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Marcia estrema destra in città Chiesti altri approfondimenti

Il Municipio non ha ancora deciso sull’autorizzazione

di Dino Stevanovic

Non si sa ancora se l’estrema destra sfilerà dalla Stazione Ffs al centro di Lugano il prossimo 21 febbraio. O almeno, se lo farà autorizzata dal Municipio. L’Esecutivo stavolta – dopo aver accolto una prima richiesta, non senza polemiche, lo scorso autunno – ci sta andando con i piedi di piombo. Durante la seduta di ieri è stato infatti discusso un primo rapporto informativo preparato dalla Polizia comunale, ma questo non è stato ritenuto sufficiente.

Come spiegatoci dal sindaco Michele Foletti, sono infatti stati chiesti ulteriori approfondimenti. «La Polizia comunale ha interpellato sia la Polcantonale sia la Fedpol, allo scopo di saperne di più su questi gruppi che hanno fatto richiesta di manifestare». Si vuole capire di preciso chi siano, se hanno delle connessioni con entità ritenute illegali dalla Confederazione o un passato problematico. A suscitare dubbi sembrerebbe essere in particolare l’Active Club Helvetia, gruppo estremista che si rifà ai dettami razzisti del suprematismo bianco. E anche in questo caso, la marcia è stata indetta per sostenere il controverso tema della remigrazione, strettamente legato al suprematismo e al nazionalismo. Ma non è solo la legalità di questi gruppi a interrogare il Municipio, bensì anche le preoccupazioni per l’ordine pubblico. Gli ambienti vicino al Molino hanno infatti già annunciato una contromanifestazione antifascista lo stesso giorno, vicina anche geograficamente. Una sfida per le forze dell’ordine, che non è detto siano in grado di fronteggiare. In tal caso, il Fronte Nazionale Elvetico – il gruppo locale organizzatore del raduno – potrebbe desistere, così come già successo a novembre.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-06T08:00:00.0000000Z

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