Mille firme contro il piazzale nel bosco
Una petizione online chiede di rivalutare il taglio di trenta alberi. Il municipale Filippo Lombardi difende il progetto pensato ‘per i luganesi’
Di Carlo Canonica
Il progetto di realizzare una piattaforma in cima al Monte Brè, dopo il via libera del Consiglio di Stato, sta suscitando le prime opposizioni. Al centro della contestazione c’è il previsto dissodamento di 489 m² di bosco per fare spazio a un piazzale destinato ad attività ed eventi. Su Change.org è stata lanciata una petizione che chiede alle autorità di “rivalutare il dissodamento del bosco e il progetto di edificazione di una piattaforma in vetta al Brè”. La raccolta firme ha superato quota mille adesioni. Alla mobilitazione si è aggiunta un’interrogazione del gruppo Verdi e indipendenti, che chiede al Municipio di chiarire le ragioni del sostegno al progetto promosso dalla Società Funicolare CassarateMonte Brè Sa.
L’intervento prevede la realizzazione di un piazzale multifunzionale con fondo naturale, di circa 456 m², per un costo di 90mila franchi interamente a carico della società. La Città sosterrà invece le spese legate alla procedura e alla pianificazione. Anche per i tre firmatari dell’atto parlamentare – Marisa Mengotti, Danilo Baratti e Mattias Schmidt – vi sarebbero contraddizioni tra il disboscamento previsto e gli obiettivi ambientali della Città. I consiglieri sollevano inoltre dubbi sulla procedura semplificata adottata, che avrebbe escluso “di fatto al Consiglio comunale la possibilità di esprimersi su una scelta che va ben oltre una semplice modifica tecnica della pianificazione”.
Un piazzale e una futura fermata
Come si legge nella variante di Piano regolatore, il comparto interessato si trova su un mappale di proprietà della società, poco sotto la vetta e alla stessa altitudine del ristorante con la terrazza panoramica. L’obiettivo è creare uno spazio pubblico pianeggiante, destinato ad accogliere attività temporanee di carattere sportivo, ludico, culturale e didattico. Nel rapporto, redatto dalla Divisione pianificazione, ambiente ed energia della Città, vengono citati, tra gli esempi, giochi all’aperto, una pump track, esposizioni temporanee di sculture e piccoli spettacoli teatrali e lo spazio potrà inoltre ospitare giochi per bambini e arredi quali panchine e tavoli. La variante si inserisce in un progetto più ampio, che punta anche a migliorare l’accessibilità della vetta. La pianificazione contempla infatti un ampliamento di circa 33 m² dell’attuale superficie ApEp, che dovrebbe consentire in futuro la realizzazione di una fermata intermedia della funicolare. Per il presidente della società, Filippo Lombardi, il rilancio passa anche dalla ristrutturazione del ristorante Vetta, i cui lavori inizieranno in questi giorni e proseguiranno fino a Pasqua. La prevista nuova fermata e il sentiero pianeggiante che la collegherà al ristorante Vetta sono pensati in particolare per migliorare l’accessibilità della vetta. «Attualmente si arriva in cima e poi c’è una discesa molto difficile per le persone con disabilità e per chi ha una mobilità ridotta. Con la fermata intermedia e il percorso pianeggiante sarà invece possibile raggiungere il ristorante più facilmente», spiega Lombardi precisando che se non ci dovessero essere intoppi il tutto sarà pronto entro la primavera 2028.
‘Uno spazio verde cruciale’
A suscitare le critiche non è tanto la prospettiva di rilancio della vetta, quanto il prezzo ambientale dell’intervento. È infatti la perdita di una porzione di bosco, insieme alla vicinanza con l’Aula nel Bosco, a essere al centro della mobilitazione su Change.org. Nel testo della petizione si ricorda come il Monte Brè non sia apprezzato soltanto per il panorama sul lago, ma anche per i suoi ambienti naturali e gli spazi di tranquillità. Particolare attenzione viene riservata all’area educativa, dove i bambini possono entrare in contatto con il bosco. Secondo i promotori, la realizzazione del piazzale rischierebbe di compromettere «la biodiversità e l’esperienza educativa dei bambini». La petizione mette inoltre in discussione la necessità di creare un nuovo spazio per manifestazioni, sostenendo che esistano già luoghi adatti a ospitare eventi. Nel testo, firmato dalla biologa Pia Giorgetti Franscini, si invita quindi a rivedere il progetto e a tutelare l’ecosistema per le generazioni future. “Gli spazi verdi sono cruciali non solo per l’educazione, ma anche per la nostra salute mentale e il nostro benessere collettivo”, si legge. Sulla stessa linea si muove l’interrogazione dei Verdi, che con 22 domande chiedono al Municipio di giustificare la necessità del piazzale e il sacrificio di 30 alberi. I firmatari mettono in dubbio che il rimboschimento compensativo possa ripristinare il valore ecologico dell’area e sollecitano chiarimenti sulle alternative già disponibili, sulle possibili ripercussioni per l’Aula nel Bosco, sul traffico e sulla tranquillità degli abitati. Contestano inoltre il ricorso alla procedura semplificata e chiedono una visione complessiva dello sviluppo della vetta. Tra i quesiti figura anche quello relativo alla possibilità di realizzare la futura fermata della funicolare indipendentemente dal piazzale.
‘In cerca di turismo locale’
Interrogato sulla necessità dell’intervento, Lombardi difende il progetto: «Sono anni che il Consiglio comunale chiede al Municipio di essere più attivo per promuovere questa destinazione. Ora il nostro scopo è rendere l’area più fruibile anche per il pubblico locale e non soltanto per il turista che sale per scattare una fotografia. Noi vorremmo che il Monte Brè diventi una meta per i ticinesi e in particolare per le famiglie luganesi che in vetta se ne vedono poche». Sul taglio degli alberi, il presidente della società e capodicastero Sviluppo territoriale assicura che gli interventi «sono stati concordati con i forestali. Non taglieremo più del necessario e manterremo lo stesso numero di alberi». La variante di Piano regolatore prevede infatti una compensazione forestale lungo il tracciato della funicolare, con la messa a dimora di specie quali faggio, acero di monte, larice e maggiociondolo alpino. Le nuove piante non saranno quindi collocate in un’area pianeggiante a bordo sentiero, ma lungo il pendio, accanto alla linea ferroviaria. Il rapporto contempla inoltre altri interventi di cura del bosco, tra cui la rimozione di alberi – in particolare frassini – e la successiva piantumazione di giovani esemplari.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
it-ch
2026-11-06T07:00:00.0000000Z
2026-11-06T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281767046247212
Regiopress SA