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Vannacci show, ‘scelta opportuna?’

La presenza dell’ex generale, ospite della sezione Udc, finisce sul tavolo del Municipio della Città. L’immagine del Comune ne ha risentito?

di Daniela Carugati

Gli echi della visita dell’eurodeputato, nonché vicesegretario della Lega per Salvini Premier, a Mendrisio non si sono ancora spenti: dentro il Centro congressi Coronado il Vannacci pensiero, fuori dai cancelli la protesta antifascista. Del resto, da quanto filtra della serata il meglio di sé – o il peggio, letto al contrario – l’ex generale sembra averlo dato proprio nel corso della conferenza davanti a 400 partecipanti (tra cui anche qualche giovane), sullo sfondo il tema dei rapporti tra Svizzera e Unione europea, che lì pare essere rimasto. Le esternazioni di Roberto Vannacci – “un lungo monologo”, a corollario un momento firmacopie del suo libro ‘Il mondo al contrario’ e selfie – hanno alimentato, infatti, ancora di più il dibattito politico.

Tant’è che all’indomani si chiama in causa anche il Municipio della Città. Ovvero quello stesso Esecutivo che, mesi fa, si era espresso in modo chiaro proprio sul personaggio, prendendo le distanze dalle sue affermazioni crude su questioni delicate. Allora si era alle prese con la sponsorizzazione – poi ritirata – del municipale Udc Massimo Cerutti, a un evento a Zurigo dell’Associazione ‘Il mondo al contrario’, relatore appunto il Vannacci. Manifestazione dalla quale anche Cerutti si era distanziato. Mercoledì si sono dovuti fare i conti con il politico, peraltro controverso, in carne e ossa sul territorio comunale.

Strategie e figure istituzionali

Per i consiglieri comunali dell’AlternativA Jacopo Scacchi ed Elia Agostinetti ce n’è a sufficienza per non ignorare quanto avvenuto, dando voce alle loro perplessità in una interrogazione. Anche perché, rimarcano, l’invito a Vannacci è giunto dal Primo cittadino di Mendrisio. “Fermo restando il principio della libertà d’espressione”, chiariscono, come si valuta allora la scelta di “offrire una tribuna ufficiale a una personalità ampiamente riconosciuta come divisiva?”. In altre parole, era “politicamente opportuno” da parte di una figura istituzionale? Di che domandarsi, insomma, se tutto ciò non possa aver “in qualche modo comportato un potenziale danno d’immagine per la Città”.

‘Argomentazioni fragili e retorica’

In effetti, l’ex generale di fronte alla platea non si è risparmiato, tanto da magnificare, egli stesso, le sue gesta sui social e riproporre, annotano i due consiglieri, uno ‘show’ con i suoi “noti cavalli di battaglia”. L’Ue? Solo la motivazione ufficiale, “abilmente e furbescamente sbandierata” e in realtà “solo sfiorata”. I veri temi dell’incontro sono stati altri, ripercorrono i firmatari dell’atto parlamentare. A cominciare dall’immigrazione, per finire con la sua “personalissima concezione di famiglia, che esclude in modo netto qualsiasi forma di parità di genere”. In questo modo, richiama l’interrogazione, “ha costruito argomentazioni fragili, talvolta contraddittorie, fondate su ripetizioni e banalità retoriche volte a sollecitare le emozioni più basse del pubblico”.

Critiche per tutti (alleati inclusi)

Le critiche hanno così colpito l’emergenza climatica – “descritta come un’invenzione dell’Unione europea per imporre debito agli Stati membri attraverso il Green Deal” –, lo Stato – “accusato di minare la meritocrazia a favore degli onnipresenti ‘perditempo’” – e la scuola, “accusata di arrogarsi un ruolo educativo che, secondo il relatore, spetterebbe esclusivamente ai genitori”. Ce ne sono state, in ogni caso, anche per gli alleati di Fratelli d’Italia, accusati di essere “eccessivamente di sinistra con le politiche migratorie”, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, “attenta unicamente ai propri interessi”. Non sono mancati, ribadiscono Scacchi e Agostinetti, “i consueti riferimenti alla segregazione delle minoranze e alla marginalizzazione di chi non rientra nella sua personalissima e nostalgica definizione di ‘normalità’”, da un lato, e l’elogio ai “‘valorosissimi uomini’ della Xª MAS” dall’altro. Con una chiosa sui manifestanti all’esterno e l’evocazione alla dinamite nello zaino, come abbiamo saputo in diretta mercoledì sera. Una dichiarazione, sottolineano i due consiglieri comunali, che, “detta davanti a un pubblico, punta a legittimare la violenza politica”. Violenza che, “indipendentemente dalla sua origine, forma o appartenenza, va fermamente e inequivocabilmente condannata”.

Compatibile con strategie e Codice?

L’armamentario vannacciano, quindi, è compatibile, ci si chiede, con la visione strategica della Città? E che impatto può avere sui giovani? Di fatto, si rilancia, rischia di “indebolire la coesione sociale che Mendrisio cerca faticosamente di costruire”, anziché promuovere i valori dell’inclusività, del pluralismo e della democrazia. Ma soprattutto, riprendendo il tema già sollevato dall’Mps davanti al governo cantonale, “il Municipio ritiene che sussistano gli estremi per valutare un’eventuale violazione dell’articolo 261bis del Codice Penale Svizzero?”. E il rimando è alla discriminazione e l’incitamento all’odio.

I due consiglieri comunali si soffermano altresì sul presidio di protesta e sul rilascio di una autorizzazione e sui costi del dispositivo di sicurezza, pubblico e privato. Senza trascurare la necessità di sapere se è vero che “i nominativi e le generalità di tutti i partecipanti all’evento siano stati trasmessi dagli organizzatori alla Polizia comunale”. Insomma, “gli iscritti ne erano a conoscenza? E l’Esecutivo può fornire queste informazioni?”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-01-30T08:00:00.0000000Z

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