Nido d’infanzia: i contratti, poi il ‘rush’ per l’apertura
Per non perdere i contributi, concretizzare entro l’anno
“Un’opportunità quasi unica per concretizzare un servizio che ancora manca”, ovvero “una struttura adeguata a ospitare bambini e bambine da 0 a 3 anni”, che “completerà la già vasta offerta di servizi a favore delle famiglie residenti o che intendono risiedere a Minusio”. In questi termini si esprime il Municipio di Minusio nel messaggio con cui chiede al Consiglio comunale di poter procedere con la sottoscrizione di un contratto di locazione e uno di sublocazione per l’insediamento di un nido d’infanzia negli spazi di proprietà dell’Associazione “Infanzia e Vita” (nello stabile di via San Quirico, situato pochi metri a sud della Casa comunale).
Il contratto d’affitto riguarda “Infanzia e Vita”, mentre quello di sublocazione la Fondazione
Zerosedici. L’intenzione (o per meglio dire necessità) è aprire entro fine anno; in caso contrario verrebbero a cadere i contributi federali e a cascata ne risentirebbero le tariffe già emanate da Zerosedici, che dovrebbero quindi venire aggiornate, mettendo a rischio, sottolinea il Comune, “la sostenibilità del progetto stesso”.
Un’idea datata 2014
L’urgenza dell’operazione – a partire dal passaggio del messaggio in Consiglio comunale già nella seduta del 16 marzo – è quindi evidente, anche perché appena dopo la sottoscrizione dei contratti l’Associazione “Infanzia e Vita” potrà iniziare i lavori e ottenere il credito d’investimento. In realtà il progetto parte da lontano: da una mozione del 2014 di Daniela Pugno-Ghirlanda per l’Unione Socialisti e Indipendenti, riguardante appunto “l’istituzione di una struttura comunale d’accoglienza per i bambini da 0 a 3 anni”. Da lì, nel 2015 era stato conferito mandato alla Supsi per un’analisi esplorativa delle esigenze di Minusio in relazione ai servizi di custodia extra-familiare; analisi che aveva indicato la necessità di sviluppare maggiormente un nido d’infanzia e un Centro extrascolastico – quest’ultimo nato proprio nel settembre del ’25 negli spazi dell’Oratorio San Giovanni Bosco prima occupati dalla Sezione di Scuola dell’infanzia poi traslocata nela sede ampliata di via Mezzaro – e in cui il 72% di chi aveva risposto si diceva a favore di un investimento da parte del Comune. A questo dato va aggiunto quello emerso, in tema di conciliabilità lavoro-famiglia, in occasione del recente sondaggio sul benessere residenziale lanciato anche a Minusio nell’ambito del pre-studio aggregativo.
Potrà accogliere fino a 28 bambini
Riguardo al nido d’infanzia, una collaborazione era nata nel ’24 tra Municipio e Zerosedici per l’elaborazione di un progetto di massima, poi avallato preliminarmente dai Servizi cantonali. Successivamente era stata pubblicata una grida per individuare un ente gestore, poi trovato proprio nella Fondazione Zerosedici. Nel frattempo, spiega ancora il Municipio nel suo messaggio, “Infanzia e Vita” ha provveduto all’allestimento del progetto di adeguamento degli spazi e avviato la procedura edilizia. Il nido potrà accogliere fino a un massimo di 28 bambini: 7 fino a un anno di età; 11 dagli uno ai due anni; e 10 oltre i 2 anni. Per l’utilizzo degli spazi verrà sottoscritto un contratto di locazione di 12 anni con “Infanzia e Vita” a 4’000 franchi al mese, ma con le spese accessorie (circa 14mila franchi all’anno) a carico del Comune; la sublocazione a Zerosedici, a 3’000 franchi al mese, avrà la stessa durata.
L’esecutivo aggiunge l’intenzione di “avviare, in futuro, ulteriori riflessioni e confronti in merito a nuove forme di sostegno finanziario al servizio, o ad altri progetti complementari”. Sono tra l’altro già in atto delle discussioni in vista dell’insediamento di una mensa per gli allievi del Centro scolastico Vignascia nello stabile “ex casa del custode”.
LOCARNO E VALLI
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2026-02-25T08:00:00.0000000Z
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