laRegione

‘Su via Bignasca faremo ricorso’

L’avvocato Bernasconi contro la decisione di dedicare una parte di via Capelli all’ex leader della Lega: ‘Ci rivolgeremo al Consiglio di Stato’

Di Dino Stevanovic

Era nell’aria: a Lugano si sta preparando un ricorso contro la decisione del Municipio di assegnare una via all’ex leader della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca. Per la precisione, una parte di via Capelli a Cassarate. Una decisione arrivata settimana scorsa, presa a maggioranza – contrari solo il vicesindaco Roberto Badaracco (Plr) e Raoul Ghisletta (Ps) –, a seguito di ripetute richieste provenienti dal gruppo leghista in Consiglio comunale, e che è stata festeggiata dal periodico vicino alla Lega, il ‘Mattino della domenica’ (Mdd), sull’ultima edizione. Festeggiamenti che, forse, bisognerà rinviare.

Un personaggio troppo ‘divisivo’

A svelare l’intenzione di un gruppo di persone («cittadini e cittadine di Lugano») è l’avvocato Paolo Bernasconi. «Riteniamo che ci siano diversi buoni argomenti per rivolgersi al Consiglio di Stato (CdS) – osserva, da noi sentito –. Intanto, nella scelta di una via bisognerebbe essere ecumenici e quindi scegliere qualcuno che manifestamente abbia il consenso di tutti quanti o perlomeno di una grande maggioranza della popolazione. In questo caso è stata fatta invece una scelta chiaramente divisiva». Come «divisivo» è stato il ‘Nano’ stesso. Tra le numerose controversie politiche che hanno caratterizzato la sua attività, Bernasconi ricorda la carovana per la libertà – la famosa protesta che nel 1991 bloccò l’autostrada per circa 30 chilometri in piena estate – e poi le «campagne denigratorie sul Mdd. Per decenni hanno fatto campagne molto pesanti denigrando avversari politici. Sono state particolarmente dolorose. Io conosco diverse persone che ne sono state vittima, alcune di queste le ho anche patrocinate».

Condanne penali e risarcimenti

Campagne per le quali Bignasca «ha preso diverse condanne penali. Un modus operandi terminato quando abbiamo cominciato non più a fare denunce penali, che venivano spesso insabbiate, ma a chiedere i risarcimenti in Pretura civile per la violazione dell’articolo 28 del Codice civile che tutela la personalità. Solo allora la musica è cambiata, perché aveva cominciato a costare soldi. Le denigrazioni di categorie, come socialisti, migranti, stranieri, eccetera, continuano ancora. Ma le denigrazioni di singole persone hanno assunto toni più pacati fino a quasi terminare». «La critica in ogni caso – puntualizza l’avvocato – non è tanto nei confronti del ‘Nano’, che è deceduto e merita come tutti di riposare in pace, quanto a questo Municipio, che impone a tutta la cittadinanza una persona che è stata divisiva. Oltretutto, in un periodo preelettorale. Non si poteva aspettare il 2028? Invece siamo alle solite. È un’operazione preelettorale da parte della destra, quella di nome e quella di fatto: il campo largo della destra di Lugano».

Bernasconi preannuncia dunque ricorso. Ma dei semplici cittadini, e non piuttosto i residenti della via come ritenuto dal Municipio, sono legittimati a impugnare la risoluzione? «È applicabile la Legge sulla procedura amministrativa. Quindi la legittimazione è data a tutti coloro che sono toccati nei loro diritti. È vero, è una formulazione molto ampia». Il Municipio ne dà una lettura molto stringente. «Secondo noi le cose stanno diversamente, e quindi sarà il CdS a decidere. E siamo poi naturalmente pronti ad andare ulteriormente avanti, al Tribunale cantonale amministrativo e se necessario al Tribunale federale». Ci sarebbe, secondo Bernasconi,

un ulteriore canale di segnalazione. «Riteniamo che ci si possa rivolgere anche alla Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni, che esercita vigilanza sui Comuni, reclamando il fatto che con questa decisione il Municipio sia andato oltre le sue competenze». Da che punto di vista? «Non riteniamo ammissibile dedicare una strada a una persona pluripregiudicata penalmente».

‘Scegliere qualcuno con più consenso’

Che l’omaggio a Bignasca non avrebbe fatto l’unanimità c’era da aspettarselo. Secondo l’avvocato, «si sarebbe potuta scegliere una persona con un consenso più generalizzato». Ad esempio? «Mi viene in mente Giovanni Cansani. È stato sicuramente un politico e un municipale trasversalmente apprezzato, pur essendo stato socialista, non litigava con nessuno ed era pronto alla mediazione. Un altro grande luganese è stato Dick Marty, che ha avuto una brillante carriera politica: è stato al Consiglio degli Stati, al Consiglio di Stato ticinese, al Consiglio d’Europa». Alla Lega Marty non piaceva molto però, a proposito di unanimità. «È vero... ora che ne parliamo, mi viene in mente una copertina del ‘Mdd’. Era raffigurata una bara e con grandi caratteri era scritto: ‘Meglio morti che Marty’, o qualcosa del genere. Mi sembra pesante. Io comunque sono di parte (sorride, ndr) perché sono andato a scuola con Cansani e sono stato grande amico di Marty. Ma scelte migliori si sarebbero potute fare».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-10-20T07:00:00.0000000Z

2026-10-20T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281797110975208

Regiopress SA