Il Pr è sovradimensionato: è zona di pianificazione
Cinque i comparti, poco costruiti e sensibili, selezionati
Di Daniela Carugati
Calcola e ricalcola anche il Piano regolatore di Balerna, come altri, è risultato sovradimensionato. Sulla carta, però, il Comune non ha valicato la fatidica soglia del 120 per cento (esame di plausibilità alla mano). In altre parole, oggi le autorità locali non hanno l’obbligo di agire subito sull’estensione delle zone edificabili, adottando delle misure a tutela della pianificazione. Nessuna imposizione, insomma. Nondimeno il Municipio non intende venire meno ai suoi doveri. Anche perché a ben vedere le riserve territoriali a 15 anni – sul piano abitativo – debordano, registrando un 281 per cento a fronte, invece, di un sottodimensionamento nell’ambito degli spazi lavorativi (o meglio posti di lavoro), al 74 per cento. Una situazione, quella tratteggiata, con cui si è trovata confrontata pure la Città di Mendrisio. L’Esecutivo balernitano, non a caso, ha seguito la stessa strada: adottare una zona di pianificazione. Ovvero uno dei ‘rimedi’ ancorati alla Legge sullo sviluppo territoriale, sullo sfondo la scheda R6 del Piano direttore cantonale, e sul quale nel Mendrisiotto stanno ragionando pure Vacallo e Novazzano.
Servono strategie
La scelta a cui sta dando seguito Balerna, del resto, è già stata corroborata dal parere della Sezione dello sviluppo territoriale del Dipartimento del territorio ed è stata tradotta, nero su bianco, in un documento in pubblicazione sino al 29 maggio. Per l’Esecutivo questo passo era “opportuno”. L’obiettivo? “Garantire la possibilità di intervenire su determinati comparti destinati all’abitazione per ridurre le riserve e per verificare le possibili strategie da applicare per favorire una migliore qualità insediativa e paesaggistica”, si scandisce nel dossier. Il ‘governo’ del Comune, d’altra parte, ha voluto, si spiega, essere coerente con gli indirizzi ancorati al Pac, il Programma di azione comunale, una realtà da gennaio. Così, indicata la rotta, ha individuato altresì le aree, cinque in tutto, in cui intervenire e sulle quali verrà istituita, appunto, la zona di pianificazione. Una selezione guidata da precisi criteri, preferendo superfici edificabili ma libere da costruzioni, perlopiù ai margini del tessuto insediativo e meno urbanizzate o ancora che contengono contenuti paesaggistici o naturalistici meritevoli di salvaguardia, in altre parole luoghi sensibili.
Ecco le aree da tutelare
Nell’elenco il Municipio ha dunque iscritto, come detto, un quintetto di comparti che rimandano alla zona Costa, di dimensioni importanti, ancora non edificata e delimitata a sud dall’A2 e a ovest dalla ferrovia, e all’area periferica adiacente alla Villa Vescovile – bene culturale cantonale –, confinante a est con il bosco collegato al Parco delle Gole della Breggia; e sempre in continuità con il Parco è pure la Collina Roncaccio, anche questa una superficie inedificata che fa da ‘cuscinetto’ con la parte lavorativa sottostante. In considerazione sono state prese altresì la zona al Ponte di Mezzana, al confine comunale con Coldrerio, uno spazio libero attraversato dal riale della Valle del Tognano, con alcune alberature protette e solo delle costruzioni isolate; tra queste un edificio di origine rurale e Villa Cicù, proposta quale bene culturale locale. Infine, il comparto Sottobisio, in particolare tra via Corti e via Vela, oggi poco sfruttato e caratterizzato, come ricorda lo stesso Esecutivo nella scheda, da numerose edificazioni mono e bifamiliari, tra cui “alcune ville storiche”. Tutte queste zone meritano, si chiarisce, di essere al centro di una “riflessione approfondita”, nel solco del carattere conservativo proprio allo strumento messo in campo, che avrà una durata di 5 anni.
Adesso non resta che seguire l’iter e attendere il termine di pubblicazione, dopo il quale chi ne ha facoltà potrà appellarsi al Tribunale cantonale amministrativo.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-05-08T07:00:00.0000000Z
2026-05-08T07:00:00.0000000Z
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