Aggregazione, ‘c’è margine per un rinvio al 2028-2032?’
Interrogazione interpartitica rilancia il dibattito politico
Di Daniela Carugati
Il progetto aggregativo nel Basso Mendrisiotto sta vivendo una fase di stallo. Ma la politica chiassese non intende restare alla finestra a guardare. In effetti, come anticipato da ‘laRegione’, sul dossier è atteso il preavviso cantonale non prima della fine di novembre-inizio dicembre. Una nuova tempistica che rimette in discussione la tabella di marcia che si erano prefissati i cinque Comuni protagonisti – Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo – e apre a ulteriori interrogativi, anche sul piano del sostegno finanziario. Per quattro consiglieri comunali chiassesi, voce di altrettanti partiti – Claudio Schneeberger (Lega-Udc-Indipendenti), Amedeo Mapelli (Centro-I Verdi liberali), Andrea Mini (Plr) e Francesca Bernasconi Bedulli (Us-I Verdi-Indipendenti) –, oggi “la situazione evidenzia una difficoltà politica e istituzionale più ampia: il progetto appare condizionato dai ritardi del Cantone, dall’incertezza sulle decisioni del Consiglio di Stato, dalle elezioni cantonali e da un clima nel quale le posizioni dei Comuni coinvolti non sembrano pienamente convergenti”. In altre parole, ora come ora persistono le condizioni per cercare di portare a termine il processo, andando al voto popolare, se tutto va bene, nel novembre del 2027?
Ed è qui che per i rappresentanti dei gruppi che siedono in Municipio si fa strada un quesito chiave. Una domanda che nei giorni scorsi è stata girata allo stesso Esecutivo cittadino: l’autorità comunale, si chiede, è disposta a sostenere un rinvio della consultazione al quadriennio 2028–2032? Al momento la posizione che guarda alla possibilità di spostare tutto alla prossima legislatura appare minoritaria all’interno della Commissione di studio. Adesso, però, questa interrogazione torna ad alimentare una riflessione a fronte di una serie di incertezze legate altresì al possibile rimpasto dei Dipartimenti all’interno del Consiglio di Stato con l’ingresso di Piero Marchesi.
Inviata una richiesta agli Enti locali
“In questo contesto, proseguire semplicemente ‘aspettando gli eventi’ – si annota nell’atto parlamentare – rischia di indebolire ulteriormente la credibilità del progetto. I Consigli comunali e la popolazione non possono essere mantenuti in una posizione passiva, in attesa di ricevere un rapporto già confezionato e sostanzialmente definito altrove. Il Legislativo deve poter disporre per tempo di tutti gli elementi necessari per discutere, valutare e formulare una posizione politica, non limitarsi a ratificare decisioni già prese”.
Non a caso il progetto aggregativo è finito altresì al centro di uno scritto che il consigliere comunale Claudio Schneeberger, questa volta in solitaria, ha depositato il 23 settembre scorso davanti agli Enti locali. Un documento che in sei pagine racchiude e approfondisce le argomentazioni e le richieste poi tradotte nell’atto parlamentare.
Le incognite finanziarie
In effetti, in questo passaggio sembra strategico anche chiarire “se e in quale misura il fondo destinato alle aggregazioni disponga ancora delle risorse necessarie”. Un aspetto che preoccupa pure la Commissione, come ci ha fatto capire il coordinatore Marco Rizza, da noi interpellato la settimana scorsa al termine dell’ultima riunione della Commissione di studio. Insomma, rilanciano i firmatari dell’interrogazione, “senza un quadro chiaro sulle tempistiche, sugli eventuali contributi cantonali, sulle basi finanziarie del futuro Comune e sulle conseguenze delle nuove aliquote differenziate, risulta difficile chiedere ai Consigli comunali e alla popolazione di esprimersi in modo consapevole”. Anche perché, si sottolinea, concedersi una proroga, rimandando al quadriennio prossimo, non va considerata come “una rinuncia”, al contrario, “se l’obiettivo è riuscire nella costruzione di un nuovo Comune solido e condiviso, il tempo supplementare potrebbe permettere di completare il dossier, chiarire le questioni ancora aperte, coinvolgere realmente i legislativi, informare adeguatamente la popolazione e ricostruire un clima politico più favorevole”. E ciò darebbe modo, allo stesso tempo, si suggerisce, di valutare “la possibilità di affidare ulteriori approfondimenti indipendenti a Usi e Supsi”; certo se vi fosse, come si domanda, disponibilità in tal senso. A questo punto, si rilancia rivolti al Municipio, è bene sapere quali sono le informazioni ufficiali e le tempistiche reali prevedibili e se l’Esecutivo ritiene ancora “politicamente opportuno” confermare la propria agenda o pensa a un nuovo cronoprogramma. Di conseguenza, come si intende tenere aggiornati Legislativo e popolazione sugli sviluppi? E l’autorità locale crede che “il clima politico tra i Comuni coinvolti sia sufficientemente coeso per affrontare una decisione di questa portata”?
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-10-06T07:00:00.0000000Z
2026-10-06T07:00:00.0000000Z
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