Sulle strade cittadine la Gestione si divide
La minoranza sostiene l’impostazione del Municipio ma propone di eliminare l’adeguamento automatico al rialzo dei costi. La maggioranza critica i tempi
Di Malva Cometta Leon
Non è il se farlo a dividere, ma il come. Su uno dei crediti più importanti degli ultimi anni per la manutenzione delle strade cittadine, la Commissione della gestione si spacca, portando in Consiglio comunale due visioni opposte. Al centro del dibattito c’è il messaggio municipale che chiede un credito di oltre 41 milioni di franchi per la manutenzione e la gestione del patrimonio stradale fino al 2040. Una cifra significativa, ma soprattutto con un orizzonte temporale – quindici anni – dal quale emergono forti perplessità. Da una parte, la maggioranza propone di limitare il credito a circa 25,6 milioni su otto anni per mantenere un maggiore controllo politico, dall’altra, la minoranza sostiene il Municipio convinta che si possa così garantire continuità e pianificazione a lungo termine.
Sia maggioranza che minoranza concordano su un punto essenziale: gli interventi sono necessari. Il degrado della rete stradale – aggravato dal traffico crescente, dall’invecchiamento delle infrastrutture e dalle sollecitazioni climatiche – impone un’azione strutturata. Ma è sul metodo che si apre la frattura. La maggioranza della Commissione, nel suo rapporto sottoscritto ieri, contesta con decisione la durata del credito. Quindici anni vengono giudicati eccessivi, quasi una forzatura istituzionale: “si vota oggi un quadro che vincola decisioni per ben quattro legislature”. Nel rapporto si sottolinea che un orizzonte così lungo comporta “una minore possibilità di verifica periodica” e “una minore capacità di ridefinire priorità”, con il rischio di uno “scollamento tra decisione politica e attuazione reale”. In altre parole: un’impostazione troppo rigida rispetto all’evoluzione delle priorità. Per questo propone di dimezzare il periodo e votare un credito limitato ai primi otto anni, circa 25,6 milioni di franchi. Di questi, 19,9 milioni sono per la manutenzione e la gestione delle strade, mentre i 5,7 milioni rimanenti riguardano gli interventi sulla rete dell’acqua potabile. Le altre opere previste dovranno essere contenute in un nuovo messaggio municipale, permettendo così una verifica intermedia. E cioè “integrando eventuali interventi che oggi non appaiono indispensabili, ma che potrebbero rivelarsi tali in futuro”. Relatore del rapporto di maggioranza è Lukas Bernasconi (Lega).
‘Messaggio-macedonia’
Di un altro avviso la minoranza commissionale, che pur riconoscendo i rischi legati a un orizzonte così lungo – in particolare la possibile perdita di controllo sull’investimento con il susseguirsi delle legislature – sceglie di sostenere l’impostazione del Municipio. Nel rapporto si richiama tuttavia a quanto emerso in Commissione, dove il Municipio ha sottolineato che “quel lungo periodo dà alla Divisione Spazi urbani maggior elasticità nella realizzazione degli interventi”. La stessa maggioranza ha evidenziato i vantaggi di una pianificazione pluriennale, ritenuta “più razionale ed economica rispetto a una navigazione a vista”.
La minoranza non nasconde tuttavia alcune perplessità, in particolare sulla struttura del messaggio – definito senza mezzi termini una sorta di “messaggio-macedonia” –, in cui confluiscono diversi interventi che avrebbero potuto essere trattati separatamente. Secondo i dati citati nel rapporto – relatori sono Danilo Baratti (Verdi) e Michele Malfanti (il Centro) –, negli ultimi quindici anni l’indice dei costi delle costruzioni per opere di genio civile è cresciuto del 18,4%. Proiettando un’evoluzione simile sul periodo 2026-2040, il credito richiesto potrebbe avvicinarsi ai 50 milioni di franchi. Una prospettiva che, secondo i commissari, cambia radicalmente la portata del messaggio: non più un investimento definito, ma una cifra potenzialmente variabile, destinata a crescere nel tempo. Per la minoranza, questo rappresenta un problema di trasparenza e di controllo politico. Votare oggi un credito senza un tetto reale significherebbe, di fatto, concedere un margine molto ampio al Municipio, con il rischio di perdere il controllo sull’evoluzione della spesa. Da qui la proposta netta: eliminare il meccanismo di adeguamento automatico al rincaro. Il credito resterebbe quindi fissato a 41,1 milioni di franchi ma, una volta raggiunto questo limite, il Municipio sarebbe obbligato a tornare in Consiglio comunale con un nuovo messaggio per chiedere eventuali fondi supplementari.
Il voto non riguarderà solo asfalto e canalizzazioni. In gioco c’è il modo stesso di governare gli investimenti pubblici: decidere oggi per il lungo periodo o mantenere aperta la possibilità di rimettere tutto in discussione.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-03-25T07:00:00.0000000Z
2026-03-25T07:00:00.0000000Z
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