Preoccupa l’opzione data center nel sedime ex Stierlin
Tre atti parlamentari chiedono spiegazioni su una presunta operazione da parte della società che ha acquistato i terreni all’asta per otto milioni di franchi
Di Alfonso Reggiani
Mentre spuntano le modine e la recinzione dell’ampio terreno in cui sorgeva la ditta di giardinaggio, tre atti parlamentari chiedono chiarimenti su un progetto energivoro.
Suscita preoccupazione e tanti interrogativi il destino dell’ampio sedime ex Stierlin di Muzzano. Sia sul piano locale, che in Città a Lugano e sia a livello cantonale. Sono infatti tre gli atti parlamentari presentati dopo che, di recente sull’ampio sedime di circa 27’000 m² in cui sorgeva la grossa ditta di giardinaggio, che è fallita qualche anno fa, sono state posate le modine e il terreno è stato recintato, lasciando presumere l’avvio di un cantiere. Prima di presentare le questioni sollevate dai tre atti parlamentari, occorre una contestualizzazione. A presentare la domanda di costruzione e a ottenere la relativa licenza edilizia dal Comune di Muzzano è stata la Real Brick Investment Sa, la cui sede, stando al registro di commercio, è al Centro Bettydo in via Cantonale a Lugano. È la stessa società che era già in possesso delle cartelle ipotecarie della Stierlin e che si è aggiudicata all’asta le sei particelle del sedime, per 8 milioni di franchi. Stando al Corriere del Ticino Weekend, i promotori vorrebbero realizzare una struttura da 50mila metri cubi affiancata al capannone da 7mila m3, con destinazione mista (in realtà, i capannoni sarebbero quattro), oltre a un deposito sotterraneo (“caveau”, dove verrebbe installato il data center) vicino al fiume Vedeggio e non troppo lontano dal lago. Il progetto non figura nella licenza edilizia perché sarebbe vincolato all’approvazione di una variante di Piano regolatore del comparto. Interpellati da ‘laRegione’, la sindaca Verena Hochstrasser e il vicesindaco Dario Poretti confermano unicamente che la ditta vuole costruire capannoni con un deposito annesso, senza specificare l’attività che si svolgerebbe all’interno. Invece, le destinazioni di Pr del comparto non muteranno nemmeno con la variante.
Problemi ambientali all’orizzonte?
Tuttavia, la realizzazione di un data center nel sedime appare come qualcosa di più di un’ipotesi, attorno alla quale aleggiano misteri, che appaiono veicolati ad arte. Potrebbe essere oggetto di una successiva domanda di costruzione che includa la destinazione e l’uso effettivo di un capannone o del caveau. Peraltro, la vicinanza con il fiume e il lago rappresenta un’ubicazione ideale per insediare computer potenti attivi 24 ore su 24 dedicati esclusivamente al “mining” (estrazione) di criptovalute. Questo, però, potrebbe provocare più di un problema ambientale, siccome per alimentarli occorrerebbero quantità enormi di elettricità, mentre le attività senza interruzioni genererebbero un calore estremo e, per essere raffreddate, consumerebbero tantissimi litri d’acqua dolce. A collegare Tether a Omar Rossi, presidente della Real Brick Investment Sa, è il settimanale l’Espresso, che cita un documento della Sec statunitense del 20 aprile 2026, nel quale Rossi compare con la qualifica di amministratore unico di Tether Global Investments Fund, ovvero la società capogruppo della galassia Tether. Intanto, Paolo Ardoino Ceo di Tether, che nel marzo scorso ha siglato il Memorandum d’intesa con la Città nell’ambito dell’iniziativa Lugano Plan B (entrata nella seconda fase 20262030) si sarebbe trasferito in El Salvador, assieme all’imprenditore italiano Giancarlo Devasini.
Una licenza edilizia e tante domande
Alla luce di queste considerazioni, al Municipio di Muzzano, tramite un’interpellanza, il consigliere comunale Stefano Zollinger (Alternativa per Muzzano) chiede spiegazioni su quale sia il progetto e l’attività previsti nell’area ex Stierlin, a quanto ammonta indicativamente l’investimento e quali benefici economici, occupazionali o territoriali potrebbe trarre il Comune di Muzzano da questo nuovo insediamento. Inoltre, il consigliere comunale chiede se il Municipio abbia sollecitato l’adozione di misure di mitigazione o di compensazione territoriale e quando verrebbero integrate nel progetto. Al Consiglio di Stato, i deputati in Gran Consiglio del Pvl e Giovani verdi liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia hanno presentato un’interrogazione sul progetto chiedendo una serie di informazioni, visto che i data center costituiscono infrastrutture che hanno enormi fabbisogni energetici. Visto che il Cantone attraverso i suoi servizi ha dato il benestare alla domanda di costruzione, l’atto parlamentare vuole sapere “se, accanto alla valutazione urbanistica di un eventuale progetto, siano già state considerate le sue possibili conseguenze sulla rete elettrica, sul fabbisogno energetico cantonale, sull’approvvigionamento idrico e più in generale sulla sostenibilità territoriale dell’insediamento”. Nelle domande, i due deputati vogliono sapere se siano già “state considerate le esigenze infrastrutturali e ambientali connesse a un simile insediamento, in particolare per quanto riguarda il consumo di acqua per il raffreddamento, la gestione e valorizzazione del calore prodotto, il consumo di suolo e l’eventuale impatto sulla viabilità e sul traffico”.
La Città tramite il Plan B ne sa qualcosa?
L’ipotesi relativa alla creazione di un data center riveste interesse anche per la Città di Lugano, alla luce dei rapporti costruiti negli ultimi anni tra l’Esecutivo cittadino e Paolo Ardoino, Giancarlo Devasini e Tether. Al Municipio di Lugano, la consigliera comunale Sara Beretta Piccoli ha presentato un’interpellanza attraverso la quale ha chiesto se esistano interlocuzioni, accordi, progetti o strategie che riguardano il progetto di Muzzano che vadano oltre quanto ufficialmente comunicato nell’ambito del Plan B. Muovono da queste considerazioni le altre questioni poste. Tra queste: “Il Municipio è a conoscenza delle ragioni per cui Ail aveva valutato l’acquisizione del sedime e dell’eventuale destinazione che le Aziende Industriali di Lugano intendevano dare ai terreni? È mai emerso, nell’ambito delle interlocuzioni tra Ail, la Città e gli attuali proprietari o promotori, un collegamento tra l’interesse di Ail e il successivo progetto di sviluppo dell’area, compresa l’ipotesi di insediamenti tecnologici o di un data center? L’operazione relativa alle ex serre Stierlin è mai stata discussa, direttamente o indirettamente, tra la Città e Tether o soggetti riconducibili a Devasini?”
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