Chiasso? ‘Una porta sul turismo lariano’
Chi opera nel settore al di qua del confine vede il potenziale della cittadina come risposta all’invasione di turisti a Como. ‘Ma serve una strategia’
Di Daniela Carugati
Chiasso non affaccia su un lago. E non ha neppure un’immagine ‘glamour’. Eppure la cittadina di confine, da sempre porta sud della ‘Via delle genti’, potrebbe diventare la porta su Como, da alcuni anni presa d’assalto da turisti provenienti da tutto il mondo. Tra chi opera nel settore del turismo c’è chi vede un potenziale: la realtà comunale più a meridione del Ticino potrebbe intercettare una parte di vacanzieri. Certo occorrerebbe affrancarsi dallo stereotipo di ‘terra di passaggio’ e mettere in campo una strategia mirata, senza perdere di vista la propria identità e la necessità di trovare un equilibrio tra residenti e villeggianti. Apec, l’Associazione Promovimento Economico di Chiasso, ieri sera ha voluto lanciare la riflessione, partendo dalle testimonianze di albergatori e imprenditori locali, i quali un’idea su chi pernotta a Chiasso e chi lo potrebbe fare ce l’hanno già. D’altra parte, come ha ricordato il sindaco Bruno Arrigoni, da queste parti da tempo si ha un pensiero fisso: rilanciare la cittadina. E allora, si chiede il sindaco, se è vero che si parla di ‘overtourism’ a Como, al di qua della frontiera, a pochi minuti di treno, se ne può approfittare?
‘Un accesso intelligente al Lario’
Nessuno, sia chiaro, pensa di entrare in competizione con la Como delle star hollywoodiane con villa sul Lario (si legga George Clooney) e ‘marchio’ del lusso; la stessa che l’anno scorso ha registrato 5,3 milioni di visitatori e visto crescere negli anni del 670 per cento le case-vacanza, finendo con l’essere travolta da un’imprevista onda anomala di turisti. Appare, però, possibile individuare una via per crescere sul piano dell’accoglienza pure da questo lato del valico.
Nadia Fontana Lupi, direttrice di Mendrisiotto Turismo, quel varco a Chiasso lo vede bene. La cittadina, ha spiegato, «potrebbe essere scelta come parte di un sistema di accesso intelligente al lago di Como: la possibilità esiste. Si dovrebbe, però, cambiare posizione strategica e non essere più solo un luogo di transito». Con la consapevolezza che pure in Ticino la voce ‘turismo’ – con i suoi 8 milioni e mezzo di pernottamenti nel 2025 – sta assumendo un peso crescente. Una volta di più, ha fatto capire la direttrice, sarebbe importante costruire un lavoro di rete, guardando, da un lato, a ciò che sta facendo la Regione Lombardia sul suo territorio e interagendo con lei; e dall’altro, rafforzando la collaborazione con l’Organizzazione turistica regionale (Otr) e gli operatori locali del settore. Per essere della partita, è chiaro, bisogna anche investire, innanzitutto, ha esemplificato, nella riqualifica urbana. E occorre capire se la popolazione chiassese è pronta a misurarsi con un maggiore via via di turisti. In altre parole, ha richiamato Nadia Lupi, davanti a sé Chiasso a due futuri possibili: l’uno con una visione verso Como, l’altro senza.
Tra clienti ‘business’ e casuali
In realtà, la cittadina, in via indiretta, alcuni turisti sulla rotta di eventi o manifestazioni oltreconfine ma che scelgono di fare base qui ci sono. Lo hanno toccato con mano i titolari, da due anni, dell’hotel Garni centro. «Il nostro – ha spiegato Davide La Delfa – è un piccolo albergo, ma in una posizione strategica, e rappresenta dunque un ‘osservatorio sul territorio’. L’80 per cento della nostra clientela in settimana ruota attorno al settore ‘business’. Poi nel fine settimana la presenza cala e la tipologia cambia. Capita, quindi, di avere tra gli ospiti chi arriva per il Gran premio di formula uno di Monza, la Fiera del mobile o la settimana della moda a Milano. Certo anche noi dobbiamo adattare la nostra struttura al tipo di cliente». E questo, ha ammesso, può essere impegnativo per un albergatore. D’altro canto, ha ribadito, se incuriosito sulle opportunità offerte dalla regione e dal cantone, il turista visita pure il Ticino e ne rimane contento. Insomma, si vede «un grande potenziale», ha sottolineato la Delfa.
Il turista in... affitto
Vi è poi chi come Roberto Aramini, titolare di Quokka, opera nell’ambito degli affitti brevi e delle case vacanza e resta convinto che «il Ticino dovrebbe avere un’identità turistica a sé stante e puntare sulla bellezza del proprio territorio e sulla possibilità di proporre un turismo sportivo». Di appartamenti da proporre ne conta anche fra Chiasso e Balerna, anche se pochi; e, ha confermato, «lavorano bene». Ma non è facile trovarne sul mercato; sebbene nel Comune vi sia un 7 per cento di alloggi sfitti, per lo più però da ristrutturare. «Non vi è dubbio – ha annotato –, occorre farsi conoscere. Questa, quindi, potrebbe essere l’occasione per ‘vendere’ Chiasso al cliente». Magari abbinando un pacchetto di attività da svolgere sul posto.
Dall’India alla realtà chiassese
Così a fermarsi nella cittadina (non solo per una notte) potrebbero essere non unicamente europei, ma pure viaggiatori venuti da ben più lontano. Il ristorante Shiva, a due passi dalla dogana, è diventato una tappa nel peregrinare dei torpedoni di turisti indiani che attraversano il Continente. In media oggi si parla di circa 4’500 pernottamenti l’anno. Milind Sharma, responsabile marketing del ritrovo di famiglia, per incrociare gruppi di connazionali va direttamente in India a promuovere la sua offerta. E ammette che Como è sempre un buon richiamo, anche se poi, insieme, si può ‘vendere’ pure il ‘sogno svizzero’. «In fondo – ha fatto presente – con poco possiamo fare tanto se riusciamo ad avere delle idee per valorizzare Chiasso».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-05-19T07:00:00.0000000Z
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