Centovalli bussa, Losone lascia uno spiraglio
Il Municipio vallerano chiede più collaborazioni e solletica una futura aggregazione, quello cittadino si limita (per ora) ad aprire la porta a ulteriori sinergie
Di Sascha Cellina e David Leoni
Migliorare la collaborazione nei più svariati ambiti, facilitando la collaborazione fra le due Amministrazioni ed eliminando quegli ostacoli procedurali e organizzativi ancora esistenti, in modo da consentire l’avvio di iniziative comuni oggi ancora frenate da tempistiche e metodi di lavoro che, spesso, non coincidono. Questo lo scopo dell’incontro avvenuto nelle scorse settimane tra i Municipi di Centovalli e Losone. Richiesta dall’esecutivo centovallino e tenutasi a Losone, la breve riunione non è (ancora) da leggere come l’avvio di un discorso aggregativo intermedio, visto che Losone propende per un progetto più ampio che porti alla nascita di un solo polo forte con Locarno al centro, ma la possibilità di un’unione futura è comunque stata ventilata.
«Migliorare il coordinamento e collaborare con più continuità su temi centrali quali la scuola, la rete di distribuzione idrica, le infrastrutture sportive e via dicendo è l’obiettivo che vorremmo raggiungere – spiega a laRegione il sindaco di Centovalli, Michele Turri –. Siamo convinti che da qualche parte bisogna pur iniziare e per questo abbiamo messo sul tavolo alcuni desiderata di ampio respiro. I benefici indiretti per le due realtà comunali potrebbero rivelarsi interessanti per entrambe, permettendo anche il risparmio di risorse. Prendiamo ad esempio il tema della rete di approvvigionamento idrico (con Losone che fruisce dei servizi di LEA e Centovalli che vi collabora e che da decenni sfrutta le stesse acque) o delle infrastrutture sportive che potrebbero essere messe a disposizione anche delle numerose società losonesi. Queste sinergie nella gestione dei servizi possono consentire di elaborare interventi concreti in modo collaborativo tra pubbliche amministrazioni, evitando investimenti non necessari e ottimizzando, di conseguenza, le risorse a favore del territorio».
La priorità va alla Città
Ivan Catarin, sindaco di Losone, conferma l’incontro con i rappresentanti di Centovalli ed esprime «apertura» per quanto riguarda la possibilità di approfondire le collaborazioni tra i due Comuni, ma per quel che riguarda il discorso aggregativo ribadisce che «il ragionamento da fare è più ampio». Il riferimento è chiaramente a Locarno e a un ipotetico grande polo regionale, che si è comunque ridimensionato dopo la scelta di Minusio di promettersi a Tenero-Contra voltando le spalle allo scenario “Urbano” inizialmente ipotizzato dal Cantone e che comprendeva anche Orselina, Brione sopra Minusio… «Dispiace che da tale scenario compatto siamo passati a un disegno a macchia di leopardo, con il rischio che tra dieci anni saremo ancora qui a parlare delle stesse cose. Detto ciò, per quel che ci riguarda abbiamo iniziato già due anni fa a discutere con Locarno di sinergie e collaborazioni, alcune sono già in essere (ad esempio per quel che riguarda acqua e politiche giovanili) e altre sicuramente saranno approfondite. E questo è il primo passo da compiere. Nelle prossime settimane poi parleremo anche di aggregazione, prima all’interno del nostro Municipio e in seguito con Locarno, che aspetta delle risposte da parte nostra. Una volta che il quadro sarà più chiaro e meglio definito, ci sarà modo di valutare ulteriori mosse, tra ulteriori collaborazioni e discorsi aggregativi».
Una petizione chiede di restare autonomi
Di collaborazioni tra Comuni e aggregazione si è occupato recentemente anche il consigliere comunale di Losone Michele Grünenfelder (Lega), dapprima (inizio settembre) attraverso un’interrogazione al Municipio e in seguito (la settimana scorsa) lanciando una petizione che chiede allo stesso esecutivo da una parte di “rafforzare le collaborazioni intercomunali già esistenti e svilupparne di nuove laddove risultino utili e necessarie”, dall’altra di “non promuovere né avviare un progetto di aggregazione del Comune di Losone con la Città di Locarno”. Nel testo che accompagna la raccolta firme si evidenzia come “ci sono temi dove una maggiore collaborazione tra Comuni del Locarnese può contribuire a migliorare i servizi, affrontare i problemi e utilizzare in modo più efficace le risorse disponibili. Riteniamo che determinate sfide possano essere affrontate attraverso collaborazioni intercomunali mirate, concrete ed efficaci, mantenendo al tempo stesso l’autonomia politica e decisionale del nostro Comune”.
«Non ho sempre avuto questa posizione: in passato consideravo positivamente un’aggregazione e avevo anche sostenuto l’iniziativa “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona” – spiega Grünenfelder –. Da allora ho continuato a osservare, informarmi e valutare con maggiore consapevolezza vantaggi e conseguenze di una simile scelta. La conclusione alla quale sono arrivato è chiara: Losone deve collaborare di più con il Locarnese, ma per collaborare non è necessario aggregarsi».
Secondo il consigliere comunale leghista «di fronte al tema dell’aggregazione, i politici favorevoli a questo passo tendono a ripetere che l’ultima parola spetterà comunque alla popolazione. È vero, ma ritengo che questo argomento non sia sufficiente. Prima del voto vengono infatti compiute scelte politiche importanti: si decide se aderire a uno studio aggregativo, se partecipare a un progetto e quale direzione dare al futuro del Comune. I cittadini voteranno alla fine, ma la direzione politica viene scelta molto prima. Per questo ritengo importante che il Municipio chiarisca quale strada intende percorrere e che i cittadini possano esprimere il proprio orientamento già ora».
La proposta portata avanti attraverso l’interrogazione e la petizione è quindi quella di «capire dove le collaborazioni già esistenti possano essere migliorate e dove sia utile svilupparne di nuove». Ad esempio «mobilità, sicurezza, servizi, giovani, territorio e infrastrutture sono alcuni degli ambiti nei quali una maggiore collaborazione tra i Comuni del Locarnese potrebbe portare benefici concreti. Se una collaborazione esiste già, cerchiamo di renderla più efficace. Se non esiste e può essere utile, costruiamola insieme agli altri Comuni interessati. Collaborare significa affrontare insieme problemi comuni, condividendo risorse e soluzioni quando questo risulta vantaggioso. Aggregarsi significa invece costituire un unico Comune, rinunciando all’attuale autonomia politica e istituzionale. Non dobbiamo scegliere tra collaborare (con Locarno) e mantenere Losone autonomo. Possiamo fare entrambe le cose».
LOCARNO E VALLI
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2026-10-21T07:00:00.0000000Z
2026-10-21T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281762751239877
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