Incendia la sua cella, 35enne condannato
Qualche pezzetto di carta e un accendino. Tanto è servito a fine 2021 a un allora 30enne per appiccare il fuoco nella cella nella quale si trovava, mentre stava scontando una pena per entrata illegale. L’uomo, per quell’episodio, è stato condannato ieri mattina dalle Assise correzionali di Lugano per il reato di incendio intenzionale e dovrà scontare una pena di un anno di detenzione, oltre a cinque anni di espulsione dalla Svizzera (la pena minima prevista per reati di questo tipo).
Come emerso nel corso del procedimento, il 28 dicembre 2021 poco dopo le 20, il detenuto algerino aveva dato fuoco a dei fogli strappati da un bloc-notes, lanciandoli poi sul materasso della cella e alimentando le fiamme con il cuscino e la coperta presenti. L’incendio ha causato un danno al Dipartimento delle istituzioni pari a 6’464 franchi. A differenza del processo svoltosi qualche settimana fa alle Assise criminali, nel quale un 46enne era stato espulso a vita dalla Svizzera per un reato simile, in quanto aveva provocato l’evacuazione di un’intera ala e l’ospedalizzazione di tre persone, in questo caso il principio d’incendio è stato prontamente domato dagli agenti di custodia, intervenuti con degli estintori.
Ad allungare i tempi della chiusura dell’incarto è stato il trasferimento del 35enne nel carcere di Ginevra e in seguito in Germania per scontare un’altra pena a suo carico. Dal giugno 2025 è tornato in cella a Cadro, dove ha iniziato a scontare l’attuale pena, stabilita dal presidente della Corte Marco Villa dopo che il procuratore pubblico
Alvaro Camponovo e l’avvocato Letizia Vezzoni avevano proposto tale durata a seguito di un accordo tra le parti.
Al termine del dibattimento, il condannato ha chiesto scusa per il proprio comportamento, nonostante non sia emersa una chiara motivazione del gesto poiché agli atti figurano delle versioni differenti in merito alle ragioni dell’accaduto. Villa, dopo aver sottolineato che «non vi sono aggravanti, se non la stupidità di incendiare una cella», ha ricordato all’uomo l’importanza di reperire al più presto i propri documenti, così da accelerare la procedura di espulsione ed evitare l’avvio di una procedura amministrativa, in quanto terminerà fra pochi mesi di scontare questa condanna.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-02-11T08:00:00.0000000Z
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