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Baume-Schneider, cinema e democrazia

Il tempo di registrare lo scampato pericolo (la piattaforma di legno, ne parliamo a pag. 5) e l’incontro tra la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider e la presidente del Locarno Film Festival Maja Hoffmann, con le domande del curatore d’arte Hans-Ulrich Obrist può cominciare, nel parco del Monte Verità. Interrogata sul sostegno pubblico alla creazione, Baume-Schneider ha difeso una visione politica della cultura. “Quando i responsabili politici comprendono che la cultura non è solo intrattenimento né esclusivamente un settore economico, ma che è parte integrante dei nostri valori democratici, diventa più facile convincere il Parlamento che ridurre i fondi destinati alla cultura equivale a mettere a rischio la nostra democrazia”, ha dichiarato. Ha inoltre accolto con favore la bocciatura dell’iniziativa popolare “200 franchi, bastano!”, che mirava a ridurre il canone radiotelevisivo. Baume-Schneider ha espresso preoccupazione per il crescente disinteresse nei confronti del francese e dell’italiano, prima che la discussione si spostasse sul ruolo degli artisti nella vita pubblica. Hans-Ulrich Obrist ha invocato un maggiore coinvolgimento delle personalità culturali nelle istituzioni, evocando anche l’esperienza di un’ambasciata svizzera trasformata in centro di ricerca culturale a Pechino. Baume-Schneider si è detta aperta a questa prospettiva, mettendo però in guardia da un’eccessiva normalizzazione del mondo artistico: “Sarebbe necessario che questi artisti restassero artisti e non diventassero troppo compatibili dal punto di vista amministrativo”.

LOCARNO79

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2026-08-08T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281801405776754

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