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Sede per la Giustizia, Lugano rilancia l’ex Ptt

L’ha affermato il capodicastero Consulenza e gestione Marco Chiesa all’assemblea di quartiere, confidando negli imminenti cambiamenti nel Governo

di Carlo Canonica

Lugano ci riproverà. Dopo un primo “no, grazie” da parte del Cantone, la Città intende riproporre il sedime ex Ptt di Viganello quale sede temporanea della Cittadella della Giustizia. A sostenerlo è stato il municipale Marco Chiesa durante l’assemblea di quartiere di Viganello, tenutasi martedì 8 settembre. Per il momento questa resta la priorità della Città, ma qualora il progetto non dovesse andare in porto, si valuteranno altre proposte, tra le quali la vendita del comparto a privati.

Le differenti perizie

La trattativa tra la Città e il Cantone si era interrotta a causa del prezzo ritenuto eccessivo da parte di quest’ultimo. In giugno, il consigliere di Stato Claudio Zali aveva infatti sostenuto, durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario al Palazzo dei Congressi di Lugano, che la proposta avanzata dal Cantone si basava su una perizia che indicava il valore del sedime in 15,7 milioni di franchi, una cifra superiore rispetto al prezzo al quale la Città aveva acquistato il sedime, a seguito dell’approvazione, nel 2006, del relativo messaggio municipale, nel quale erano stati stanziati 11,3 milioni di franchi. Ma di gran lunga inferiore, come ha precisato il capodicastero Consulenza e gestione, ai 48 milioni di franchi di valore stimati da un’altra perizia, stavolta commissionata dal Comune. «L’offerta del Cantone non raggiungeva neanche un terzo di quel valore – ha ricordato Chiesa –. È vero che la Città ha fatto un affare quando lo ha acquisito e che la nostra intenzione è mettere l’area a disposizione per qualcosa che crei delle prospettive per il quartiere, ma non vogliamo svenderla». Chiesa ha poi ricordato l’imminente cambio in seno al Governo cantonale, con l’arrivo dell’esponente Udc Piero Marchesi, sebbene non sia ancora noto quale Dipartimento guiderà. «Il tema della sede della Giustizia nei prossimi mesi ritornerà sui banchi del Governo e noi abbiamo tutto l’interesse a far sì che la scelta ricada su Lugano, soprattutto dopo la proposta non adeguata per Bioggio-Cavezzolo, a causa della vicinanza con l’aeroporto». Con la ripresa dell’incarto sulla sede della Giustizia a Lugano potrebbe dunque tornare d’attualità anche la discussione sul valore del sedime. La distanza tra la valutazione della Città e quella del Cantone era infatti uno dei principali ostacoli alla prosecuzione della trattativa e, nei precedenti colloqui tra il Municipio e Zali, le parti avevano ipotizzato di commissionare una perizia congiunta, con quesiti concordati sia da chi vende sia da chi acquista. Un’eventuale valutazione congiunta potrebbe quindi costituire la base per riaprire il negoziato e cercare un’intesa anche sul prezzo.

Il progetto, ricordiamo, prevederebbe di trasferire provvisoriamente a Viganello i giudici penali e civili e la relativa amministrazione, permettendo così di liberare il Palazzo di giustizia e procedere con gli importanti lavori di ristrutturazione previsti, che sfoceranno in due palazzi – uno nuovo e uno ammodernato – in via Pretorio. La soluzione consentirebbe inoltre di mantenere a Lugano una parte significativa delle attività giudiziarie, evitando che il trasferimento temporaneo si trasformi in uno spostamento definitivo fuori città. Insomma, l’intenzione della Città pare

chiara: con il cambio nell’Esecutivo cantonale si intende riprendere il discorso per portare la Giustizia a Viganello in quanto «non è facile trovare altre soluzioni». Finora, ha infatti ricordato Chiesa, l’idea più realistica è stata quella di inserire la Giustizia nello stabile ex Banca del Gottardo, ma «bocciata democraticamente alle urne a causa anche del costo di 80 milioni di franchi».

Il cambio di Piano regolatore

Qualora questa idea dovesse ancora una volta non andare in porto, la Città dovrà trovare una soluzione per ridare vita all’area, ora adibita a magazzini comunali e vincolata a tale scopo dal Piano regolatore (Pr). «Al Piano della Stampa si sta costruendo la futura sede della Divisione spazi urbani (Dsu) – ha ricordato durante la serata Andrea Felicioni, direttore della Divisione pianificazione, ambiente ed energia, mobilità –. Al termine dei lavori, le attività del Dsu saranno trasferite e, a quel punto, la pianificazione dovrà essere modificata».

La Città, da quanto esposto durante la serata dai due rappresentanti comunali, non ha più intenzione di vincolare quegli spazi a magazzini comunali e tra le varianti sul tavolo ce ne sono diverse: «Lo possiamo definire un terreno ‘jolly’ – ha precisato Chiesa –. Per ora non abbiamo idee concrete: quando rivedremo il Pr dovremo valutare le varie proposte sul tavolo, come abitazioni a pigione moderata oppure l’alienazione a un privato». L’Artisa Group Sa sarebbe infatti ancora interessata all’area. Un interesse né recente né fumoso: nel 2020, infatti, aveva sottoscritto con le Arl un diritto di compera da 13 milioni di franchi per costruire appartamenti a pigione moderata, rivolti in particolare agli studenti in vista dell’apertura della sede Usi-Supsi, e un albergo a tre stelle a prezzi accessibili. «Qualora dovessimo mettere in vendita l’area – ha sottolineato Chiesa –, è certo che arriverebbe una proposta da parte loro». L’allora intenzione del gruppo immobiliare non era appunto troppo distante da quanto prospettato dal municipale, che però ha voluto chiedere al pubblico presente: «È questo quello che veramente vogliamo fare? Per il momento no», si è risposto a se stesso ribadendo così la priorità della Città a proporre ancora l’area come sede della Cittadella della Giustizia, in particolare dato l’ingresso nel Governo cantonale, per la prima volta, di un esponente democentrista.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-10T07:00:00.0000000Z

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