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Quel logorio da… tiro al piattello

Un gruppo di abitanti promuove una petizione all’indirizzo del Municipio: ‘Situazione intollerabile’. La risposta della Società: ‘Fatto il possibile’

Di Daniela Carugati

Convivere con un poligono di tiro, lì nella regione della Montagna, da sessant’anni a questa parte non sempre è stato semplice. Ci si è provato, tra alti e bassi. Di recente, però, il livello di sopportazione di un gruppo di abitanti di Meride sembra proprio essere stato superato. La situazione, dicono, è diventata “del tutto intollerabile”. Così per far comprendere al Municipio di Mendrisio che non ce la si fa proprio più a tollerare i rumori dello stand sportivo di Tremona, si è lanciata una raccolta di firme. Una petizione sottoscritta da 56 residenti e che è stata consegnata in veste ufficiale venerdì scorso in Cancelleria. Quell’attività per pochi, si scandisce in testa al documento, è diventata “un problema per molti”, soprattutto in questi ultimi anni. Quanto basta per sollecitare “un intervento rapido e incisivo per la riduzione dell’impatto fonico indotto” dall’impianto.

Il problema si è acuito di recente

Chi ha dato voce e visibilità al suo disagio non intende impedire agli appassionati di tiro al piattello di assecondare la propria passione, facendo capo alla struttura di Tremona, gestita dalla Società di tiro a volo Serpiano. Vorrebbe però un po’ più di considerazione per chi vive dirimpetto; che si pensi, insomma, anche ai vicini del poligono e alla loro qualità di vita. L’impressione, in altre parole, è che si manchi un poco di sensibilità, ci fanno capire i firmatari. Anche perché nell’ultimo anno, si assicura, le giornate dedicate all’attività sportiva sono raddoppiate. Da calendario nel 2026, da marzo a dicembre, se ne contano trenta, concentrate in particolare nel periodo tra la primavera e l’estate. Stagioni durante le quali, si motiva nella lettera che accompagna la petizione, “i tiri sono effettuati durante la maggior parte dei fine settimana, compresa la domenica e le feste ufficiali, senza apparente rispetto per il Regolamento comunale che vieta i rumori molesti nei giorni festivi”. Senza trascurare, ci dicono, che a volte si spara anche in giorni non contemplati dal programma. Capita sin dalla mattina o in altre occasioni fino alle 8 di sera, o per l’intera giornata.

‘Difficile stare all’aperto’

Di conseguenza, si lamenta ancora nella missiva all’Esecutivo, “nei giorni di attività è ben difficile, se non impossibile, soggiornare all’aperto per l’esasperante disturbo arrecato che va ben oltre il limite di normale sopportazione, soprattutto dopo ore di spari continui”. Le persone che hanno promosso la raccolta firme si dicono, del resto, coscienti del fatto che “la società proprietaria del poligono abbia le proprie esigenze, ma ciò non può avvenire – rimarcano ancora – a discapito della qualità di vita dell’intero paese di Meride”. E allora ci si domanda (e si chiede al Municipio) se in vista vi siano dei correttivi a tutela della popolazione locale e nel rispetto delle direttive comunali.

Si era già interpellato il Municipio

La tematica, sentita non solo a Meride – qui il pensiero va allo stand di Pedrinate, a Chiasso –, ha già portato a richiedere l’intervento della Polizia ed è già stata sollevata, in passato, anche tra i banchi del Consiglio comunale. Nel 2018 una interpellanza di Daniela Carrara dei Verdi, Ordinanza municipale sulla repressione dei rumori molesti e inutili alla mano, aveva portato all’attenzione quel problema annoso. Senza, però, raggiungere dei risultati concreti, ci fanno notare. Ci si sarebbe aspettati che, quando, l’anno scorso, la politica è tornata sul tema dei decibel fuori misura con un altro atto parlamentare, ci si ricordasse pure dei disagi sonori procurati dal poligono. Di fatto, ci fanno presente ancora, si sono dimenticati di questa questione. E pensare, ci fanno presente, che la regione ospita un sito Unesco e uno tra i Musei più visitati del Ticino. Quindi davanti ai reclami e alle lamentele rimasti inascoltati e persa pure un po’ la pazienza, si motiva, si è pensato di promuovere una petizione. Confidando, questa volta, nell’attenzione dell’autorità cittadina.

‘Nella struttura è tutto a norma’

La speranza dei firmatari è quella di riuscire a trovare una sorta di compromesso. Sarà possibile? Quando raggiungiamo al telefono Giuseppe Neri, presidente (per la parte tecnica) della Società di tiro a volo Serpiano, la notizia della petizione lo coglie di sorpresa. «Non ne sono al corrente», ci spiega. «Abbiamo appena festeggiato il sessantesimo e abbiamo invitato la popolazione dei quartieri, ma nessuno ci ha fatto presente l’esistenza di un disagio – aggiunge –. È vero, in passato sono arrivate delle lamentele, ma la situazione si era ricomposta. Del resto, abbiamo sottoposto il poligono ai controlli del caso ed è risultato tutto a norma. Infatti – ribadisce il presidente –, abbiamo realizzato gli accorgimenti utili per ovviare un po’ ai rumori, incluso selezionare le giornate di tiro sull’arco dell’anno. Proprio per non disturbare troppo i cittadini. Di più è difficile: la struttura è quella che è, dovremmo interrarla. D’altra parte, il poligono esiste da sessant’anni, da sempre, e non era mai stato demonizzato. Ma oggi siamo diventati intolleranti a tutto; e come è successo altrove capita anche da noi. Certo un po’ mi dispiace sia stata fatta una raccolta firme», conclude Neri. La parola ora è alla Città.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-06-15T07:00:00.0000000Z

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