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Presunta truffatrice resta in carcere fino al processo

È stata respinta anche dal Tribunale federale l’istanza di scarcerazione della 51enne finita in manette lo scorso mese di febbraio con le accuse di appropriazione indebita, truffa, accettazione abusiva di depositi dal pubblico, riciclaggio di denaro e contravvenzione alla Legge federale sulle fideiussioni solidali Covid-19. In totale le presunte malversazioni che avrebbe messo in atto si aggirano tra gli otto e i nove milioni di franchi. La donna resta dunque in carcere in attesa del processo che non dovrebbe tardare.

La 51enne è stata rinviata a giudizio di fronte a una Corte delle Assise criminali a fine luglio dal procuratore pubblico Daniele Galliano, che ha contestualmente chiesto al giudice dei provvedimenti coercitivi (gpc) di ordinare la carcerazione di sicurezza della donna fino alla data del dibattimento. La richiesta è stata motivata dai rischi di fuga, di collusione e di recidiva. Il gpc, che aveva respinto una prima domanda di scarcerazione presentata il 3 luglio, ha parzialmente accolto l’istanza del pp e ha posto la 51enne in carcerazione di sicurezza fino al 30 ottobre compreso. Emanuele Stauffer, legale dell’imputata, ha impugnato anche tale decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali, che ha congiunto i due procedimenti e li ha respinti entrambi. Come detto, il Tribunale federale ha confermato le sentenze della Crp.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-10-09T07:00:00.0000000Z

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