Casa per anziani verso il tramonto
Dopo la decisione di Savosa di abbandonare il progetto, anche Comano, Cureglia, Porza e Vezia decidono di sciogliere il consorzio. Ultima parola ai Legislativi
di Dino Stevanovic
Si stava come d’autunno le foglie sugli alberi ormai da un po’. Ma sul progetto della casa per anziani Cinque Foglie soffia ora una fredda aria d’inverno: i cinque Municipi dei Comuni che formano il consorzio – Comano, Cureglia, Porza, Savosa e Vezia – hanno infatti deciso di scioglierlo, mettendo così la parola fine a un sogno vecchio di circa quindici anni e che ha avuto una vita parecchio tribolata. L’ultima parola spetterà ai Consigli comunali (Cc), ma le chance che le decisioni esecutive vengano ribaltate sono poche.
Schärer: ‘Troppe lungaggini’
A dare una decisiva spinta verso il requiem della casa è stato il Municipio di Savosa, che per primo ha deciso di uscire dal consorzio e che ha già licenziato il messaggio con la richiesta di addio da sottoporre al Legislativo. Gli altri quattro si esprimeranno invece solo in autunno. «Siamo stati sollecitati più volte (tre in totale: un’interrogazione, una mozione e infine un’interpellanza, ndr) dal Cc, che ci ha chiesto quindi a più riprese di uscire dal consorzio – ci spiega il sindaco di Savosa Raffaele Schärer –. Rispondendo a tutti e tre gli atti parlamentari, il Municipio si è detto disponibile ad aderire alle richieste dei consiglieri comunali». Come mai si è formato questo malcontento? «Credo principalmente per le lungaggini. Se non ci fossero stati tutti questi ostacoli, oggi la casa forse sarebbe già realtà. Inoltre, bisogna considerare che non sono da escludere neanche ulteriori ricorsi durante la fase edificatoria».
Iter lungo e tortuoso
Il riferimento di Schärer è alla parabola decisamente complicata del progetto. La collaborazione fra i Comuni in ambito di terza e quarta età è iniziata nel 2006 e il primo messaggio municipale di Comano riguardo a una futura casa per anziani intercomunale è del 2010. Il consorzio viene poi istituito nel 2012, ma nel 2013 inizia l’epopea ricorsuale avviata da dei privati di Comano. Il ricorso viene dapprima respinto dal Consiglio di Stato, ma poi accolto dal Tribunale cantonale amministrativo, che porta il Municipio a rinunciare ai previsti magazzini comunali ed ecocentro nel sedime in questione. La procedura pianificatoria rivista viene riavviata nel 2021, ma è di nuovo oggetto di ricorso, che viene integralmente respinto dal governo nel 2023. Invece di partire, finalmente, a Savosa monta però lo scetticismo. «È anche una questione di costi – osserva il sindaco –. Inoltre il nostro Comune ha convenzioni proficue con diverse case per anziani, a cominciare dalla Villa Santa Maria (struttura privata che si trova proprio a Savosa, ndr), che ospita più della metà dei nostri anziani che sono ospiti in strutture.
Moghini: ‘Un po’ peccato...’
Visti gli atti parlamentari citati, la notizia non è stata propriamente un fulmine a ciel sereno per gli altri quattro Comuni. Ciononostante, un po’ di dispiacere c’è. «Penso che dopo quindici anni di attesa e di battaglia, quando finalmente abbiamo una base pianificatoria e si può procedere, adesso sia un po’ peccato chiudere qui questo capitolo. Ma pazienza», valuta il sindaco di Comano Francesco Moghini. Perché tutti i Municipi hanno quindi deciso di proporre l’abbandono del progetto? «La volontà di costruire la casa per anziani non è venuta a mancare. Però, ora, diventa difficile farlo con questo consorzio, che senza Savosa diventa zoppo. Questa fuoriuscita ci ha fatto riflettere sull’opportunità di procedere in quattro per realizzare un’opera che era stata pensata per cinque e si è deciso di non farlo».
‘... ma si potrebbe realizzarla con un’altra formula, in futuro’
Per motivi finanziari? «Su questo aspetto ci sono visioni un po’ diverse. Secondo qualcuno non cambierebbe molto, secondo altri sì. È un tema sul quale è giusto interrogarsi, ricordiamo che parliamo di un’opera da oltre 30 milioni di franchi e dopo ci sarebbero tutti i costi di gestione, sono convinto che il dibattito non mancherà anche in Cc. Anche perché il nostro Comune ha portato avanti la pianificazione a sue spese. E questa rimarrà». E quindi, che cosa si prevede di fare, se il consorzio dovesse effettivamente essere sciolto come da intenzioni, sul terreno in zona Campagna attiguo alla Rsi dove dovrebbe sorgere la casa per anziani? «Si potrebbe eventualmente realizzarla con un’altra formula. Ma è davvero ancora prematuro parlarne. E d’altra parte anche noi abbiamo diverse convenzioni con case per anziani sul territorio. Tuttavia, se si osserva il fabbisogno a livello cantonale, rimane una necessità, quella di avere più posti letto in questo comparto e in questi quindici anni quest’esigenza non è venuta meno». Maggiori informazioni sono attese nei prossimi mesi.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-04-29T07:00:00.0000000Z
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