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La scelta della Posta e lo spreco di denaro

I deputati Giorgio Fonio e Greta Gysin sono pronti a interrogare il governo federale. E il trasloco dell’ufficio postale approda a Palazzo a Berna

Di Daniela Carugati

Si sta rivelando un trasloco scomodo quello che la Posta sta pianificando a Chiasso. La conferma delle intenzioni aziendali, tradotte di recente in una domanda di costruzione, hanno fatto rumoreggiare non poco la cittadina. La scelta di lasciare piazza Indipendenza, ovvero il ‘cuore’ del comune, e il palazzo di proprietà, per trasferirsi in una via laterale, in un ex spazio commerciale in via Bossi, non solo non è stato digerito agevolmente dalle istituzioni locali – il Municipio all’annuncio si è detto non entusiasta all’idea –, ma ha spronato altresì un commerciante da anni sulla piazza, Carlo Coen, a indirizzare una lettera aperta alle autorità comunali. Un appello che ha già raccolto delle adesioni, a cominciare da quella della prima cittadina Patrizia Wasser. Il ‘caso’ di Chiasso non resterà, però, confinato dentro il perimetro della città. La scelta del Gigante giallo, che ci era stata confermata nel marzo scorso, approda anche sullo scranno del Consiglio federale. Del resto, per ristrutturare i locali che dal giugno del 2027, nei piani, accoglieranno gli sportelli dell’ufficio postale, verrà speso oltre un milione di franchi.

In occasione della sessione autunnale, varata lunedì, due consiglieri nazionali ticinesi – Giorgio Fonio del Centro e Greta Gysin dei Verdi – hanno già in serbo, infatti, un interrogativo da rivolgere al Consiglio federale durante la canonica ‘ora delle domande’. E una volta di più si è decisi a far emergere le incongruenze, anche finanziarie, della strategia messa in campo dal Gigante giallo. I due deputati, in effetti, sono intenzionati ad andare dritti al punto: nella gestione della Posta a fronte dei suoi immobili, chiariscono subito, vi è uno “sperpero di denaro?”.

“Esprimendosi in merito agli ultimi licenziamenti – esplicitano Fonio e Gysin –, il presidente del Consiglio di amministrazione della Posta Chistian Levrat ha indicato che la Posta, per non sparire entro 10 anni, dovrà prendere delle misure anche impopolari”. Nel contempo, rimarcano ancora i due parlamentari, “parallelamente apprendiamo che nell’importante sede di Chiasso, la Posta ha deciso di abbandonare uno stabile di sua proprietà per andare in affitto a pochi metri e spendere oltre un milione di franchi per rendere utilizzabile l’immobile”. Di conseguenza, si rilancia, “non ritiene (il governo federale, ndr) che questo agire sia uno spreco di denaro?”. Ciò che emerge, motiva Fonio, è appunto l’incoerenza delle scelte aziendali. A Berna la domanda resta, quindi, in attesa di una risposta. A Chiasso si continua, invece, a interrogarsi sulle motivazioni dell’azienda e sul destino degli spazi che storicamente ospitano l’ufficio postale, se non addirittura sul futuro dell’intero stabile del Gigante giallo. Tanto che già circolano voci (che al momento sono solo tali) su possibili progetti di vendita. In marzo dalla stessa Posta ci era stato ribadito che, a quel momento, era prematuro pronunciarsi sul destino delle superfici che resteranno libere dalla metà dell’anno prossimo, ma non si escludeva di metterle sul mercato. Si vedrà. Sta di fatto che, senza la Posta, anche la piazza, dunque il centro città, si teme possa perdere la sua capacità di essere un luogo d’attrazione e aggregazione. “Il rischio – si è rimarcato, infatti, nella lettera aperta – è quello di entrare in una spirale ben nota: meno servizi, meno persone, meno negozi, meno attrattività, altri servizi e attività che se ne vanno, centro sempre più debole”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-16T07:00:00.0000000Z

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