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La città più sicura, ma cresce la violenza

Il bilancio 2025 della polizia mostra un quadro in chiaroscuro: calano furti e scassi, ma crescono aggressioni e violenza giovanile in luoghi pubblici

Di Malva Cometta Leon

Lugano si conferma per il decimo anno consecutivo la città con meno reati tra le maggiori della Svizzera, ma è anche l’unica a registrare un aumento. La sicurezza, come affermato dal comandante della Polizia cittadina Roberto Torrente, «non si riduce a una mera classifica: va considerata anche la percezione soggettiva». La città, ha infatti aggiunto Karin Valenzano Rossi, capadicastero Sicurezza e spazi urbani, «ha sicuramente come obiettivo quello di mantenere un buon livello di sicurezza oggettiva e percepita». Un connubio che di recente ha traballato di fronte, per esempio, agli episodi degli ultimi 1° maggio e 1° agosto.

La statistica criminale del 2025, infatti, registra un aumento complessivo del 2,2%, trainato soprattutto dalla crescita dei reati violenti, della violenza giovanile e degli episodi legati alla movida urbana. Su Lugano, ha indicato il comandante prima di snocciolare i dati – in quella che è la sua ultima conferenza stampa prima di cedere il testimone a Federico Chiesa –, «l’Ufficio federale di statistica restituisce un’immagine in chiaroscuro». Le informazioni presentate ieri dalla Polizia della Città di Lugano nel tradizionale bilancio operativo dell’anno precedente, espresse in rapporto a mille abitanti, riportano: una diminuzione dei reati contro il patrimonio, così come i furti con scasso e le truffe agli anziani. In particolare, i furti sono scesi da 22,3 nel 2024 a 21,9 nel 2025. Anche i furti con scasso sono calati da 5,1 a 3,9 casi, segnale che le attività preventive e il lavoro investigativo lungo la fascia di confine stanno producendo risultati concreti.

Nonostante questi miglioramenti, cresce la preoccupazione per i reati violenti, il cui tasso è aumentato da 5,8 a 8,4 casi ogni mille abitanti tra il 2024 e il 2025. Si registra una crescita delle aggressioni e delle vie di fatto, anche con armi da taglio, che coinvolgono sempre più spesso minorenni e giovani adulti, soprattutto nei contesti della movida e degli spazi pubblici. Per il comandante si tratta di «un lieve peggioramento» legato a un aumento «del nervosismo nel sottobosco che si muove a Lugano». Tuttavia, ha rassicurato, «non siamo davanti a un’inversione di tendenza, non stiamo precipitando in un baratro, ma stiamo vivendo un momento di cambiamento da accompagnare nella giusta direzione». La capadiscastero sottolinea che «non sono tantissimi gli episodi, ma uno è già di troppo, motivo per il quale vogliamo rafforzare la prevenzione». Anche per Valenzano Rossi, il problema è legato «a una rabbia e a un’aggressività crescenti che vediamo soprattutto nella popolazione giovanile». Tre le preoccupazioni emergenti per la sicurezza della città: l’estremismo politico, la violenza nello sport e la criminalità organizzata. Per quanto riguarda il primo fenomeno, «gli estremisti di sinistra considerano il sabotaggio delle infrastrutture pubbliche uno strumento efficace, mentre dagli estremisti di destra, la minaccia maggiore arriva da singoli individui radicalizzati con inviti alla violenza». Una rete che «tocca giovani e minorenni», ha spiegato Torrente e che ha sottratto agenti da altre attività operative. Mentre agli eventi sportivi, aumentano le persone schedate per comportamenti aggressivi. Lugano, inoltre, resta esposta alla criminalità organizzata per posizione geografica e centralità economica.

Anche la violenza domestica continua a rappresentare una sfida importante. Nel 2025 gli interventi legati alla violenza domestica nella regione di Lugano sono aumentati rispetto agli anni precedenti. Sul fronte della circolazione stradale, gli incidenti sono diminuiti del 12% rispetto al 2024, passando a 641 casi complessivi. Tuttavia, i controlli della velocità hanno rilevato quasi 9’700 infrazioni, con punte molto elevate soprattutto nelle zone a 50 e 60 km/h.

Oltre 8mila interventi

Nel corso del 2025, ha spiegato il vicecomandante Mauro Magiulli, sono stati registrati oltre 8’000 interventi. Sul podio: 993 interventi per incidenti stradali, 756 per disturbo o molestia e 727 per discussioni o liti. Sono inoltre state registrate nuove fattispecie: disagio famigliare, disagio famigliare tramite Vido+ (servizio di misure preventive), violenza domestica, risse, incendi e truffe. Un altro tema centrale riguarda il contrasto agli stupefacenti. Le operazioni antidroga del 2025 hanno portato al fermo di 83 persone e al sequestro di quantità molto elevate di cocaina, superiori ai 31 chilogrammi, in forte aumento rispetto agli anni precedenti.

Sul piano operativo, nel 2025 la videosorveglianza ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle attività della Polizia cittadina, sia come strumento investigativo sia come supporto operativo per la sicurezza urbana. Il rapporto evidenzia infatti un aumento delle richieste di consultazione delle immagini registrate, segnale di un utilizzo sempre più frequente da parte delle autorità. Dal punto di vista normativo, il 2025 è stato anche un anno importante per l’evoluzione legislativa della videosorveglianza in Ticino. La nuova legge regola l’uso delle telecamere da parte dei comuni per finalità preventive, di osservazione del traffico e di controllo degli edifici amministrativi. La normativa entrerà in vigore il 1° luglio 2026.

Le priorità individuate riguardano soprattutto la prevenzione della violenza giovanile, il rafforzamento della presenza di quartiere, il contrasto alla criminalità organizzata e il potenziamento della videosorveglianza. «Non è un caso che deteniamo questa posizione da dieci anni», ha affermato Torrente, collegandola anche all’introduzione della legge sulla collaborazione tra Polizia cantonale e comunale.

Corpo unico?

‘Il sistema attuale funziona bene’

A proposito della proposta di una polizia unica, recentemente tornato argomento politico, Valenzano Rossi conclude: «Il sistema attuale funziona bene: garantisce prossimità grazie alla Polizia comunale e una buona collaborazione con la Polizia cantonale. Si possono migliorare alcuni aspetti, ma non c’è motivo di rivoluzionare un modello che funziona. Inoltre, il progetto è complesso e non chiarisce i costi futuri».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-05-12T07:00:00.0000000Z

2026-05-12T07:00:00.0000000Z

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