Vandalizzate all’istante le nuove fermate del bus
Imbrattamenti assortiti e danneggiamenti all’arredo
D.MAR.
Minusio adegua le fermate del bus ai bisogni dei disabili e la risposta dei soliti ignoti è un danneggiamento all’arredo verde più altri vandalismi assortiti. Lo segnala lo stesso Comune in un’ampia nota apparsa sul sito www.minusio.ch.
“Le fermate del bus sono un bene comune – considera il Municipio –. Danneggiarle significa arrecare un pregiudizio non solo all’ente pubblico, ma all’intera comunità che le utilizza quotidianamente”. La conseguenza naturale sarebbe una denuncia penale contro ignoti – e infatti una valutazione in questo senso verrà fatta dall’Esecutivo – anche se concretamente poco porterebbe alla causa, se non un ulteriore segnale pubblico verso l’esterno. L’eventuale denuncia seguirebbe, a non molti mesi di distanza, quella sporta da Minusio per l’eliminazione abusiva di alcuni salici anti-erosione sul lungolago, preceduta a sua volta da quella contro il subdolo danneggiamento di una quercia la cui unica colpa era rubare a uno stabile residenziale una porzione di vista sul lago.
Per i disabili e tutta la comunità
Dal sito veniamo dunque a sapere che “in questi mesi il Comune di Minusio sta procedendo alla riqualifica di tutte le fermate degli autobus presenti sul territorio, in conformità con le disposizioni dell’Amministrazione cantonale, e per ragioni che vanno ben al di là del semplice adempimento normativo”. In particolare, viene specificato, “le nuove fermate sono anzitutto progettate per essere pienamente accessibili alle persone con disabilità, garantendo loro la possibilità di usufruire del trasporto pubblico senza ostacoli”. Più in generale “le nuove strutture sono state concepite per offrire un beneficio concreto a tutta la comunità: sono parzialmente realizzate con materiali di recupero e sono dotate di coperture verdi con piante rampicanti, che contribuiscono a rendere la sosta più confortevole anche durante i periodi estivi più caldi”.
Tuttavia, a voler purtroppo confermare una tendenza piuttosto diffusa alla maleducazione e al menefreghismo rispetto al valore della cosa pubblica, il quadro viene subito macchiato da gesti inconsulti. In quest’ultimo caso “alcune delle nuove fermate sono già state imbrattate e le piante rampicanti fatte oggetto di atti vandalici – constata il Municipio –. Quella della fermata Esplanade è stata deliberatamente recisa e risulta irrecuperabile: sarà necessario provvedere alla sua sostituzione”.
Al Comune non rimane altro che tentare la via della sensibilizzazione, rivolgendo “un invito formale a tutti i cittadini affinché vengano rispettate le strutture di nuova realizzazione, preservando tanto le superfici quanto il verde urbano”.
I precedenti sul verde pubblico
Si diceva in entrata che non è, questa, la prima occasione in cui Minusio si ritrova confrontato con atti di vandalismo. Due i precedenti piuttosto recenti, ma di matrice differente. A settembre, in via alla Riva, nottetempo erano stati estirpati due gruppi di salici dei tre che erano cresciuti e assolvevano la loro funzione antierosiva sulla spiaggetta antistante al ristorante con alloggio Casa al lago. Il mattino il capogiardiniere del Comune aveva trovato accatastati i resti verdi del taglio abusivo, che i responsabili neppure si erano presi la briga di far sparire. Il danno, aveva sottolineato il capogiardiniere, era innanzitutto legato al fatto che la riva naturale ha un valore naturalistico cui si lega un ecosistema da proteggere. Nel caso specifico i salici e il canneto servivano da protezione ma anche da habitat per anatre e folaghe. Ne era seguita appunto una denuncia penale contro ignoti per danneggiamento della proprietà pubblica. Ovvio che in mancanza di prove o riscontri concreti, poco si può per risalire ai colpevoli.
Stesso decorso aveva avuto la denuncia precedente, scaturita nell’estate del ’23 da un gesto se possibile ancora più odioso: la scortecciatura al piede di una quercia situata sulla stessa Rivapiana, ma in zona Portigon. L’albero ad alto fusto era stato messo a dimora fra i 30 e i 40 anni fa e aveva raggiunto un’altezza di circa 12 metri. La sua chioma impediva la vista sul lago dalle terrazze di una vicina residenza. Nell’impossibilità di abbatterla direttamente, era stato inciso un “collare” al piede, condannando l’albero al deperimento e alla morte. Per questo motivo Patriziato proprietario e Comune gestore della riva avevano dovuto tagliarla. Non facendolo, il rischio era che, indebolendosi, la quercia avrebbe potuto abbattersi al suolo, oltretutto in una zona turistica, spesso affollata di bagnanti.
Via la quercia togli-vista
LOCARNO E VALLI
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2026-05-29T07:00:00.0000000Z
2026-05-29T07:00:00.0000000Z
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