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Parco nel basso Vedeggio, cinque Comuni rilanciano l’idea

C’è sintonia tra Agno, Bioggio, Manno, Muzzano e Vezia

Di Alfonso Reggiani

Riprende vigore dopo tre decenni l’idea di creare un parco lungo il fiume Vedeggio. Un primo passo verso una possibile concretizzazione è lo studio di massima, affidato allo studio Land di Lugano, accompagnato da un Tavolo di lavoro dei Comuni e degli enti interessati, per individuare le opere necessarie per rendere almeno la parte a sud un’area di svago di prossimità. L’iniziativa di rilancio è stata promossa dalle associazioni Cittadini per il territorio del Luganese e RifugiUrbani, che hanno convinto le autorità politiche di Agno, Bioggio, Manno, Muzzano e Vezia a sottoscrivere venerdì 20 marzo una lettera d’intenti e hanno raccolto il sostegno della Sezione dello sviluppo territoriale (Dipartimento del territorio).

«Il tema è sentito dai Comuni che hanno aderito alla proposta in poco tempo» spiega a ‘laRegione’ Lorenzo Fontana, presidente di RifugiUrbani, che non nasconde la propria soddisfazione per la disponibilità dei cinque Comuni. Possiamo annunciare una tempistica per il mandato di studio? «Se tutto dovesse andare bene e verrà sottoscritto il contratto con lo studio Land, immagino che nel giro di un anno potremmo avere le prime proposte che giocoforza dovranno essere integrate con le proposte pensate o in corso da parte dei cinque Comuni nel loro territorio. Bisognerà parlarsi e trovare un’unità di intenti per individuare un progetto condiviso anche con le altre parti interessate, come gli agricoltori del territorio, per fare un esempio». Il presidente coglie l’occasione per ringraziare BancaStato «che ci ha appoggiato e ha sostenuto questa iniziativa, per l’aspetto logistico venerdì scorso alla presenza di un membro della direzione generale».

Concetto risalente al 1996

Come detto, l’idea non è nuova. Il concetto di Parco del Vedeggio risale addirittura al 1996 quando nacque all’interno del gruppo Cotal (acronimo dell’allora Concetto di organizzazione territoriale del Luganese). Un concetto che venne poi ripreso e inserito nel Piano direttore cantonale, nella scheda R3 del 2001. Non solo. Se ne è riparlato anche nel Piano di sviluppo intercomunale Npv (Nuovo polo del Vedeggio), promosso dai Comuni di Agno, Bioggio e Manno e redatto nel 2012 dall’architetto Fabio Giacomazzi. Una decina di anni fa venne pure inserito nel Programma di agglomerato del Luganese di terza generazione (Pal3), che mise l’accento sullo sviluppo delle aree di svago di prossimità e aveva individuato alcuni nodi (aree verdi) nella “maglia verde” nel Piano del Vedeggio: la foce del fiume, la Tenuta Bally, il bosco di Agnuzzo e i Prati maggiori ad Agno. In seguito, la Sezione dello sviluppo territoriale nell’agosto 2023 ha pubblicato lo studio preliminare sull’area di svago di prossimità del Basso Vedeggio.

Dieci anni di RifugiUrbani

L’associazione nacque dieci anni fa nel giorno dell’equinozio di primavera, «una data per noi simbolica, perché vennero firmati gli statuti di RifugiUrbani. Per questo abbiamo realizzato “L’Albero della vita” con la messa a dimora di una giovane quercia alla Tenuta Bally a Bioggio, uno spazio simbolico e conviviale pensato come luogo di incontro tra natura, paesaggio e comunità di persone che camminano in zona. Per l’occasione, lo scorso venerdì 20 marzo, abbiamo fatto ripartire l’idea di un parco nel basso Vedeggio, assieme ai Cittadini per il territorio, un po’ come il parco del Laveggio», racconta Fontana. Tra l’altro, l’associazione si sta battendo anche per la conservazione del ponte storico che attraversa il Vedeggio, dove transitò Fausto Coppi quando vinse il Mondiale di ciclismo su strada nel 1953, lungo la vecchia strada che collegava Bioggio a Lugano tramite la Crespera. Un ponte che dovrebbe essere demolito, ma noi stiamo cercando di fare in modo che venga salvaguardato come uno degli ultimi elementi sul territorio dell’ingegneria del Novecento».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-03-24T07:00:00.0000000Z

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