Chiesti 7 anni di carcere per l’‘imbroglione’
La seconda giornata processuale ha visto scontrarsi i pareri di difesa e accusa dei due complici indagati per raggiri milionari ai danni di privati e aziende
di Malva Cometta Leon
«È un artista sì, ma della truffa». Le parole del procuratore pubblico Nicola Borga hanno inaugurato la seconda giornata dibattimentale nei confronti del 47enne, musicista austriaco, accusato di essersi intascato quasi 24 milioni di franchi ai danni di numerose aziende e privati. Per lui, nella requisitoria, è stata formulata una richiesta di pena di sette anni di carcere e dodici di espulsione dalla Svizzera. Per il suo complice, un 43enne irlandese, Borga ha invece chiesto due anni e tre mesi, di cui nove da espiare per un periodo di prova di due anni. Trickster, questo il suo nome d’arte, «è un truffatore per mestiere. Se non fosse stato fermato sarebbe ancora impegnato a ingannare con il sistema truffaldino del ‘buco tappa buco’, altro che carriera musicale». Carriera che lunedì ha indicato essere l’unica ragione per la quale avrebbe ingannato le sue vittime fingendosi partner contrattuale affidabile e uomo dalle larghe disponibilità finanziarie. Ma dalla quale non avrebbe ottenuto «niente, è un progetto a fondo perso». I fatti sono avvenuti tra Lugano, Svizzera interna, Germania, Italia e Regno Unito.
‘Convinceva professionisti, non sprovveduti’
Conosciuto come cantante, pianista, pilota e persino medico, Trickster, sarebbe riuscito a truffare, dal 2022 al 2024, veri uomini d’affari e agenzie di un certo calibro. Lo avrebbe fatto agganciandoli grazie a terze persone di fiducia, come lo stesso 43enne, che ha funto da garante, intascandosi a sua volta quasi 17 milioni di franchi. Ma ci sarebbe riuscito anche grazie alle abilità manipolatorie che lui stesso ha vantato di possedere. «Ha dichiarato che se si vuole collaborare con i top della musica bisogna crearsi un personaggio di successo», ha aggiunto il pp. Soprattutto se sotto l’effetto dell’alcol. Ricordiamo le sue affermazioni nel corso dell’inchiesta: «Sono consapevole che Trickster significa imbroglione. Se il procuratore pubblico mi portasse una bottiglia di grappa sarei capace di uscire dal carcere e ricavarci un milione di franchi». Al di là dell’ironia, il 47enne avrebbe falsificato documenti e certificati per convincere il suo target di quanto fosse ricco, contraffacendo e gonfiando il suo estratto patrimoniale fino a 800 milioni di franchi. È perfino riuscito a fingersi dottore convincendo il presidente dei farmacisti di un cantone svizzero. Artifici che avrebbero fatto cadere nella sua trappola vari «professionisti, non i primi sprovveduti».
In estrema sintesi, millantava di disporre beni di lusso mai stati in suo possesso con lo scopo di venderli. Di quei 23,8 milioni di franchi, 14,4 li avrebbe intascati ai danni di un’agenzia di leasing, la principale vittima. Segue, per gravità, una truffa ai danni un gerente di una società svizzera di servizi finanziari grazie alla quale gli avrebbe sfilato 2,5 milioni di franchi, di cui 663mila in orologi di lusso. Poi altre sei vittime, la maggior parte delle quali si è costituita parte civile. In aula erano infatti presenti anche tre patrocinatori degli accusatori privati con richieste di risarcimento milionarie.
Un ‘bel’ pedigree truffaldino
Un modus operandi non nuovo per lui. Come ha precisato Borga, «possiede già un bel pedigree di condanne in Europa». In Austria è stato in carcere per truffa aggravata e per mestiere. «Poco dopo essere stato rilasciato è arrivato in Svizzera. Da allora non ha mai avuto un’attività professionale lecita. Qui ha sempre e solo commesso reati grazie ai quali manteneva in atto lo schema truffaldino». Secondo il procuratore pubblico, «una volta che una vittima nutriva dubbi sulla sua affidabilità trovava una nuova gallina dalle uova d’oro e avanti così». Il rischio di recidiva, per il pp, «è molto elevato». Uno stile di vita che potrebbe ricordare la trama di un film, o come emerso in aula, anche di una serie Netflix. Un’idea che non gli è mancata: «Un thriller sulla sua vita voleva farlo davvero e, addirittura, coinvolgendo Gerard Depardieu».
Grave disturbo della personalità Fabio Käppeli,
La sua, secondo il difensore «non è affatto una vita ordinaria e limitata a quanto indicato dall’accusa. In passato ha anche collaborato positivamente con forze di polizia e servizi investigativi in favore della giustizia». L’avvocato ha fatto leva sulla sua condizione: «Soffre di un grave disturbo della personalità. Come dice la perizia, questa affezione psichica è il motore dei reati, insieme all’abuso di alcol, droghe e medicamenti». Käppeli si è battuto per una massiccia riduzione di pena: tre anni e mezzo da scontare, deducendo il carcere preventivo sofferto. È stato inoltre contestato il reato di truffa e i presupposti di altre imputazioni. «Le vittime avrebbero potuto effettuare controlli più severi. Non stavano giocando, ma transando milioni». Inoltre, è stata fatta valere una scemata lieve imputabilità dovuta al disturbo dell’imputato. «Parallelamente alla misura detentiva, il mio assistito necessita e desidera sottoporsi a una misura terapeutica ambulatoriale». In chiusura, Trickster ha commentato il suo dispiacere «per la situazione catastrofica che ho causato. Quando uscirò di prigione risarcirò chi devo». L’avvocato Marco Masoni, patrocinatore del 43enne, ha sottolineato come «oltre a un rapporto di amicizia tra i due si è creata una relazione di controllo e manipolazione. Al 47enne non serve la grappa per diventare abile nel soggiogare le persone, fa parte della sua personalità. Il mio cliente invece è un serio professionista: pilota e dirigente di un’azienda. Non c’è dubbio che abbia delinquito sotto la sua influenza ma appena è rinsavito ha subito voluto risarcire le vittime». Per lui è stato chiesto il proscioglimento dalle accuse e una sospensione integrale della pena. La sentenza sarà pronunciata domani dal presidente della Corte delle Assise criminali Amos Pagnamenta.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
it-ch
2026-03-18T07:00:00.0000000Z
2026-03-18T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281779930643162
Regiopress SA