Alloggi, per ora niente strategia mirata
Il Municipio fa affidamento sul suo ‘patrimonio’ di abitazioni sociali, che saranno risanate. Accantonati anche nuovi progetti, ma il potenziale non manca
Di Daniela Carugati
La Città di Mendrisio non metterà nero su bianco una sua strategia dell’abitare, non per il momento almeno. Allo stesso modo non elaborerà proiezioni demografiche e sociali sul fabbisogno esistente. Dichiarate le intenzioni, ciò non significa che il tema della casa, a maggior ragione se a pigione moderata, non sia tra i dossier da tenere d’occhio. Anche perché è da quasi sessant’anni, come tiene a far notare il Municipio stesso, che a livello comunale si risponde ai bisogni della popolazione in modo concreto. In totale sono, infatti, 78 gli appartamenti a carattere sociale di proprietà della Città e della Fondazione don Giorgio Bernasconi (gestita dall’amministrazione comunale). Alloggi ridistribuiti su quattro palazzi – in via Guisan, via Dunant e piazzale Roncaa – e assai ambiti: oggi, si fa sapere, le abitazioni sfitte sono 4. Un patrimonio immobiliare sul quale, in parte – in via Guisan e in via Dunant –, si tornerà a intervenire, con lavori di risanamento, tra il 2028 e il 2032. Come indicato nel Piano delle opere prioritarie (Pop) saranno investiti infatti oltre 6 milioni di franchi.
Si metterà mano al parco immobiliare
Sta di fatto che la realtà dell’abitare e le ricadute sociali restano. Ed è lì che voleva andare a parare l’interrogazione della Lega, prima firmataria la consigliera comunale Simona Rossini. In effetti, ora come ora l’autorità cittadina non ha rilevato “bisogni particolari sul territorio”, in riferimento soprattutto alle fasce di popolazione fragile, come ad esempio le famiglie monoparentali. In ogni caso già nel 2017, fa memoria l’Esecutivo rispondendo proprio alle sollecitazioni del gruppo, la Città aveva commissionato alla Supsi un’analisi del parco immobiliare comunale – con un’attenzione particolare agli aspetti tecnici ed energetici –, con l’obiettivo di avere “una diagnosi dello stato degli edifici” ed elaborare così “possibili scenari per una gestione e un risanamento sostenibili”. È al seguito di questo studio e dei suoi risultati, si annota, che ci si è attivati, affiancati da un progettista esterno, per “approfondire le ipotesi di risanamento degli edifici di via Dunant e via Guisan”. Lavoro poi sfociato in uno studio di fattibilità e nel programma di intervento ancorato al Pop.
Regolamento in divenire
Le fondamenta del sistema di alloggi pubblici a carattere sociale, insomma, sono solide. Così come va ‘custodito’ questo patrimonio, allo stesso modo occorre stare al passo delle necessità della cittadinanza. Sin qui a guidare nell’assegnazione degli appartamenti – tra il locale e mezzo e i 5 locali – sono stati dei criteri puntuali, iscritti in un Regolamento ad hoc. Un documento sul quale, anticipa il Municipio, sono “in corso delle riflessioni su un possibile aggiornamento”. La situazione abitativa, si ribadisce, viene valutata in modo regolare a fronte di una tematica che richiede “una visione multidisciplinare”, coinvolgendo “approcci disciplinari e professionali diversi e differenti livelli di governo, in modo da costruire quadri condivisi che consentano di identificare nuove prospettive di senso e progettualità”.
Alternative, per ora non se ne parla
Un altro scenario aperto è quello dei possibili nuovi progetti abitativi, che in questi anni il Comune non ha mancato di esplorare, ma che sembrano destinati a essere messi in aspettativa. Nel tessuto urbano di Mendrisio, riconosce l’Esecutivo, vi sono “importanti opportunità per insediare le forme abitative evidenziate sia nell’ambito immobiliare privato che pubblico”. Quali? Si ritiene “strategico” il comparto a monte della stazione ferroviaria di San Martino, “un’area con un importante potenziale di sviluppo residenziale, all’interno della quale la Città è proprietaria sia di immobili che di importanti aree inedificate”. Ma non solo. In effetti, si sono sondate altre vie, anche alternative – come le cooperative di abitazione –, portando l’attenzione sull’ex coop e una vecchia camiceria ad Arzo o sul comparto ex Cattaneo. Per finire, però, “tutti gli studi si sono fermati al livello di progetto di fattibilità senza una possibilità di prosieguo o perché la sostanza immobiliare aveva un potenziale limitato o per un disinteresse dei proprietari”. Di conseguenza, si annota, “al momento non si ritiene opportuno procedere con ulteriori analisi e mappature”.
Attenzione ai quartieri
Non ci si fermerà, invece, nello sviluppo di sevizi e iniziative capaci di far vivere i quartieri. Si inseriscono in questo solco le riflessioni in atto sulla riqualifica degli orti di via Dunant e sulla creazione di spazi di incontro o sull’introduzione della figura del custode sociale. Un progetto, quest’ultimo, che interpella pure l’Associazione cure a domicilio – prendendo ispirazione dall’esperienza del Bellinzonese – e che prevede la valutazione di “possibili sperimentazioni di carattere sociale con delle figure di prossimità e di legame”. D’altro canto, ricorda ancora l’Esecutivo, “la Città è già molto attiva e collabora con alcune associazioni e con le Commissioni di quartiere per lo sviluppo dei progetti comunitari nei quartieri”. E qui si innesta il tema degli alloggi sociali e dello sviluppo di progettualità, “al vaglio del dicastero Socialità e pari opportunità, in collaborazione con Pro Senectute e Caritas”.
Urgenze e sfratti
Un impegno, quello tradotto in servizi e opportunità locali, che permette altresì di rendersi conto di eventuali urgenze. A oggi, rassicura il Municipio, non se intravvedono. Per essere espliciti non si rilevano problematiche che vedono persone – anziane o a reddito fisso – costrette a lasciare casa e quartiere per affitti troppo alti. E sul fronte degli sfratti?, aveva chiesto la Lega. “Il Municipio dispone di dati aggiornati su sfratti e morosità solo in relazione agli alloggi sociali, ma non dispone di dati generali – si spiega –. Le situazioni di emergenza abitativa possono arrivare ai Servizi sociali e vengono gestite in collaborazione con la rete dei servizi territoriali e con Casa Astra. Per prevenire alcune situazioni di sfratto i Servizi possono attivare degli aiuti economici e monitorare le situazioni per attivare le prestazioni di diritto e accompagnare a una gestione delle finanze più accurata”.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-03-04T08:00:00.0000000Z
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