Caserma pompieri, riecco il credito
Dopo che il messaggio in settembre era stato ritirato dal Municipio per approfondimenti, il Legislativo a marzo sarà chiamato a chinarsi sul progetto
Di D.L.
La ‘seconda’ dovrebbe essere quella buona. Dopo che la ‘prima’, complici le resistenze di una parte del Legislativo, aveva visto il Municipio tornare prudenzialmente sui suoi passi e ritirare la trattanda per ulteriori approfondimenti. Stiamo parlando della futura caserma dei pompieri – con magazzini comunali e spazi artigianali annessi – della Lavizzara, prevista a Peccia. Opera che andrà a sostituire quella allagata e resa inutilizzabile dalla terribile alluvione del 2024.
La controproposta all’origine del ripensamento
Giovedì 12 marzo, in sala, il Consiglio comunale tornerà dunque a parlare di questa importante opera, con una richiesta di credito di 1,38 milioni di franchi. Non cambieranno le coordinate del progetto, che prevede il ricorso a elementi Re-use della Beachvolleyhalle di Berna, gentilmente offerti a un prezzo interessante al Comune in segno di aiuto da oltre Gottardo. I costi dell’operazione erano stati quantificati in circa 600-700mila franchi, comprendenti lo smontaggio, il trasporto, il rimontaggio e l’allestimento. Interventi non previsti richiesti dal Cantone sul fondo scelto avevano purtroppo fatto lievitare la fattura a un milione di franchi.
A inceppare il ‘cronoprogramma’ del Municipio (forte del sostegno delle commissioni gestione ed edilizia), lo scorso settembre, era però stata – come qualcuno forse ricorderà – una controproposta (contenuta in un emendamento) da parte di 4 consiglieri comunali. La stessa suggeriva, tra le altre cose, di valutare una nuova ubicazione della struttura, in una zona ritenuta meno esposta ai rischi ambientali di quella di Peccia e presentava, quale atout, i minori costi legati non solo al trasporto dall’ingombrante manufatto dal Canton Berna alla Lavizzara, bensì anche di un capannone equivalente (ma nuovo di pacca) a quello proposto. Non da ultimo i firmatari ritenevano che la scelta municipale presentasse troppi vincoli e compromessi. L’esecutivo, che ha sempre fatto della condivisione attorno ai progetti il suo punto fermo, a quel punto aveva ritenuto opportuno richiamare a sé il messaggio, in modo da poterlo rielaborare e discutere con calma con gli interessati e trovare un’intesa.
Il posto operativo alternativo in caso di emergenza
Nel nuovo messaggio, che sostituisce il precedente, il Municipio, nel ricordare come questi mesi di ritardo abbiano comportato un aumento dei costi di stoccaggio dei materiali che sarebbero dovuti giungere in Lavizzara, comunque riassorbibili, riassume, in sintesi, le soluzioni proposte alle osservazioni presentate nel controprogetto. Sull’ubicazione ricorda come la soluzione avanzata permetta di “realizzare la nuova struttura in una zona già pianificata dove la specifica domanda di costruzione è già stata approvata dai servizi cantonali. Il vincolo inserito nell’avviso cantonale non preclude la possibilità di realizzare il presente progetto di caserma, intesa come struttura destinata ad accogliere il personale dei pompieri, le attrezzature e i mezzi. Tuttavia, il
Cantone richiede che venga rapidamente individuato e attrezzato uno spazio supplementare, idoneo in caso di pericolo, quale soluzione alternativa”. Spazio che sarebbe già stato individuato nel futuro nuovo Centro Sportivo Lavizzara, che ospiterà sotto la sua volta il posto di comando dei pompieri e una parte delle attrezzature e dei mezzi in caso di pericolo a Peccia”.
Per quanto riguarda i pannelli di copertura del tetto, saranno nuovi (come richiesto) e garantiranno l’impermeabilità, prestandosi inoltre ad accogliere un eventuale impianto fotovoltaico. Le garanzie sui materiali da riuso saranno certificate da Innosuisse e Cirkla, ente specializzato nella promozione del riuso in edilizia. Rassicurazioni arrivano anche al riguardo della funzionalità dove, stante il Municipio, “tutta la progettazione è stata pensata per sfruttare al meglio i materiali esistenti in modo economico, senza modificare in maniera importante il concetto strutturale preesistente”. Con queste risposte alle varie osservazioni, l’esecutivo spera di convincere anche eventuali consiglieri scettici ad accogliere la trattanda, che rappresenta un esempio virtuoso di riuso circolare e sostenibile.
Soldi pubblici e privati
Due parole, per concludere, sul piano di finanziamento di questo rilevante investimento per le casse del Comune. Il Municipio prevede di affrontare la prima parte della spesa grazie a un fondo iniziale assicurato da contributi Ofima, Impresa Vedova e Rotary Distretto 1980, pari a 475mila franchi; a seguire grazie a sconti, a una ricerca di fondi mirata (125mila franchi) e a una raccolta congiunta con Cevio (400mila) sarà possibile ricavare 1,025 milioni. Lo scoperto a carico del Comune a quel punto ammonterà a 358mila franchi. Nel frattempo l’Amministrazione continuerà nella sua ricerca di sponsor pubblici e privati (da valutare la possibilità di eventuali aiuti cantonali/federali). Sono pure stati attivati contatti con enti che finanziano opere a emissioni ridotte di CO2, che potranno presumibilmente concretizzarsi solo con l’approvazione del credito.
Se non sorgeranno particolari problematiche strada facendo, l’inaugurazione dell’opera dovrebbe avvenire il giorno di Santa Barbara, patrona dei pompieri, il 4 dicembre del 2026.
LOCARNO E VALLI
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