Nuove regole per l’innovazione
Centro competenze Lifestyle Tech (ricerca) e Dagorà (marketing) separano le attività. In vista anche nuove procedure di finanziamento
Di Dino Stevanovic
Ordine nel settore dell’innovazione a Lugano. Dopo una riorganizzazione delle risorse umane e dei compiti, si prospettano anche nuove procedure di finanziamento dei soldi pubblici per il centro di competenze Lifestyle Tech (Ltcc) e per Dagorà, rispettivamente associazione e società private attive da alcuni anni nel Luganese nel settore dell’innovazione negli ambiti, appunto, del lifestyle: dalla moda ai viaggi, dal lusso al design. La rivoluzione per uno dei tre centri di competenze dello Swiss Innovation Park Ticino – gli altri due sono a Lodrino per i droni e a Bellinzona per le scienze della vita – è stata presentata ieri a Palazzo Civico. A spiegarla bene è stato Filippo Lombardi, capodicastero Sviluppo territoriale.
Nuove linee guida
«Switzerland Innovation Park Ticino Sa (Sip-Ti, ndr) ha formulato nuove linee guida rispetto a quelle iniziali: è stato chiesto di separare le attività di ricerca e sviluppo da quelle di marketing territoriale e networking aziendale». Delle prime si occupa Ltcc in collaborazione con brand globali, l’ultimo ‘acquisto’ in questo senso è la Hugo Boss, e locali, e con i due atenei ticinesi, Usi e Supsi. Dei secondi è competente invece Dagorà. «Si tratta di attività che sono nate assieme – osserva il municipale – sotto l’egida della Fondazione Agire (che lavorava su mandato cantonale, ndr). Secondo la traduzione di Agire in Ticino della strategia nazionale di Switzerland Innovation Park (con sede centrale a Zurigo, ndr), questa divisione non era prevista. La scorsa estate Sip-Ti Sa l’ha invece richiesta e si è proceduto alla riorganizzazione». «Non indolore» precisa Lombardi, in quanto per l’Ltcc i dipendenti sono passati da 12 a 2. «In realtà si è trattato di un riorientamento, più che di tagli effettivi: la maggior parte dei collaboratori è stata spostata in Dagorà».
Più peso alla ricerca
Questo perché, sin qui, effettivamente è prevalsa la parte relativa all’organizzazione di eventi e di marketing territoriale. Un’attività importante, anche secondo il Municipio di Lugano, ma «relativa a una società privata che non è previsto riceva finanziamenti pubblici da parte del Cantone». A beneficiare di sovvenzioni pubbliche per i suoi progetti di ricerca è invece l’Ltcc. Tra le ragioni della riorganizzazione, la richiesta di ampliare il lavoro nei laboratori e la volontà delle piccole e medie imprese di essere coinvolte nei progetti di ricerca che da sole non potrebbero portare avanti, affiancandosi dunque ai grandi marchi e alle università. Inoltre, è stata elaborata una nuova strategia di ricerca scientifica che, come spiega il direttore dell’Istituto di tecnologie digitali dell’Usi Lorenzo Cantoni, si basa su quattro assi: «Digitalizzazione, allineamento tra la dimensione digitale e quella fisica, personalizzazione, sostenibilità». Parallelamente, lo scorso novembre Sip-Ti Sa ha ricevuto l’approvazione federale dei tre centri di competenza ticinesi.
Riorientamento delle formule di sostegno pubblico all’orizzonte
Il processo di revisione tuttavia non è ancora terminato, se ne arriverà a una definitiva solo a giugno. «Siamo in mezzo al guado – ancora Lombardi –. Entro fine aprile vanno presentati il business plan, la strategia scientifica rivista, i progetti di ricerca pronti a partire e i partner coinvolti. Poi il dossier passerà a Sip-Ti Sa, che dovrà decidere se il riorientamento soddisfa le nuove disposizioni». E il côté finanziario? A suo tempo la Commissione della gestione aveva sollevato critiche sul fatto che i 250’000 franchi all’anno (dal 2023 al 2028) andassero a Dagorà, ovvero a una società privata. «Il messaggio era stato preparato in questo senso e votato dal Consiglio comunale perché ci era stato detto che non potevamo fare un doppione di finanziamento comunale accanto a quello cantonale (un milione di franchi a favore di Ltcc, ndr)».
Si saprà entro giugno come proseguire
Per questo la Città ha presentato una formula «che prevede che Dagorà funga da tramite per l’affitto delle superfici messe a disposizione di tutti nell’hub di via Peri 21», ovvero il centro Sant’Anna dove i due enti si sono trasferiti da Manno e dove sono stati allestiti ampi spazi per il coworking. «Adesso vedremo al termine del processo di riaffiliazione a Sip-Ti Sa, che devono fare tutti e tre i centri di competenza, se sarà necessario o meno modificare la formula di finanziamento – chiarisce il capodicastero –. Eventuali cambiamenti verranno discussi con Sip-Ti. È importante precisare che tutti i flussi sono trasparenti e su richiesta del Cantone sono stati effettuati due audit lo scorso autunno che sono arrivati a questa conclusione». Lombardi conclude confermando il sostegno del Municipio al progetto, sottolineando che anche durante l’egida di Agire, terminata lo scorso dicembre, «sono stati raccolti 3 milioni di franchi di finanziamenti privati, 1,5 milioni di contributi federali per progetti di ricerca. Sono stati portati avanti numerosi progetti con studenti universitari, è stata fatta un’importante attività di scouting tra le startup e più di 200’000 franchi sono stati dedicati a progetti di ricerca nell’intelligenza artificiale con startup locali». In attesa del responso di Sip-Ti, proseguono comunque le attività organizzate da Dagorà, a cominciare dall’evento principale in programma il 19 maggio al Lac, il Lifestyle Innovation Day, con l’obiettivo di far conoscere la realtà innovativa ticinese nel resto della Svizzera e all’estero. «Contribuiamo a quest’obiettivo attirando oltre 1’500 professionisti in Ticino e organizzando iniziative che generano valore per il territorio», evidenzia il presidente di Dagorà Sa Carlo Terreni.
LUGANO E DINTORNI
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2025-03-27T07:00:00.0000000Z
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