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Amministrazione, per un ufficio felice

Una mozione firmata da esponenti Plr, LiSA e Centro chiede di accrescere l’attrattività del lavoro. Commissari divisi e Municipio contrario all’idea

D.L.

Ci avevano provato sei anni fa, con la proposta di agevolare il prepensionamento dei dipendenti comunali prossimi all’uscita dal mondo del lavoro, ed erano stati seccamente sconfitti alle urne. Un referendum che, nelle Terre di Pedemonte, era stato lanciato per chiedere a Consiglio comunale e Municipio, favorevoli all’idea, di tornare sui loro passi. E che era, come detto, ampiamente riuscito, vanificando i piani dell’autorità.

Ora, a distanza di qualche anno, ecco che si torna a parlare di miglioramento delle condizioni occupazionali dei dipendenti dell’Amministrazione pedemontana attraverso una mozione chiedente la modifica del Regolamento organico dei dipendenti (Rod) attraverso una serie di misure pensate anche in funzione del pensionamento, dietro la porta ormai, di diverse figure professionali dell’ente pubblico. La stessa porta la firma di tre consiglieri in rappresentanza dei tre partiti storici (Brigitte Marazzi per LiSA, Adriano Keller per il Centro e Giuliana Guerra del Plr) ed è stata inoltrata un anno fa. Muovendo dalla convinzione di dover “migliorare l’attrattività del lavoro del nostro Comune – garantendo buone e concorrenziali condizioni d’impiego ai dipendenti, in particolare in termini di conciliabilità fra lavoro e famiglia –, i tre ritengono importante garantire a tutti i dipendenti un minimo di 5 settimane (25 giorni lavorativi) di vacanze all’anno. Questo anche perché nei prossimi anni Terre di Pedemonte si troverà confrontato con un numero importante di dipendenti che giungeranno all’età della pensione e che sarà fondamentale poter sostituire con personale valido e motivato. Riteniamo inoltre che nel contesto lavorativo odierno – caratterizzato da una crescente ‘mobilità occupazionale’ – il concetto di ‘gratifica per anzianità di servizio’ risulti anacronistico e sia da abbandonare poiché fonte di disparità di trattamento non giustificabili. Ciò permetterà peraltro di semplificare e uniformare le normative relative alle vacanze, garantendo fra l’altro una migliore prevedibilità e pianificazione delle assenze dei dipendenti”.

Al lato pratico, le proposte di modifica del Rod prevedono che il dipendente dell’Amministrazione comunale abbia diritto a 25 giorni di vacanza sino al compimento dei 50 anni compresi; 30 giorni lavorativi dai 51 al pensionamento. Sparisce invece il diritto ai congedi. Secondo i mozionanti, queste modifiche non andranno a creare particolari problemi di organizzazione del lavoro né genereranno costi aggiuntivi. Ma non è tutto. I firmatari fanno seguire una norma transitoria che garantirà i ‘diritti acquisiti’ ai dipendenti di età uguale o superiore ai 60 anni al momento dell’entrata in vigore delle proposte contenute nella mozione.

La Commissione non è unanime, l’Esecutivo non ci sta

Divisi i membri della Commissione della legislazione; la maggioranza sostiene le argomentazioni contenute nella mozione; un rapporto di minoranza, invece, la osteggia facendo leva, tra le altre cose, sul fatto che “una buona parte dei dipendenti comunali è impiegata con un grado di occupazione inferiore al 100%. Questa flessibilità che il Comune offre è sicuramente apprezzata e permette ai dipendenti di gestire al meglio l’equilibrio tra vita privata e lavoro”, mettendo in guardia sul rischio di aumento dei costi per le casse dell’ente da evitare in un momento delicato.

Invita invece i consiglieri comunali a respingere la mozione il Municipio, che nella sua presa di posizione ricorda innanzitutto come “i collaboratori del Comune dispongano di ottime condizioni di impiego. In taluni frangenti, come ad esempio nel diritto alle vacanze o l’anzianità di servizio, le condizioni comunali risultano equivalenti o persino migliori rispetto a quelle dei dipendenti cantonali ai quali il diritto comunale fa riferimento”. Nulla da eccepire per quanto riguarda, ovviamente, la necessità di offrire condizioni d’impiego adeguate e attrattive in virtù anche del prossimo ‘ricambio generazionale’. Tuttavia l’Esecutivo è dell’avviso che l’attuale possibilità di ricorrere ai congedi costituisca “uno strumento di fidelizzazione importante, volto a premiare la permanenza, l’esperienza e la continuità all’interno dell’Amministrazione. Essi contribuiscono a limitare il turnover e la conseguente necessità di formare nuovi collaboratori, attività che comporta un investimento significativo di tempo e risorse”. In aggiunta a ciò “rinunciare a un meccanismo di fidelizzazione non appare opportuno né vantaggioso. L’abolizione di questa norma comporterebbe una disparità di trattamento fra i dipendenti comunali che sottostanno al Rod verso i dipendenti che seguono le normative contenute nella Lord, nello specifico i docenti che beneficiano di questa tipologia di congedo pagato”. Infine, sempre secondo l’Esecutivo, l’aumento delle vacanze “comporta un incremento delle assenze complessive che, per essere gestito, richiederebbe una maggiore flessibilità organizzativa o addirittura nuove assunzioni (i servizi sono spesso coperti da un numero ridotto di collaboratori con competenze specifiche non facilmente intercambiabili). Non da ultimo, l’aspetto finanziario: “Un incremento generalizzato delle giornate di assenza potrebbe generare oneri supplementari. L’attuale situazione finanziaria del Comune, già oggetto di attenzione e prudenza, non consente ampi margini per interventi che rischiano di produrre costi aggiuntivi non strettamente necessari”.

Se ne saprà di più il 15 giugno.

LOCARNO E VALLI

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2026-06-11T07:00:00.0000000Z

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