Gli Anni di Piombo e il Ticino
Mercoledì 23 settembre, alle 18, nella sala al quarto piano del Centro di pronto intervento, in via alla Morettina 9 a Locarno (entrata lato posteggi via Alla Peschiera) si terrà la conferenza dello storico Raphael Rues dal titolo “Il Rosso e il Nero nel Locarnese e in Ticino, 1960–1980”. Tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, l’Italia fu attraversata da una stagione di violenza politica senza precedenti nel dopoguerra: gli Anni di Piombo. Ciò che rimane poco noto è quanto profondamente questa stagione abbia coinvolto il Ticino e in particolare il Locarnese. Rues presenterà una panoramica documentata su entrambi i fronti dell’estremismo politico italiano nel nostro cantone. La parte “nera” ripercorre la presenza di figure chiave del neofascismo italiano sul territorio ticinese: dal braccio destro del principe Junio Valerio Borghese, Remo Orlandini, rifugiatosi nel Vedeggio dopo il fallito golpe del 1970, al “bombardiere nero” Angelo Angeli, processato a Mendrisio, fino agli esponenti di Ordine Nuovo come Elio Massagrande, vissuto sotto falsa identità nel Canton Zurigo, e Marcello Mainardi, insediato a Bellinzona. Il Ticino funzionò per anni come terra d’asilo per latitanti della destra eversiva, che sfruttavano la prossimità del confine e le maglie larghe della sorveglianza. La parte “rossa” ricostruisce come il Ticino sia diventato un vero e proprio arsenale per il terrorismo di sinistra. Il caso emblematico resta il furto al forte militare di Ponte Brolla nel novembre 1972, quando Valerio Morucci, futuro protagonista del rapimento Moro, trafugò granate, armi automatiche e centinaia di munizioni. Tra il 1970 e il 1975, si contarono almeno 184 furti nei depositi militari svizzeri; la maggior parte del materiale non fu mai recuperata. Riunioni di coordinamento tra Locarno e Zurigo, furti sistematici di documenti d’identità e armi, reti logistiche e finanziarie: il Ticino si trovò al centro di una rete eversiva internazionale che collegava Italia, Svizzera e Germania. La presentazione traccia la cronologia di questi eventi, ne analizza le connessioni reciproche e propone un bilancio storico: come si è arrivati a quella situazione, quali conseguenze ne sono derivate e cosa resta oggi di quella stagione nella memoria collettiva e nelle strutture istituzionali.
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-09-22T07:00:00.0000000Z
2026-09-22T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281767046134896
Regiopress SA