‘The Drama’, retroscena da un matrimonio
Film dalle premesse intriganti (forse solo quelle), è nelle sale
Ambiziosamente battezzati Charles ed Emma, in un presagio di infelicità borghese con quarti di nobiltà letteraria, i protagonisti di ‘The Drama’ sono una giovane coppia alle prese con gli ultimi preparativi per le nozze. Come i coniugi Bovary fanno i conti con l’inesorabile divario tra l’immacolata perfezione delle aspettative e le deprimenti manchevolezze del mondo reale: le incertezze sul menu, le frustranti prove di ballo, la talentuosa dj scelta per la serata che forse fuma eroina. A differenza dei celebri antenati flaubertiani sembrano però attrezzati per superare felicemente l’impasse: sono vivaci, magnetici, complici, succintamente ma vistosamente innamorati. Fino a un incidente scatenante un po’ in stile ‘Perfetti Sconosciuti’: durante una prova menu in compagnia di un’altra coppia, i loro migliori amici, qualcuno ha la brillante idea di giocare a “qual è la cosa peggiore che hai fatto in vita tua?”. I due amici e Charles confessano meschinerie giovanili tutto sommato ordinarie, ma quando arriva il turno di Emma, in preda a una terribile sbronza cinematografica – di quelle sbronze, cioè, in cui il personaggio appare perfettamente sobrio ma successivamente vomita e tutti ripetono molte volte che era molto ubriaco, onde giustificare comportamenti non proprio verosimili ma necessari al plot – rivela un segreto di gioventù di tutt’altra gravità, destinato a destabilizzare amicizie e soprattutto amori, a pochi giorni dalle nozze. ‘The Drama’ si presenta con una confezione scintillante e premesse senza dubbio intriganti: sporcare e torcere una premessa da rom-com classica – una coppia adorabile entra in crisi alla vigilia del matrimonio – con la formula ménage-familiare-con-segreto-indicibile che tanto ha fatto per il cinema scandinavo dai tempi del Dogma e di ‘Festen’. Dietro la macchina da presa c’è infatti il norvegese Kristoffer Borgli, alla ribalta negli ultimi anni con ‘Sick of myself’ e ‘Dream Scenario’, esponente di una new wave di registi nordici ultraconsapevoli, beffardi, onirici, talentuosi quanto indubbiamente furbi, debitori tanto di Bergman quanto di Roy Andersson e Kaurismäki, il cui capocordata è il due volte Palma d’Oro Ruben Östlund. Borgli sa girare, e movimentare l’impianto fondamentalmente teatrale della sceneggiatura con espedienti da action o addirittura da horror, conservando però sempre una certa eleganza e sfruttando due maschere perfette come Robert Pattinson, fidanzato di un paio di generazioni di teenager americane dai tempi di ‘Twilight’, e Zendaya, versata alle pièce cerebrali d’amore litigarello fin dall’ottimo ‘Malcolm & Marie’.
‘The Drama’ funziona però forse solo nelle primissime battute, quando si propone come commedia sofisticata sul matrimonio come messinscena, identità e menzogna, l’amore e la sua rappresentazione. Idee certo non nuovissime ma sempre attuali, qui svolte con un certo piglio. Poi deraglia completamente.
Il problema
Evitiamo di fare spoiler e non riveliamo il segreto di Emma, che nel mondo anglosassone ha generato qualche polemica per la leggerezza un po’ exploitative con cui il film maneggia temi tragici di attualità. Il problema del film non è certo morale né in senso stretto di scarsa verosimiglianza, quanto di una totale mancanza di aderenza psicologica e sociale, che per una satira sociale con velleità freudiane non è un problema da poco. Il film procede per accumulo invece che per svolgimento, i personaggi invece di rivelarsi servono un plot rattrappito in una sequenza di scene – spesso splendidamente girate e recitate, per carità – quasi da commedia degli equivoci, e un cinismo un po’ generico spacciato per critica sociale. Il film vorrebbe graffiare su verità e menzogna ma i suoi personaggi hanno con la verità un rapporto infantile: sono capaci solo di menzogne goffe e grandiose o di un candore disarmato, non sembrano conoscere né tantomeno padroneggiare le sfumature che governano il mondo degli adulti.
Nel suo accostare il tragico al frivolo ‘The Drama’ risulta allora davvero un film di gran cattivo gusto: il suo gioco con gli estremi non riesce a stimolare il palato dello spettatore, piuttosto lo intorpidisce. Un vero peccato, perché le interpretazioni di Zendaya e Pattinson e l’idea di accostare la fascinazione della nostra cultura per l’amore romantico a quella per la violenza nichilista avrebbero meritato un’esecuzione migliore.
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2026-04-04T07:00:00.0000000Z
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