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Tagliati 15,5 milioni per i lavori alle strade

Dopo la votazione eventuale su tre proposte, in Consiglio comunale ha prevalso la proposta di ridurre il credito e la sua durata al 2033 invece del 2040

Di Alfonso Reggiani

Una lunga e articolata discussione e la messa ai voti di tre proposte sono state necessarie, ieri sera, per l’esame della richiesta di credito di 41,11 milioni di franchi, spalmato fino al 2040, per la manutenzione e la gestione del patrimonio stradale della Città nel territorio (in 29 punti) dalla fase aggregativa del 2013, di cui 5,7 milioni per le prestazioni dell’Azienda acqua potabile (Aap). La maggioranza qualificata del Consiglio comunale (34 voti favorevoli, 13 astenuti e due contrari), dopo la votazione eventuale, ha scelto il dispositivo del rapporto della maggioranza della Commissione della Gestione (relatore Lukas Bernasconi, Lega dei Ticinesi). Di fatto, il credito totale è stato tagliato e al Municipio sono stati di concessi 19,9 milioni di franchi per lavori fino al 2033 e altri 5,7 milioni per l’Aap. La critica legata all’eccessiva durata del messaggio ha fatto breccia e per alcune opere previste ci vorrà una nuova richiesta di credito, permettendo così una verifica intermedia da parte del Legislativo.

Gli interventi? Il minimo indispensabile

Eppure, il rapporto della Commissione edilizia Angelo Petralli (Il Centro) ha rilevato che il credito originario era una risposta necessaria e responsabile, ma non ancora risolutiva, rispetto al fabbisogno strutturale di conservazione del patrimonio stradale. Il Municipio si è adeguato a questo rapporto per introdurre misure di aiuto economico per agevolare l’uso dei mezzi di trasporto pubblico nel periodo degli interventi e per garantire un’informazione tempestiva e continuativa alla popolazione in merito agli interventi previsti sulla rete stradale, ai relativi disagi e alle modifiche della viabilità. Ai voti, però, questa posizione ha ottenuto solo 16 consensi, mentre nella seconda votazione eventuale la proposta della minoranza della Gestione (relatori Danilo Baratti dei Verdi e Michele Malfanti de Il Centro) ha ricevuto un voto in meno rispetto a quella della maggioranza della Gestione. Anche la minoranza ha criticato il messaggio in cui confluiscono interventi che avrebbero potuto essere trattati separatamente e ha chiesto l’adeguamento alle variazioni dell’indice di costo delle costruzioni della parte di credito di 5,7 milioni. I lavori previsti rappresentano il minimo, ma la lunga durata ha posto il problema del rincaro dei costi di costruzione. Natalia Ferrara (capogruppo Plr-Pvl), però, ha messo in rilievo che stiamo parlando «di strade con le buche, interventi indispensabili per le sottostrutture e per coordinare i lavori con i numerosi progetti, tra i quali spicca il tram-treno». La titolare del Dicastero sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano Rossi ha ricordato (invano) che anche in passato sono stati votati crediti su un arco di tempo di 16 anni e ha smentito il presunto mancato controllo degli investimenti da parte del Legislativo.

Capitale culturale, ok alla candidatura

È stato approvato con 46 voti favorevoli e dieci contrari il credito di 1,5 milioni di franchi per sostenere la candidatura Lugano, con Locarno e Mendrisio, a Capitale Culturale Svizzera 2030. Da più parti è stato evidenziato il valore del credito richiesto che è subordinato al buon esito del concorso e potenziale indotto economico in caso di successo. Un’opportunità da cogliere e non è escluso, in caso di vittoria, il coinvolgimento di Bellinzona che ha concorso da sola. Da sinistra, però, è stata messa in evidenza la lacuna legata all’assenza di una scena culturale indipendente a Lugano, condizione imprescindibile del bando. Cristiano Canuti ha letto l’intervento della sua capogruppo Nina Pusterla (la sinistra), che ha sostenuto la candidatura, «ma tale sostegno non può esimersi da una ferma critica all’immobilismo politico del nostro Esecutivo (sul tema degli spazi per la cultura indipendente)». La capogruppo Udc Raide Bassi, invece, non ha ritenuto il messaggio una priorità, pur ritenendo interessante il progetto. Dal canto suo, il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco ha sottolineato la grande occasione per creare un sistema culturale integrato e dinamico, in grado di attrarre innovazione, creatività e investimenti, ma ancora inedito per il Ticino: «Abbiamo chiesto a Bellinzona che però si è tirata indietro optando per una candidatura solitaria. Il nostro dossier ha impressionato la giuria». Gli ha fatto eco il sindaco Michele Foletti, secondo cui giovedì quando «i tre membri della giuria ci hanno visitato, abbiamo dimostrato che si può avere un progetto comune (con Mendrisio e Locarno), ma spicca l’assenza del Cantone che si è chiamato fuori completamente, eppure sarebbe l’occasione per fornire spazi alla cultura indipendente (proponendo bandi di concorso e fondi assieme)».

Ex scuole, si progetta il “bosco urbano”

Via libera anche ai 2,5 milioni di franchi per progettare il piazzale ex Scuole, che da anni è un “non luogo” in pieno centro. Occorre dunque trasformarlo in un punto d’accesso per accogliere adeguatamente i cittadini, in vista dell’arrivo del tram-treno nel principale nodo del trasporto pubblico di Lugano, che sorgerà in parte nell’area occupata dalla pensilina. Ha raccolto l’appoggio della maggioranza del Legislativo la proposta di “bosco urbano” di creare una copertura del luogo attraverso la forma delle chiome degli alberi. La relatrice di minoranza della Gestione Bassi, però, ha sollevato dubbi sulla sostenibilità dell’opera, per la complessità tecnica del messaggio, che presenta costi potenziali e oneri di manutenzione non proporzionati ai benefici concreti. «Bello è impossibile», ha riassunto la contrarietà Michele Codella (Avanti Ticino&Lavoro) che ha condiviso quella di Bassi. Dal canto suo, la titolare del dossier Karin Valenzano Rossi ha difeso la proposta pur comprendendo le perplessità di alcuni, ma ha ricordato che l’ordine di grandezza della spesa era stata fornita (16,5 milioni di franchi, + o – il 20%), nel precedente messaggio votato. La fattibilità è data dagli esperti, ha assicurato la municipale.

Pse, la bonifica era da calcolare

Accolti dal Legislativo il Regolamento organico dei collaboratori dell’Ente Lugano Istituti Sociali (Rocis) e due donazioni, una è la collezione di 133 oggetti, risalenti a un ampio arco temporale (tra il 1000 a.C. e il 1000 d.C.) e comprende oggetti prodotti in buona parte “nella Mesoamerica e nell’area peruviana”. L’altra è la collezione di 62 oggetti di kakemono (dipinti su rotolo verticale – il significato originario del termine è “cosa appesa”) donata da Claudio Perino, medico torinese a Lugano risalenti a un periodo compreso tra il XV e il primo quarto del XX secolo. Luce verde non senza critiche pure al credito di 1,88 milioni per la bonifica da sostanze inquinanti rilevate nei sedimi e nei manufatti della seconda e terza tappa del Polo sportivo e degli eventi (Pse). Critiche condivise anche dal municipale Raoul Ghisletta, che ha riconosciuto la lacuna di non aver inserito la questione nel messaggio nel 2021. Altri 880’000 franchi sono stati concessi per completare la copertura della raccolta rifiuti mediante i contenitori interrati e seminterrati per i quartieri a sud, 970’000 franchi per la sistemazione esterna dell’asilo di Breganzona e 220’000 franchi per il nuovo serbatoio dell’acqua potabile denominato “Sotto Sasso” a Barbengo.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-03-31T07:00:00.0000000Z

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