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Dove la storia delle donne torna finalmente alla luce

L’associazione di Massagno festeggia 25 anni il 19 settembre con un patrimonio di 170 fondi archivistici e un nuovo progetto di digitalizzazione

Di Malva Cometta Leon

Per secoli la storia del Ticino è stata raccontata quasi esclusivamente da una prospettiva maschile. Le tracce delle donne – lettere, diari, fotografie, documenti, libri, testimonianze – esistevano, ma spesso sono rimaste disperse nelle case o gettate via dai posteri. È da questa consapevolezza che 25 anni fa è nato Archivi Donne Ticino (Adt), con l’obiettivo di recuperare quelle tracce, conservarle e restituire alle donne il proprio posto nella memoria collettiva. Per celebrare questo traguardo e raccontare il patrimonio raccolto, Adt sarà in festa sabato 19 settembre, dalle 13.30, al Cinema Lux di Massagno. Non si tratta del patrimonio di un gruppo sociale, ma di «metà della popolazione del Ticino». A guidarci attraverso il lavoro dell’associazione è la sua presidente Yvonne Pesenti Salazar. «Se nel resto della Svizzera gli studi sulla storia delle donne sono iniziati negli anni Settanta, nel nostro Cantone questo è rimasto a lungo un campo completamente inesplorato. Questa storia andava ricostruita e, per riuscirci, bisognava farla riemergere. Occorreva recuperare attivamente queste tracce documentarie, metterle al sicuro, conservarle secondo i criteri della conservazione archivistica e cercare di valorizzarle».

Un lavoro durato anni, che ha reso l’archivio un vero e proprio centro di competenza per la ricerca sulla storia delle donne. «L’archivio è partito con undici lasciti personali e fondi archivistici, ora ne conserva circa 170». Pesenti Salazar rievoca il nome delle pioniere. «Ad aver aperto la via sono state le nostre precorritrici Renata Raggi-Scala – che è stata la prima presidente degli Archivi Riuniti delle Donne Ticino (Aardt), dal 2022 ridenominato Adt – e Franca Cleis che, attraverso un’ampia ricerca, ha portato alla luce il variegato mondo della scrittura femminile in Ticino. Siamo loro molto grate: hanno creato qualcosa di unico».

Dare voce alle biografie

Ma, come sottolinea la presidente di Adt, «non ci limitiamo a raccogliere e salvaguardare questo patrimonio documentario e iconografico, per tramandarlo alle generazioni future. Lavoriamo attivamente alla sua valorizzazione attraverso progetti che permettano di far conoscere le vicende femminili». Tra questi ‘Tracce di donne’, «un lavoro durato una quindicina di anni che ha coinvolto una quarantina di ricercatrici e ricercatori». Le ricerche, ricostruite in parte a partire dal patrimonio archivistico depositato presso Adt, «hanno permesso di recuperare il percorso biografico di 109 personalità femminili del Novecento attive in diversi ambiti. Le biografie ricostruiscono storie di impegno educativo, sociale e politico, di creatività letteraria e artistica e documentano la storia di associazioni e imprese femminili».

Il lavoro di valorizzazione passa anche dalle scuole. Adt collabora infatti con molti istituti scolastici cantonali, mettendo a disposizione fonti e materiali, così da consentire ai più giovani di confrontarsi con quello che storicamente è stato il ruolo femminile nella società. «Forniamo supporto per la creazione di materiali didattici, partecipiamo alle giornate autogestite dei licei e organizziamo seminari e conferenze». Tra le varie iniziative, anche una giornata di formazione per i docenti ticinesi dedicata alla storia del lavoro e della vita quotidiana delle donne e alla presenza delle donne nella letteratura e nell’arte nel Novecento.

Il falso mito della passività

A interessare Adt sono tutte le storie, non solo quelle delle ‘protagoniste’. «Negli ultimi tempi ci siamo allontanate dalla dimensione biografica definendo nuove direttrici di ricerca». Pesenti Salazar menziona i movimenti migratori, il corpo e la salute e la scrittura femminile. «Le donne hanno sempre scritto, però solo in privato, esprimendosi attraverso diari, epistolari ecc. Quello che stupisce è che anche da documenti come questi emergono elementi sorprendenti: offrono insomma uno spaccato di quella che era la mentalità dell’epoca e di come veniva percepito l’agire femminile». Benché lo stereotipo voglia che le donne in passato fossero quasi unicamente soggetti passivi «gli studi documentano che molte donne erano capaci di notevole autonomia. Non sono poche quelle che anche in passato hanno preso attivamente in mano la propria esistenza. L’idea che le donne siano sempre rimaste ai margini della storia è un falso mito. Si tratta di una narrazione riduttiva, che, a mio avviso, produce un grave deficit nella memoria collettiva». La missione di Adt è dunque «colmare questa lacuna». Attraverso la promozione della ricerca, la consulenza e la mediazione culturale, l’associazione propone una lettura dei processi storici attenta alla prospettiva femminile, stimolando la riflessione sui temi dell’uguaglianza e della parità. E per riuscirci «cerchiamo di sensibilizzare le persone e convincerle a non buttare via niente di ciò che è legato alla propria storia personale e famigliare».

Spesso, infatti, è grazie al generoso lascito degli eredi che l’associazione è riuscita a recuperare importanti documenti. «Anche se possono sembrare materiali banali, chiediamo di conservarli. Noi possiamo conservarli nel dovuto modo, ordinarli e fare in modo che siano consultabili per le ricerche». In questo modo viene consentito a persone e istituzioni interessate di accedere a un patrimonio archivistico in divenire.

Alle vicende dimenticate dalla storiografia ufficiale, l’associazione dedica inoltre la collana ‘Quaderni Archivi Donne Ticino’. «Finora abbiamo pubblicato undici saggi». Nell’ambito della ricerca che ha portato alla pubblicazione dell’ultimo volume, ‘Ragazze di convitto. Emigrazione femminile e convitti industriali in Svizzera’, Pesenti Salazar ha realizzato, per esempio, una serie di interviste a donne che hanno vissuto questa esperienza migratoria negli anni tra il 1916 e il 1945, che si possono scaricare dal sito.

La novità: Dagli scaffali al digitale

Il venticinquesimo anniversario propone anche una novità: da quest’anno è possibile la consultazione digitale. «Un traguardo per noi molto importante, possibile anche grazie a chi ha sostenuto il progetto». Oltre al sostegno del Cantone, infatti, la sopravvivenza e la continuità del lavoro di Adt dipendono in larga misura dal fundraising e dal volontariato. E sarà proprio una festa a celebrare questo quarto di secolo di attività. Sabato 19 settembre, dalle 13.30, al Cinema Lux di Massagno, sarà l’occasione per ripercorrere la storia di questo archivio, incontrare alcune delle persone che ne hanno accompagnato la crescita e scoprire più da vicino il patrimonio di storie femminili raccolto e conservato in questi 25 anni. In programma una selezione di biografie di ticinesi illustri, una piccola esposizione dedicata ai 25 anni dell’associazione e gli intermezzi musicali del Trio Improvvisamente. Alle 16 è previsto l’intervento della presidente, seguito da un aperitivo offerto.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-17T07:00:00.0000000Z

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