Rivelazioni su Ail e Casinò, due denunce
La divulgazione delle retribuzioni dei vertici delle società partecipate ha indotto uno dei due CdA e il Municipio a rivolgersi al Ministero pubblico
Di Alfonso Reggiani
Per una doppia violazione del segreto d’ufficio scattano due denunce penali al Ministero pubblico. A inoltrarle sono stati il Municipio di Lugano e il Consiglio di amministrazione (CdA) di Ail Sa. La decisione dell’Esecutivo è stata adottata all’unanimità per una questione di principio. Stesso discorso per il CdA di Ail Sa che ha votato unanime. All’origine delle denunce, la diffusione di dati riservati relativi alle retribuzioni dei vertici delle due società anonime, anche se partecipate dalla Città di Lugano (Ail al 100%, mentre le azioni della Città nella Casinò sono circa il 67%).
Gola profonda con interessi politici
La diffusione dei compensi dei componenti dei CdA di due società è un possibile reato di natura penale, benché i membri siano nominati dal Consiglio comunale. Però è difficile che emerga il responsabile, visto che il Ministero pubblico è oberato dagli incarti e il misfatto non è di quelli ritenuti più gravi. Ma chi potrebbe essere la gola profonda, o meglio la fonte delle fughe di notizie? Alla domanda possiamo rispondere che probabilmente è un politico in carica in Municipio e nel CdA di Ail Sa, che ha interessi a far sapere le retribuzioni del CdA del Casinò (che nel 2025 erano di 202’882 franchi in calo rispetto agli anni scorsi) e quelle del CdA di Ail Sa. Da noi contattato il sindaco di Lugano Michele Foletti non si sbottona, ma spiega che «dal Municipio sono usciti i dati sensibili e confidenziali relativi al Casinò, che abbiamo ricevuto da una società esterna. Abbiamo voluto difendere la nostra reputazione. Non possiamo lasciar perdere una situazione del genere, perché la società non è interamente partecipata dalla Città, ci sono anche investitori privati». Il CdT ha scritto che la massa salariale dei vertici del Casinò, che comprendono il Ceo Paolo Sanvido e altre tre persone, per un totale di sei ruoli, visto che due hanno un doppio ruolo, è di 1,435 milioni di franchi all’anno. Dopo l’aumento di 9 milioni della linea di credito tra la Città e la Casinò di Lugano Sa, da 7 a 16 milioni di franchi, il futuro della casa da gioco dovrà essere deciso. Sul tavolo ci sono alcuni opzione tra le quali una possibile cessione dello stabile o della società o di entrambi, ma non sono ancora stati divulgati i risultati del rapporto elaborato dalla Kpmg che era stato commissionato dall’Esecutivo, dopo che lo stesso Municipio non ha dato scarico ai conti 2025 della società.
Legge violata sull’altare della trasparenza
Per quanto riguarda Ail Sa, invece, la segnalazione non è stata presentata dall’Esecutivo cittadino siccome i dati non sarebbero usciti da Palazzo Civico, ci confida il sindaco. A rivolgersi al Ministero pubblico è stato il CdA di Ail Sa, come conferma il presidente Lukas Bernasconi. A diffondere a Teleticino gli emolumenti dei primi sei mesi è probabilmente stato qualcuno dei sette membri del CdA: il presidente del CdA ha ricevuto tra gli 80 e i 90mila franchi, Zanetti tra i 70 e gli 80mila franchi. Antonini ha ricavato tra i 30 e i 40mila franchi, Beltraminelli tra i 25 e i 35mila franchi, come Chiesa, mentre Lombardi tra i 20 e i 30mila franchi. A fine dello scorso settembre il presidente del CdA non ha nascosto la propria preoccupazione. Sono infatti stati rivelati dati riservati dei dirigenti di una società, dopo che il CdA aveva già deciso di sottoporre al Municipio l’intenzione di voler cominciare un discorso di trasparenza in vista di rendere pubbliche le remunerazioni dei membri del Cda e della direzione. Una comunicazione che Bernasconi riteneva fosse da inserire nell’ambito della divulgazione in uno specifico capitolo del rapporto integrato che Ail Sa pubblica ogni anno. Però, sull’altare della trasparenza, è passata una violazione della legge, commenta sarcastico il presidente del CdA.
Le denunce di due possibili reati penali alla Procura non sono solo legittime, i municipali sono tenuti a segnalare le fattispecie al Ministero pubblico. Il reato è descritto dall’articolo 320 del Codice penale svizzero, che (al cpv. 1) prevede una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria nei confronti di “chiunque riveli un segreto che gli è confidato nella sua qualità di membro di una autorità o di funzionario o di cui ha notizia per la sua carica o funzione oppure in qualità di ausiliario di un funzionario o di un’autorità”. Le segnalazioni giungono dopo che in merito alla riforma della Governance delle società partecipate dalla Città, il Municipio di Lugano ha deciso di mantenere le proprie posizioni e non condivide gran parte degli emendamenti proposti dal rapporto di maggioranza della Commissione speciale.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-10-23T07:00:00.0000000Z
2026-10-23T07:00:00.0000000Z
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