Verso una perizia congiunta col Cantone
Fumata grigia dall’incontro tra Lugano e Claudio Zali, l’accordo per ora non c’è. Ministero pubblico a Bioggio? Il Municipio: ‘Desideriamo approfondire’
Di Dino Stevanovic
«Non siamo felici, ma quantomeno si è aperto un dialogo». È dolceamaro il commento del sindaco di Lugano Michele Foletti, sull’esito dell’incontro svoltosi ieri tra rappresentanti del Municipio e Claudio Zali. Tema: la sede del potere giudiziario ticinese. Il consigliere di Stato, ricordiamo, ha promosso un’offerta di acquisto del sedime ex Ptt a Viganello, per trasformarlo in sede provvisoria del Palazzo di giustizia. Un’ipotesi che non sta facendo l’unanimità in Municipio, soprattutto per gli aspetti finanziari: la Città ritiene l’offerta decisamente troppo bassa rispetto alle proprie stime. «Zali è rimasto piuttosto fermo sulla propria posizione – ci spiega il sindaco Michele Foletti – e ci ha ribadito che hanno fatto fare una perizia che indica un valore di 15,7 milioni di franchi per quel terreno. Secondo la nostra perizia invece il valore è più elevato (oltre 50 milioni di franchi, ndr)». Quindi muro contro muro? «In realtà no, per fortuna. Abbiamo deciso di scambiarci le perizie e poi ritrovarci e ridiscuterne». Non solo. «Non si esclude di commissionare una terza perizia, congiunta fra Cantone e Città, con quesiti sia da parte di chi vende sia da parte di chi compra. Zali è d’accordo con quest’opzione». Un mandato che avrebbe lo scopo di provare a trovare un compromesso in particolare sugli aspetti finanziari? «Sì. Oppure di provare a valutare qualche altra soluzione. Per noi è importante che Lugano resti la sede della Giustizia (come previsto dalle leggi cantonali, ndr)».
‘C’è perplessità’
Le parti non si sono date dei termini temporali, ma si dovrà procedere in maniera spedita. «Il Cantone ha urgenza di trovare una soluzione – osserva Foletti –. Il Consiglio di Stato deve preparare un messaggio da sottoporre al Gran Consiglio (si parlava già dell’imminente primavera, ndr), ma anche noi dobbiamo licenziarne uno per il Consiglio comunale (Cc), sia per il principio della vendita sia per la necessaria modificatoria (indispensabile per adeguare gli indici edificatori, ndr)». Prima di farlo, però, le parti dovrebbero sottoscrivere una lettera d’intenti e prima ancora, ovviamente, trovare un accordo. Che però non appare scontato. «C’è perplessità in Municipio – ammette il sindaco –, sia sull’offerta sia per la volontà di spostare il Ministero pubblico fuori Lugano. E su quest’ultimo punto purtroppo il margine di discussione sembrerebbe molto limitato».
Niente di definitivo neanche sulla Procura
Sì, perché se i giudici penali e civili e le unità amministrative operative a Palazzo di giustizia dovrebbero venir trasferiti temporaneamente nell’attesa che quest’ultimo sia ristrutturato, la Procura dovrebbe trovare casa a Bioggio, per la precisione nel comparto di Cavezzolo nei pressi del futuro snodo centrale del Tram-Treno. Lì c’è un terreno di proprietà del Comune per il quale il consigliere di Stato ha espresso interesse. «È un terreno di circa 16’000 metri quadrati, di forma triangolare e non edificato (a differenza di quello di Viganello, per il quale sarebbe da prevedersi anche una demolizione degli edifici attuali, ndr), che abbiamo acquistato oltre quindici anni fa – conferma il vicesindaco facente funzione di sindaco Daniele Bianchi –. Dell’offerta per il momento abbiamo discusso soltanto in Municipio, non ancora con le commissioni del Legislativo». E qual è l’orientamento nell’Esecutivo? «L’offerta può interessarci. Non c’è però ancora una risposta da parte nostra, perché desideriamo prima approfondire determinati aspetti e avere maggiori informazioni».
Ulteriori dettagli sulla trattativa per la sede del Ministero pubblico non sono sin qui trapelati, ma è facile immaginare che anche il Comune malcantonese, al pari della Città, voglia chinarsi in particolare sugli aspetti finanziari. Aspetti che a Lugano, pur usare un eufemismo, hanno fatto storcere più di qualche bocca. In particolare quelle dei capidicastero Finanze e Immobili, rispettivamente Marco Chiesa (Udc) e Raoul Ghisletta (Ps). Il primo ha letto nell’entità della proposta «un accanimento nei confronti dei luganesi», legandola ai contributi in crescita che di anno in anno Lugano deve trasferire al Cantone. Il secondo municipale ha paragonato l’approccio cantonale ai «metodi Trumpiani».
Beltraminelli: ‘A Viganello un quartiere sostenibile e intergenerazionale’
A Lugano a far discutere tuttavia non sono soltanto gli aspetti finanziari, ma anche quelli contenutistici. Per quel comparto, in città le intenzioni sono – o erano? – un po’ diverse. Inserito vicino al Campus Est di Usi e Supsi, alla Scuola media e al provvisorio Liceo 3, il terreno è stato recentemente identificato dal Municipio come adeguato alla ricerca o comunque all’università. Prima ancora, se n’era parlato come futura sede della Divisione spazi urbani, che si sta invece costruendo al Piano della Stampa. È nel mezzo che è emerso l’indirizzo che ha raccolto una larga adesione politica. Il Cc ha infatti approvato sei anni fa una mozione che chiede di costruirvi un quartiere sostenibile e intergenerazionale, ovvero con anche alloggi a pigione moderata. «Una mozione proposta da noi nel 2017 – ha ricordato durante l’assemblea del Centro il presidente sezionale Paolo Beltraminelli
–, per un tema da sempre nelle nostre corde. Sono molto scettico riguardo alla proposta cantonale. L’offerta avanzata ricorda il biblico piatto di lenticchie. Mi aspetto fermezza da parte del Municipio che aveva offerto alternative molto valide (ad esempio la Torre Est del Pse a Cornaredo o parte del comparto Efg in via Peri, ndr) respinte troppo velocemente con motivazioni non convincenti».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-02-06T08:00:00.0000000Z
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