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Con qualche brivido è ancor più intrigante: la fuga ora è in atto

I bianconeri superano il Basilea e allungano in classifica

Di Claudio Paronitti

Nella giornata in cui si ossequiano i defunti – o ‘profanamente’ parlando, nel pomeriggio seguente i bagordi di Halloween –, il Lugano ha conservato la sua imbattibilità superando 2-1 il Basilea in presenza del patron Joe Mansueto, sbarcato in Ticino per osservare le gesta dei suoi ragazzi. L’essere a conoscenza del (sorprendente) scivolone interno dello Young Boys contro uno Zurigo in piena forma è uno dei numerosi stimoli che porta i bianconeri a iniziare la sfida con i rossoblù con un piglio decisamente offensivo. A tale conferma la conquista di molti duelli e il riuscire a giungere primi su praticamente ogni pallone giocabile, che obbligano la formazione ospite a ragionare più rapidamente... effettuando la maggior parte dei passaggi nella propria metà campo e in orizzontale. Non è stato un caso se, dopo un intervento già cruciale di Omlin su Behrens dopo appena due minuti di gioco, i sottocenerini hanno sbloccato il punteggio quando il cronometro indicava solo il decimo. L’assist d’esterno in verticale di Bislimi è stato di una qualità eccelsa, poi Dos Santos ha fatto il resto esultando per la quinta volta in campionato (ogni sigillo è giunto fra le mura dell’Ail Arena, ieri per la prima volta nella storia da tutto esaurito), aprendo le danze proprio come aveva fatto con Yb e Lucerna. Una curiosità riguarda pure l’istante del gol: contro i bernesi aveva gioito al secondo minuto, mentre al cospetto dei biancoblù era il dodicesimo. Quanto è capitato a un passo dalla mezz’ora è stata una favola che, da inizio stagione, si osserva in modo quasi esclusivo quando scende in campo la banda di Croci-Torti. La morbida sciabolata (in diagonale) di Papadopoulos a trovare Cimignani è stata controllata dal transalpino che, con un mancino ha raddoppiato, facendosi beffe di un Omlin tutto fuorché impeccabile. E che, al pari dei suoi compagni di squadra, sta vivendo un campionato da incubo e che rispecchia la difficile situazione in casa renana.

Il successivo abbassamento del baricentro è stato però un invito per i rossoblù, che hanno iniziato a macinare gioco riuscendo a impensierire seriamente Von Ballmoos con due conclusioni da lunga gittata di Metinho (attento e spettacolare il portiere luganese nella sicura deviazione) e Akpe, dimezzando quindi lo scarto con un’incornata da pochi metri di Otele. Una punizione che ha risvegliato i padroni di casa, caduti quasi come se fossero certi della semplicità della contesa in un torpore. Che invece, come suggeriva il Crus nella conferenza stampa dell’antivigilia, non è stata vinta già in partenza. Ancor di più se occorre fronteggiare due sostituzioni forzate. La riduzione dei cambi a disposizione come il fatto di non poter attingere completamente – e in qualsiasi momento – alla panchina hanno infatti limitato un po’ il raggio dello staff ticinese. La giustificata compensazione avrebbe potuto registrarsi quando Omeragic, ammonito in precedenza, ha pestato la caviglia di Bislimi venendo graziato da Von Mandach. Che non ha trovato il coraggio di ridurre di un’unità il numero dei giocatori basilesi.

Una mancata personalità che non si è invece ritrovata nelle corde di Karimov: a soli 19 anni l’uzbeko non ha guardato in faccia proprio a nessuno e, malgrado la chance di offrire un assist sui piedi di Ajeti, ha costretto l’estremo difensore renano alla complicata respinta di pugno. Nell’ovvio forcing conclusivo dei confederati la densità in area luganese non ha potuto che aumentare. Come l’attenzione di un gruppo che ben conosce le sue qualità, che sa quando è giusto difendersi e non perdere velenosi palloni. Il tutto per la gioia del popolo bianconero e del suo proprietario Joe Mansueto. A chiudere il pomeriggio è stato il condottiero di una rosa perfetta, che non intende perdere un colpo. E, ora, si trova sempre più in alto (+9 sui primi inseguitori). «Più che la vittoria della personalità, la definirei quella del carattere. Disputare tre competizioni ti porta qualche infortunio di troppo, come accaduto con Moncada e Delcroix. Ma pure a mostrare a tutti che il nostro è un gruppo che ha lottato insieme sino alla fine, non lasciando troppe chance al Basilea. Nella ‘non-lucidità’ abbiamo vinto una grande partita, da grande squadra».

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2026-11-02T07:00:00.0000000Z

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