere la Steiner, per molte famiglie, completa una scelta di vita che per talune comprende appunto l’arrivo in Svizzera da altri Paesi. Si tratta di un fenomeno chiaro specialmente dopo il periodo pandemico».

Fra le Scuole Steiner svizzere Minusio è in controtendenza: una terza sezione di asilo è andata ad aggiungersi alle Elementari e alle Medie, notando, come fa Agustoni, che «la non parificazione che in passato ha spesso indotto dei dubbi sulla “validità” della pedagogia Waldorf, in realtà è un non-problema, anche a seguito di progetti mirati che permettono agli allievi delle medie di acquisire competenze e nozioni sufficienti a un passaggio sereno. Lo dimostrano in primo luogo l’ottima collaborazione con le altre scuole private e pubbliche – a partire dalle vicine medie di Minusio – per l’entrata in quarta (previo esame di ammissione) di chi termina la terza qui da noi. I successi scolastici in questo senso sono significativi e proseguono poi nel post-obbligatorio, fino alla laurea».

Un elemento messo in evidenza da Agustoni è «il cambio di paradigma che avviene in sempre più famiglie. L’impressione è che progressivamente venga a cadere l’ansia legata al “cosa succede dopo le Medie”, perché al giorno d’oggi ben poco futuro appare pianificabile. Per questa ragione assume sempre più valore una pedagogia fondata sul benessere e la salute del bambino, in cui non si corre, non si compete e non c’è motivo di avere paura del fallimento; al contrario, si respira, non ci si basa sulle note come forma di valutazione e quest’ultima tiene in grande considerazione sia l’impegno che la cura, senza voler mettere l’accento sulla prestazione finale. Un altro aspetto fondamentale è la relazione di fiducia con i docenti, facilitata dal fatto che essi mantengono le classi per più anni». Questo, puntualizza, «non significa che non vi siano controllo e confronto con le famiglie. Anzi, così coinvolte esse si prodigano anche nelle attività di volontariato o di gestione ordinaria (pulizia, cucina, mensa) sentendosi parte di una comunità certamente utopica e idealistica, ma che a conti fatti funziona molto bene. In questo contesto non posso non citare la collaborazione con la Scuola speciale di Losone, i cui ragazzi sono coinvolti nella gestione della caffetteria interna».

Riguardo alle finanze, visto quanto accaduto a Origlio, la situazione è confortante: «La scuola è solida, ma i conti vanno sempre tenuti d’occhio. Le rette sono commisurate al reddito, vi sono le “rette famiglia” e ce n’è persino una agevolata per chi entra all’asilo. Esiste inoltre un fondo di solidarietà e recentemente abbiamo aperto una campagna di raccolta fondi che da una parte è finalizzata a sostenere le famiglie che ne hanno bisogno, mentre dall’altra va a tamponare la perdita derivante dai tagli cantonali al contributo per il materiale scolastico alle scuole non parificate». A proposito di tagli, particolarmente doloroso è quello, pure operato dal Cantone, per lo stesso motivo, sugli operatori pedagogici per l’integrazione, attivi con gli allievi con bisogni educativi particolari. «Ciò ci ha costretti a rifiutare l’inserimento di diversi bambini le cui famiglie avevano fatto richiesta di poter entrare alla Steiner».

Djamila Agustoni spende particolari parole per il collegio docenti: «Sono una ventina e si caratterizzano per lo spirito con cui lavorano con i nostri ragazzi. Pare quasi siano in “missione”, tanto sono partecipi in questo percorso di gruppo. Sull’altro piatto della bilancia vi sono stipendi non parificati rispetto a quelli vigenti nella scuola pubblica. Un nostro obiettivo è alzare i salari e parallelamente diminuire le rette». Un terzo obiettivo è finalmente riuscire a concretizzare l’ampliamento di cui si parla da un lustro: «Il comparto è un paradiso: basta guardarsi intorno, con tutti gli spazi per le attività all’aperto. Inoltre, per quanto idealisti, rimaniamo molto concreti nel curare al meglio stabili e strutture che abbiamo a disposizione, con investimenti costanti. Tuttavia, vista la crescita degli allievi e le prospettive che essa continuerà, sarebbe bello poter procedere con l’ampliamento, che prevede l’abbattimento di uno stabile e della falegnameria a monte dell’edificio principale, e l’edificazione di un corpo a livello. Purtroppo, continuano a esserci reticenze nel vicinato».

LOCARNO E VALLI

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2026-06-18T07:00:00.0000000Z

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