laRegione

Palazzo in via Beltramina, raddoppiati i conguagli

Protestano per spese accessorie che ritengono ingiustificate gli inquilini dell’immobile ceduto nel 2022 dalla Cassa pensioni della Città alla zurighese Avadis

Di Alfonso Reggiani

L’impennata della fattura di conguaglio ha fatto arrabbiare tanti inquilini della palazzina in via Beltramina 18 e 20, quella dove c’è la sede della Polizia comunale di Lugano. In diversi hanno reclamato sugli aumenti considerati ingiustificati con i proprietari e con l’amministrazione dello stabile. È in corso anche una raccolta di firme che chiede trasparenza, chiarezza e proporzionalità nelle spese condominiali. Alcuni residenti che abbiamo incontrato hanno manifestato malcontento. C’è chi si è rivolto all’Associazione svizzera degli inquilini sezione Ticino (Asi). Non è la prima volta che proprietari e amministratori della palazzina vengono criticati.

Fatture salate che meritano chiarimenti

Nei diversi giustificativi di conteggio del conguaglio che abbiamo visionato e che sono giunti in ritardo ai singoli inquilini, spiccano gli oltre 53mila franchi di spese per la portineria messi a carico degli affittuari che risiedono nella parte del numero civico 20 e 20a. Altri 55mila franchi sono stati fatturati ai locatari dell’altra metà dello stabile, quella che ha i numeri civici 18 e 18a. Alcuni contratti, ci informa un abitante, includono la possibilità di prendere visione dei conteggi delle spese accessorie e dei conguagli. Eppure, nonostante le richieste di chiarimento rivolte all’amministrazione, che è assunta dalla Gestione Immobiliare per Istituzionali Sa (costituita nel 2017 come spin-off della CpdL, la Cassa pensioni dei dipendenti di Lugano), non sono giunte risposte esaustive. Di più. Il fatto che gli inquilini ricevono di continuo richieste di pagamento di costi accessori riferite a periodi precedenti sta creando preoccupazioni e disagio nello stabile. Alcuni hanno ottenuto una riduzione dell’affitto ma le spese di conguaglio sono triplicate. Una donna sostiene di essere riuscita a farsi annullare due aumenti di pigione, ma ha dovuto far capo a un avvocato. Un altro inquilino ricorda che, prima di vendere l’immobile nel 2022, la CpdL aveva effettuato un ingente investimento per rifare tutto il sistema di riscaldamento e aveva assicurato risparmi per gli inquilini. Ora ci sono questi conteggi spese esorbitanti e inspiegabili.

L’Asi invita alla prudenza

Queste difficoltà sono state condivise con l’Associazione svizzera inquilini, sezione Ticino (Asi). In alcuni casi ci sono possibilità di ottenere una riduzione, nella maggior parte sarà difficile. Non bisogna aspettarsi rettifiche al ribasso, ci fa sapere la consulente dell’Asi, che invita alla prudenza e a far verificare i contratti di locazione all’associazione o a persone esperte del settore prima di firmarli. Non valgono le assicurazioni formulate a voce sulla copertura integrale dei costi accessori con gli acconti. Nel diritto di locazione le spese accessorie sono in una zona grigia, è complicato dimostrare che il costo sia eccessivo, spiega la consulente. Il locatore non è nemmeno tenuto a verificare il criterio dell’economicità nella scelta del privato o della società che fornisce la prestazione all’immobile. Toccherebbe all’affittuario dimostrare che si poteva fare altrimenti con prezzi minori. Inoltre, non è un compito facile verificare i conteggi dei conguagli. La raccolta di firme degli inquilini magari potrebbe spingere l’amministrazione a fare maggiore attenzione nel reperire il gas o l’olio combustibile. Quanto alle spese di portineria, verranno chiesti all’amministrazione i mansionari e i giustificativi delle assicurazioni sociali. Però rimane un compito arduo stabilire quali siano le spese e le prestazioni che dovrebbero essere a carico del locatore o dei locatari. Piuttosto, la consulente invita gli inquilini a chiedere la riduzione dell’affitto per il tasso ipotecario, mentre segnala una carenza di pigioni accessibili a Lugano, ma questa è una questione politica.

Affitti accessibili, nessun passo avanti

A proposito di pigioni moderate, è cresciuta in giudicato la licenza edilizia concessa all’associazione Vivere Lambertenghi che può così cominciare i lavori di costruzione della palazzina nell’omonima via. Complice l’approccio improntato ai risparmi, la Città non ha fatto passi avanti nella politica dell’alloggio nei comparti che ritiene di interesse prioritario e che cita nel suo sito internet: ex Ptt–ex Swisscom a Viganello, ex Spohr a Pregassona, in via Industria, via Torricelli/via Trevano a Cornaredo e via al Chioso a Cassarate. Sul tema sono in arrivo un’analisi statistica commissionata dal Municipio ai servizi sulla situazione e, tra qualche settimana, uno studio sul bisogno di alloggi a pigione moderata a Lugano, che è stato commissionato dal Dicastero immobili quale risposta a un atto parlamentare presentato dalla Sinistra.

Facciamo un passo indietro: l’immobile di via Beltramina 18-20 venne costruito nel 1995. L’edificazione di 116 appartamenti e una grossa zona amministrativa al pian terreno ha beneficiato dei sussidi federali e cantonali che prevedevano uno sgravio delle pigioni per gli inquilini e il relativo rimborso alla promotrice dell’operazione pianificata dalla Legge Federale con una durata di 25 anni. In seguito, la Città lo vendette alla CpdL per finanziare l’operazione Lac, ricorda il capodicastero Immobili di Lugano Raoul Ghisletta. Per tanti anni le pigioni sono state basse, poi il periodo dei sussidi cantonali e federali è scaduto (rispettivamente nel 2014 e a fine settembre del 2020) e ci sono stati due incrementi di affitto, uno dei quali di 400 franchi. Tanto che la questione è stata oggetto di ben due atti parlamentari presentati dalla Lega dei Ticinesi, ai quali il Municipio ha risposto evasivamente, visto che la CpdL è indipendente. Nel 2022 l’immobile è stato acquisito dalla fondazione d’investimento zurighese Avadis e la CpdL ha anche ottenuto delle quote parte del gruppo d’investimento.

Garanzie come aria fritta

Un passaggio di proprietà dipinto da alcuni media come un ‘colpo’, con tanto di garanzia “che non ci saranno cambiamenti nemmeno per gli inquilini degli appartamenti, neanche a livello di pigioni”. Una garanzia probabilmente scaduta, commentano alcuni abitanti della palazzina, dove un appartamento di tre locali e mezzo, nel giro di una dozzina di anni, dai 1’300 franchi è arrivato a costare 2’100 franchi. È vero che le pigioni moderate sono ormai un ricordo passato che risale a quando erano attivi i sussidi. Attualmente, il costo dell’affitto rispecchia il mercato. Sul passaggio di proprietà aveva preso posizione anche il Movimento per il socialismo (Mps) che lo definì “l’ennesima alienazione di un bene pubblico, un ulteriore passo verso il punto di non ritorno” (...). “La CpdL sta completando la svendita di immobili di sua proprietà. A marzo 2017 è stato ceduto il ‘Quartiere Ronchetto’, 6 palazzi per complessivi 156 appartamenti popolari, più alcuni spazi commerciali e l’immobile Casa Resega dotato di 20 appartamenti. Nel 2018 è stato il turno del complesso immobiliare di via Industria a Pregassona, dotato di 126 appartamenti popolari. A fine gennaio 2022 è stato sacrificato il Rione Madonnetta con i suoi 79 appartamenti popolari”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-10-01T07:00:00.0000000Z

2026-10-01T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281792815960237

Regiopress SA