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La Posta pronta a traslocare, ‘ma la città era d’accordo’

Il Consiglio federale risponde a Fonio e Gysin

Di Daniela Carugati

La risposta del Consiglio federale agli interrogativi dei deputati Giorgio Fonio (Centro) e Greta Gysin (Verdi) è lapidaria. L’ufficio postale di Chiasso? “La città è stata coinvolta nel processo decisionale relativo al trasferimento della filiale e ha espresso il proprio consenso”. Come dire, inutile piangere sul latte versato. Eppure, nel rispondere a un atto parlamentare dei consiglieri comunali Plr Davide Rampoldi e Andrea Mini, il giugno scorso, il Municipio aveva confermato che da subito aveva “manifestato di non essere entusiasta del cambiamento in atto”. Di fatto, però, lo ha accettato. E Berna non ha mancato di farlo notare dopo che i due consiglieri nazionali ticinesi, nei giorni scorsi, hanno portato il tema locale al tavolo federale. Sullo sfondo la decisione, ormai irrevocabile, del Gigante giallo di traslocare – progetto alla mano – i propri sportelli dallo stabile di proprietà, in piazza Indipendenza, a una superficie in affitto nella laterale via Bossi, lì dove nel recente passato vi era un supermercato. Una scelta che non ha mancato di far parlare la cittadina e che ha spinto un commerciante locale a lanciare un appello per il futuro della piazza. Una lettera aperta indirizzata alle istituzioni sottoscritta anche dalla prima cittadina Patrizia Wasser. Sta di fatto che il governo centrale ieri pomeriggio ha chiuso velocemente la pratica. “Il Consiglio federale – si è ricordato rispondendo durante l’ora delle domande a Fonio e Gysin – dirige la Posta mediante la definizione di obiettivi strategici”. Di conseguenza, si è fatto notare, “in linea di principio, non interviene nella gestione operativa. Alla luce di ciò – si è ribadito –, il Consiglio federale non si esprime su singoli immobili”.

Nei due parlamentari resisteva, in ogni caso, la riflessione sulle incongruenze strategiche e finanziarie della Posta. In altre parole: da una parte si taglia, dall’altra si spende (oltre un milione) per ristrutturare spazi privati. “Non ritiene (il governo federale, ndr) – si è chiesto – che questo agire sia uno spreco di denaro?”. “Secondo le informazioni fornite dalla Posta – ha fatto sapere il Consiglio federale –, l’ufficio postale Chiasso1 è situato in un edificio di proprietà della Posta, la cui struttura non è però più al passo con i tempi e non risponde più alle esigenze della clientela e del personale. La nuova sede, presa in locazione dalla Posta, consentirà di migliorare le condizioni di lavoro del personale e il servizio alla clientela. Inoltre – tiene a sottolineare il governo –, la nuova ubicazione permetterà di conseguire risparmi significativi”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-22T07:00:00.0000000Z

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