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Giovane coppia aggredita dal branco in centro città

Sedicenne preso a calci da più coetanei sfugge al pestaggio grazie alla sua ragazza 15enne e all’intervento di alcune persone. Scatta la denuncia penale

Di Alfonso Reggiani e Dino Stevanovic

Sedicenne lui, quindicenne lei. Entrambi residenti nel Locarnese. Stanno insieme, sono morosi. Sabato sera, col permesso dei genitori, avrebbero voluto divertirsi trascorrendo la serata in centro a Lugano. Arrivano in città da soli, per la prima volta. Si recano al Class Café di corso Pestalozzi, dove è in corso una festa. Con loro, c’è una coetanea. Quest’ultima, però, beve troppo alcol, esce dal locale e, parlando con altri ragazzi anch’essi minorenni, attribuisce alla coppia la responsabilità della sua ubriachezza. Quando i due morosi lasciano il bar, verso le 23.30, inizia un incubo per loro: vengono insultati, minacciati, aggrediti, poi inseguiti e lui viene pestato dal branco. Il tutto capita in poco più di mezz’ora, abbastanza per lasciarli traumatizzati.

In tanti guardano e filmano

Questo è solo il breve riassunto dei fatti, raccontato dal punto di vista delle vittime, che hanno portato a una denuncia penale sporta ieri mattina alla Polizia cantonale dai genitori. Il ragazzo ha riportato un edema e un occhio nero: lesioni fortunatamente considerate non gravi dal medico del Pronto soccorso che lo certifica nella notte tra sabato e domenica. Una notte che i due minorenni non dimenticheranno tanto facilmente. Sì, perché dopo aver lasciato la festa, la coppia cerca di fuggire, ma sono in troppi i coetanei che vogliono fargliela pagare. I due vengono raggiunti e lui viene assalito e preso a calci e pugni da diversi ragazzini. La scena è raccapricciante. Attorno ci sono persone che si limitano a guardare ma non intervengono, tanti filmano il pestaggio, che da alcuni giorni circola sui social. A un certo punto, la ragazza si mette a gridare e si butta sul suo moroso per cercare di fare da scudo ed evitare che continuino a prenderlo a calci e pugni. Finalmente, alcuni intervengono e il pestaggio si interrompe. Infine, verso mezzanotte, la coppia riesce a far perdere le proprie tracce, ad arrivare in stazione e a salire sul treno diretto verso casa. La polizia è arrivata sul luogo solo più tardi, sembrerebbe per contenere altre risse scoppiate durante la nottata.

Il precedente in pensilina nel 2025

Nella denuncia penale sono stati citati i nomi di alcuni testimoni e di qualche minore che ha partecipato all’aggressione e al pestaggio. Una denuncia accompagnata dal certificato medico e dalle immagini delle lesioni scattate al Pronto Soccorso. I genitori attendono la convocazione per i verbali di polizia, nel frattempo hanno voluto far sapere quanto capitato, per sensibilizzare su una problematica che non si può sottovalutare. Le persone coinvolte sono quindicenni, sedicenni che si prendono a botte senza comprendere né riconoscere la gravità dei loro comportamenti, per i quali, nel caso di cui stiamo parlando, potrebbe risolversi non con una ‘semplice’ tirata di orecchi, ma con qualcosa di penalmente rilevante. Vicende simili, purtroppo, non sono una novità per il centro cittadino. Risale alla notte tra il 1° e il 2 agosto del 2025 l’episodio di violenza più increscioso, che si è verificato sotto la pensilina Botta a Lugano, dove una lite tra diversi giovani è degenerata in un pestaggio. La vittima dell’aggressione, un 19enne del Bellinzonese, è finito all’ospedale con ferite di una certa gravità. Sono finiti sotto inchiesta penale un maggiorenne e quattro minorenni. Nei loro confronti, le ipotesi di reato sono, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni gravi, lesioni semplici e aggressione. Secondo nostre informazioni, l’inchiesta è giunta alle battute finali.

Il gestore del Class Café: ‘Noi molto attenti alla sicurezza e all’alcol ai minori’

«Mi rincresce molto per quanto è successo. Io ho due figlie più o meno di quell’età e mi dispiace molto vedere che capitino determinate cose e in generale vedere episodi di violenza e ragazzi che bevono troppo». Considerazioni di Giovanni Pezzullo, che gestisce il Class Café. «Noi in realtà non ci siamo accorti di nulla all’interno – precisa, da noi sentito –, ce lo hanno raccontato i colleghi del ristorante Commercio (poche centinaia di metri più in là, davanti al quale si è poi consumata l’aggressione, ndr). La lite deve essere partita dall’esterno del locale, sicuramente non dall’interno». Pezzullo sottolinea che il tema della sicurezza è molto sentito al Class. «Sì, ci teniamo molto. Investiamo fino a 10’000 franchi al mese per la sicurezza. Al sabato sera abbiamo sette agenti di sicurezza, due solo all’ingresso». Come mai proprio il sabato? «Perché i ragazzi più giovani si concentrano quella sera. Abbiamo una clientela molto eterogenea, il giovedì sera ad esempio è pieno di adulti, ma il sabato sono quasi tutti ragazzi e per questo è più impegnativo, vanno tenuti d’occhio». Come mai? «Premetto che la maggior parte sono ragazzi carini, ma poi purtroppo ci sono i teppistelli che rovinano l’ambiente... e poi molti bevono». Proprio a proposito dell’alcol, sui social in particolare c’è chi punta il dito contro il Class Café, sostenendo che si venda alcol ai minorenni.

«Intanto noi i giovani sotto i 16 anni non li facciamo entrare – replica Pezzullo –. Chiediamo la carta d’identità. L’alcol ai minorenni non lo vendiamo, tranne quel che si può fare legalmente. Il problema sorge prima: molti vengono qui che hanno già bevuto, adesso si sente dire che vanno a prendere da bere a Ponte Tresa Italia, bevono e poi vengono qui. Troviamo spesso bottiglie vuote per strada, all’esterno del locale. Fino ad alcuni mesi fa capitava che sorprendessimo dei ragazzi con bottiglie anche all’interno, ma poi abbiamo aumentato le perquisizioni e adesso non succede più. Non permettiamo assolutamente a qualcuno di entrare con bottiglie di alcol nel locale, né tantomeno con coltelli, se li scopriamo, li cacciamo». Il vero problema, sostiene il nostro interlocutore, sarebbe quindi quel che succede per strada. E dopo la chiusura del locale: «Noi chiudiamo poco prima di mezzanotte e poi tanti di loro vanno in discoteca, anche i minorenni...». Un problema, quello dei minorenni in discoteca, noto e non nuovo a Lugano, ma che al momento non sembra aver trovato risoluzione.

Casi in aumento in Magistratura

Nel rendiconto annuale 2025, il Consiglio della Magistratura ha messo in evidenza che “la situazione della Magistratura dei minorenni è peggiorata e le giacenze hanno raggiunto il picco degli ultimi 10 anni, nonostante l’intensa attività e il numero importante di incarti evasi. Allo stato attuale, viste le cifre e considerate le riflessioni che precedono, un potenziamento nella misura richiesta dal titolare, o quanto meno con l’innesto di un magistrato aggiuntivo che possa operare in piena autonomia, si impone”. La violenza giovanile va fermata quanto prima. “Una Magistratura dei minorenni messa nelle condizioni di operare correttamente è una garanzia non solo per il presente della nostra società, ma per il suo futuro”, scrive nel commento il Consiglio della Magistratura: “Contrastare sul nascere la delinquenza minorile (in particolare quella violenta e di gruppo che non si vuole ancora chiamare delle baby gang ma poco ci manca), e impedire che i giovani autori si incamminino su sentieri di marginalizzazione e recidiva è un compito di primaria importanza per la Giustizia”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-24T07:00:00.0000000Z

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