In lizza per rilevare Sintetica c’è un gruppo indiano
Il colosso Dr Reddy’s è l’ultimo candidato per rilevare l’azienda di Mendrisio dal 2019 in mano al fondo Ardian. Ma la trattativa non è ancora finita
Di Federico Franchini
La trattativa per la cessione della storica azienda farmaceutica tra il proprietario, il fondo francese Ardian, e gli ultimi interessati si aggira sui duecento milioni di franchi.
A Mendrisio, sono giorni decisivi per il destino di Sintetica. È da tempo che il proprietario, il fondo francese Ardian, vuole liberarsi della storica azienda farmaceutica fondata nel 1921. Negli ultimi mesi è stata lanciata una procedura per cercare potenziali nuovi acquirenti; procedura coordinata da una banca d’affari americana specializzata in operazioni di fusioni e acquisizioni. Alcuni fondi e gruppi farmaceutici sono già stati scartati poiché la loro offerta è stata giudicata troppo bassa. Alla fase finale – quella dove viene presentata un’offerta d’acquisto vincolante, che può essere però ritirata – sono giunte tre grosse multinazionali del settore: la britannica-giordana Hikma Pharmaceuticals, la canadese Juno Pharmaceuticals e l’indiana Dr Reddy’s. Secondo nostre informazioni, sarebbe proprio quest’ultima a essere, oggi, la sola a essere rimasta in lizza. La scorsa settimana, presso la sede di via Penate, ci sarebbero state delle visite e dei sopralluoghi.
Trattativa da 200 milioni
Il prezzo di vendita a cui si ruota attorno è di circa 200 milioni. Una cifra che permetterebbe ad Ardian di uscire limitando i danni da un’operazione che certo non ha fatto le sue fortune. Il fondo francese, ricordiamo, aveva acquistato Sintetica nel 2019 dai due precedenti azionisti – il ticinese Luca Bolzani e l’italiano Mario Bonomi – attraverso la controversa tecnica di acquisizione aziendale del leveraged buyout (Lbo), ossia caricando su Sintetica stessa buona parte del debito utilizzato per acquistarla. In questo caso, l’impresa di Mendrisio è stata acquisita attraverso società veicolo in Ticino e Lussemburgo e, soprattutto, con un prestito di circa 100 milioni di franchi: il 70% finanziato da UBS e altre banche, il 30% dai vecchi azionisti. A questa cifra vanno aggiunti gli interessi annui del 10% che per gli ultimi esercizi dovrebbero ancora essere pagati, oltre che al debito operativo stimato a circa una cinquantina di milioni di franchi.
La ‘logica’ del debito
La logica di ogni leveraged buyout è che il fondo acquirente ristruttura l’azienda per aumentarne i risultati finanziari, poi la rivende a un prezzo maggiorato. Un prezzo già pagato dai dipendenti, con 41 posti di lavoro persi nel piano di riorganizzazione annunciato a gennaio 2025. Anche la guida dell’azienda è cambiata di continuo: quattro amministratori delegati in sei anni. L’ultimo, il francese Hubert Puech d’Alissac, arrivato nel 2024 con il compito di tagliare i costi e rendere l’azienda più attraente per un acquirente, viene da un lungo passato in Teva. La stessa azienda che un tempo era diretta da chi oggi guida Dr Reddy’s. A giugno 2026 Sintetica ha modificato il CdA: sono entrati tre uomini legati al team Buyout di Ardian, oltre a una donna, consulente nel settore farmaceutico con esperienza specifica in fusioni e acquisizioni.
Il fondo Ardian Lbo VII, nel calderone del quale era contenuta Sintetica, è ormai chiuso. Per cui, a questo punto, per la stessa Ardian l’importante è arrivare a un accordo. Per un gruppo che gestisce un portafoglio di 250 società e oltre 170 miliardi di dollari di attivi, l’esito della vendita di Sintetica non è forse la priorità. Ma è proprio per estrarne il massimo valore possibile che, nell’ultimo periodo, l’azienda ha sacrificato altre persone e linee di produzione. Oggi, dopo aver scartato i vari offerenti, tocca a Dr Reddy’s concludere l’affare.
Un colosso dei generici a basso costo
Dr Reddy’s è una grossa multinazionale indiana, attiva in oltre 100 paesi e specializzata soprattutto nella produzione di farmaci generici a basso costo. L’opposto di Sintetica, insomma. Anche per questo non si conoscono le ragioni per cui questo colosso desidera acquisire una media azienda svizzera. Certo è che la compravendita sembrerebbe prendere più tempo del previsto. Di norma, questo genere di operazioni si chiude verso luglio per permettere di finire l’anno in doppia presenza – con i nuovi proprietari che accompagnano i vecchi per verificare cifre, capacità umane e produttive – per concretizzare poi l’operazione con l’inizio del nuovo anno. In questo caso sembrerebbero esserci ancora delle titubanze. L’affare non è quindi ancora concluso.
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