Il Forum diritti senza confini dà voce ai migranti
La nuova piattaforma è rappresentativa di almeno una quarantina di organizzazioni e gruppi, nel solco di ciò che già esiste da tempo Oltregottardo
di Daniela Carugati
Si muovono senza fare troppo clamore, salvo quando alzare la voce serve. I più neppure li vedono, eppure ci sono. Attorno al mondo delle persone migranti in Ticino si sono tessute delle vere e proprie reti di solidarietà. Organizzazioni storiche così come giovani associazioni o semplici drappelli di cittadini e cittadine si rimboccano le maniche e danno una mano alle donne e agli uomini fuggiti dai loro Paesi in cerca di lavoro, una opportunità, asilo. Oggi questa variegata realtà, forza propulsiva sovente il volontariato, ha deciso di ‘fare squadra’ e dare vita al Forum diritti senza confini. Una nuova ‘piattaforma’ di confronto e dialogo che ha in sé la potenzialità di dare maggiore forza a quella che è, a tutti gli effetti, una parte rappresentativa della società ticinese, restituendole altresì un ruolo politico. Del resto, mercoledì sera, a Bellinzona, si sono contati e resi conto che sono quasi una quarantina – se non di più – le istituzioni e i gruppi che al momento operano sul territorio: da Caritas, Croce Rossa e SOS Ticino al Collettivo R-esistiamo. E tra loro vi è anche Mendrisiotto Regione Aperta (MRA), che in un paio di anni ha saputo ribaltare il dibattito sulla presenza dei Centri federali d’asilo – a Chiasso e Pasture –, dove grazie all’Associazione oggi ha un posto anche la società civile. Ciò che è scaturito come un movimento spontaneo ora si è dato un Comitato, composto da Mario Amato, Manuele Bertoli, Paola Caremi, Antonio Cartolano, Stefano Frisoli, Marco Imperadore, Lokman Kadak, Alexis Kagamba, Sabina Silvestri, Jamileh Amini, Maria Grazia Zedde.
‘Serviva un luogo di incontro e scambio’
Adesso si può dire che pure questo cantone, al pari del resto della Svizzera, ha un interlocutore rappresentativo e un punto di riferimento, come Oltregottardo lo sono ‘Solidarité sans frontières’, la piattaforma ‘Società civile nei centri della Confederazione per richiedenti l’asilo’ e Solinetz.ch. «L’idea di far nascere questo Forum – spiega da noi contattato Manuele
Bertoli, già consigliere di Stato – viene proprio dalla constatazione che in Ticino esistono numerose organizzazioni, più o meno strutturate, alcune anche molto informali, che si occupano a vario titolo di migrazioni, da quelle dei lavoratori a quelle di persone che arrivano in Svizzera in cerca di protezione. Da qui è venuta l’esigenza di trovare un luogo nel quale queste realtà si possano parlare, mettere assieme conoscenze e competenze. Ci sembrava, infatti, mancasse un po’ tutto questo. A quel punto – ripercorre Bertoli – abbiamo cercato di individuarle, grazie anche al passaparola, e di contattarle. Ci siamo quindi ritrovati una prima volta in febbraio per capire se ci fosse la volontà di lavorare assieme, lasciando a ciascuna la propria autonomia operativa in ambiti peraltro variegati». E l’avete trovata l’intesa. «Abbiamo concordato che almeno su quattro punti vi è una convergenza – conferma Bertoli –. Ovvero la necessità, come detto, di avere un luogo di incontro, riunendoci con regolarità; lo scambio di buone pratiche in tutti i settori, per una parte di questo mondo non vi è una conoscenza sufficientemente elevata della realtà legale e delle diverse opportunità esistenti; la riflessione politica, in senso lato; e l’espressione corale di un punto di vista rappresentativo nei confronti delle autorità. Senza dimenticare l’esigenza di entrare in contatto con piattaforme simili Oltregottardo».
‘Confidiamo di poter migliorare le cose’
Ora non rimane che mettersi al lavoro. Il primo obiettivo, ci illustra ancora Bertoli, sarà quello di «proporre un piano di attività per il 2026-2027 in vista della prossima assemblea in giugno. L’intenzione è anche quella di promuovere dei momenti di formazione su questioni pratiche e di confronto su temi molto presenti nel dibattito attuale. Inoltre, ci prefiggiamo di tracciare una mappatura precisa di ciò che c’è in Ticino a fronte di una realtà assai variegata e interessante e, al contempo, di una carenza di informazioni abbastanza evidente». Il Forum ha già preso contatto, poi, con la delegata cantonale all’integrazione degli stranieri, a vantaggio di un supporto reciproco. Bertoli confida, in effetti, che con il Forum si possano davvero compiere dei passi avanti, forti di una comune presa di coscienza. E questo a favore proprio di quella società civile che, in una sua parte, ha scelto di attivarsi, contribuendo a tessere legami fra il mondo migrante, le comunità locali e il territorio. «Sappiamo che vi sono anche situazioni complesse e problematiche – riconosce Bertoli –, alla fine, però, la realtà migratoria si traduce in circa 120-130mila persone, il cui vero problema è non avere diritti e non conoscere il luogo in cui sono approdate. E allo stesso modo la mancanza di informazioni corrette, pure su aspetti pratici, nella popolazione locale non facilita le cose. Occorre avere modo altresì di raccontare le storie di migrazione in modo diverso e non solo dal profilo della sicurezza».
‘È il tempo di avere più peso politico’
Di fatto può sembrare un paradosso, eppure, ci fa capire Willy Lubrini, tra i coordinatori di Mendrisiotto Regione Aperta, sono state le campagne lanciate dall’area di Destra in questi anni a risvegliare le coscienze. «Oggi però avvertiamo anche il bisogno di confrontare le varie esperienze e di mettere in comune le buone pratiche – ribadisce Lubrini –. Non meno importante, poi, è l’azione politica. Penso agli svariati casi di chi è costretto a lasciare la Svizzera, che il più delle volte passano sotto silenzio. Di fronte a una politica delle espulsioni molto importante vorremmo riuscire a esercitare una maggiore pressione sulle autorità. Quindi occorre fare quadrato e coordinarsi. Anche perché questi temi riguardano l’intera comunità. Poter contare su un tale Forum ci faciliterà parecchio; e non solo nell’ambito locale o cantonale, ma pure nazionale. Non dimentichiamo che l’insistenza politica sulla migrazione è costante». Per Lubrini ormai è diventato un imperativo categorico. «Dobbiamo essere sempre connessi. Non è più il tempo – ci dice – di farci trovare impreparati: da qui la necessità di formarsi e sostenerci a vicenda per poter accompagnare al meglio i migranti. Del resto, si va a toccare la carne viva delle persone. Essere pronti e aggiornati è un obbligo, così come avere maggiore peso politico è una necessità». Non a caso MRA si è data da fare, arrivando a sedere da due anni al tavolo di una delle piattaforme attive Oltregottardo. «Questo ci ha permesso di progredire nelle nostre conoscenze e di attingere suggerimenti a favore delle nostre attività, portando avanti pure delle proposte, poi presentate alla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), come nel caso del prolungamento dell’orario di rientro nei Centri federali».
Tagli: ‘Quel risparmio va cercato altrove’
Dicevamo della volontà di essere un soggetto politico. Appena nato, il Forum ha voluto dire la sua sull’annunciato taglio di circa il 6% dei forfait di mantenimento riconosciuti alle persone in cerca di protezione. Una misura che tocca richiedenti l’asilo, chi non possiede un permesso di dimora e chi è ammesso provvisoriamente e suscita “grande preoccupazione”. In effetti, si richiama, “colpire una popolazione fragile, che non vota, spesso usata come capro espiatorio a scopo elettorale sia politicamente fin troppo facile”. Quindi si mette in guardia “sulle concrete conseguenze di questa scelta su persone con risorse molto limitate”. La richiesta è chiara: “Rivedere la decisione, andando a trovare il milione e mezzo che costa questa misura in settori meno problematici dal profilo della coesione sociale”.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-04-17T07:00:00.0000000Z
2026-04-17T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281771340768648
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