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Obiettivo, diventare una ‘Città accessibile’

Il Municipio ha preso l’impegno di darsi un documento strategico e delle priorità per abbattere le barriere, anche culturali. Una prima in Ticino

di Daniela Carugati

Una rampa troppo ripida o un marciapiede troppo alto, scale e recinzioni: i centri urbani sono ancora disseminati di ostacoli, soprattutto per le persone fragili o con disabilità. Barriere fisiche che ‘denunciano’ altri limiti, ma di carattere culturale, che sembrano resistere. Il Municipio di Mendrisio ha deciso di abbatterli lungo le strade e negli edifici pubblici, ma anche nella mentalità della sua comunità. L’aspirazione dichiarata è quella di diventare realmente una ‘Città accessibile’. Un obiettivo che vale un impegno a favore del quale si sta mettendo a punto un vero e proprio documento strategico, sottoscrivendo il Manifesto ‘Design for All’. Prezioso alleato in questo cammino verso un Comune capace di integrare e vivere le pari opportunità è inclusione andicap ticino, a cui è stato affidato il mandato di tradurre le intenzioni in linee guida. Il progetto del capoluogo è di fatto una prima in Ticino e tra i pochi messi in atto a livello nazionale. La scelta dell’autorità cittadina non è, del resto, casuale. Ad aprire la strada, in effetti, è stata una mozione interpartitica – primo firmatario Daniele Raffa (Centro) – depositata nell’aprile del 2024. Un atto parlamentare che non è rimasto sulla carta. Oggi il messaggio municipale rappresenta un ulteriore passo in avanti lungo un percorso che la Città ha imboccato da un po’, aprendosi a bisogni diversi della popolazione.

‘Per non lasciare indietro nessuno’

La scelta fatta è quanto mai chiara. «Mendrisio ha deciso quale direzione dare al proprio futuro»,

Daniele Caverzasio, a capo del Dicastero socialità e pari opportunità, va dritto al punto. Anche perché, sgombra subito il campo, «essere una Città inclusiva non è uno slogan, bensì un principio semplice quanto fondamentale. Cittadine e cittadini non devono sentirsi ospiti del loro Comune». Le parole, ora come ora, insomma, non bastano più; servono i fatti. Caverzasio, e con lui l’Esecutivo, rivendica, d’altro canto, il fatto che l’orientamento dato alla linea politica, che si prefigge di mettere al centro la persona, permea già da un po’ l’amministrazione locale, bussola le Strategie 2035 e il Piano triennale per le pari opportunità. Ciò che conta, ribadisce il municipale, è spogliarsi dalle ideologie e non lasciare indietro nessuno. Più che un buon proposito: non a caso il progetto lo si è costruito attraverso un processo partecipativo, coinvolgendo in modo diretto le persone con disabilità, le loro famiglie e le associazioni che operano sul territorio.

Così, per cominciare, si sono mappati spazi pubblici, edifici e servizi comunali e si è ragionato su linguaggi e comunicazione al pubblico. L’autorità locale è ben consapevole che non sarà possibile abbattere subito tutte le barriere, ma una volta acquisito il metodo la crescita sarà graduale e costante, e soprattutto pragmatica, a vantaggio dell’intera cittadinanza. «I nostri sforzi nascono da una visione già esistente a fronte di un cambio culturale che ancora non c’è: sappiamo che vi è molto lavoro da fare, ma siamo pronti», ribadisce Caverzasio. D’altra parte, i principi dell’inclusione, come fa memoria Sergio Mencarelli, presidente di inclusione andicap ticino, sono ancorati nella nostra Costituzione e nelle leggi. E l’agire di Mendrisio, annota, «mostra lungimiranza e buon governo». A ispirare la Città l’iniziativa ‘Design for All’ che consegna una sintesi di diverse esigenze ed evidenzia la necessità di mettersi in ascolto dei bisogni dell’altro. «L’inclusione – rimarca il presidente – è un principio etico e un metodo di lavoro. E qui si dà una risposta concreta».

Accessibilità, lo stato dell’arte

Al momento, una volta analizzata la situazione sul territorio, si è visto che tra gli stabili pubblici a bassa accessibilità si annoverano pure scuole, impianti sportivi e cimiteri. A Mendrisio, chiediamo allora, qual è lo stato dell’arte quanto a barriere architettoniche? «La situazione è analoga a quella di altre realtà ticinesi – ci conferma Caterina Cavo, architetto, responsabile di ‘Design for All’ per inclusione andicap ticino –. In effetti, vi sono edifici e infrastrutture accessibili al 100 per cento e altre, come abbiamo visto, dove la percentuale di raggiungibilità è ridotta. Va detto che il censimento che abbiamo condotto a Mendrisio aveva come base la norma SIA 500 ‘Costruzioni senza ostacoli’, che fa un distinguo netto. A volte, infatti, basta anche un dettaglio, come una rampa più ripida del dovuto, per ‘bollare’ uno spazio come non accessibile. I dati, diciamo, sono un po’ nudi e crudi». Andando al cuore del problema, rimarca, «c’è ancora da fare, è vero, ma quando vi è la volontà e in particolare sussiste una linea programmatica di intervento, il Comune potrà darsi delle priorità».

‘Gli ostacoli ci sono’

Tra le parole chiave, fa capire Caverzasio, si iscrive anche la sostenibilità economica. «Non dimentichiamo – aggiunge – che in taluni casi siamo confrontati con edifici datati oppure protetti, e lì è complesso agire. In ogni caso, il vantaggio oggi di avere una statistica ci obbliga a guardare oltre le percezioni individuali e ci mostra che le barriere ci sono, non sono delle eccezioni. E su questo aspetto dobbiamo lavorare. Non solo: pensarci prima è meglio rispetto a correggere dopo. Sarei già molto contento, quindi, se nei nuovi progetti, piccoli o grandi che siano, si iniziasse a riflettere sulla accessibilità». Gli amministratori comunali per primi si ritrovano confrontati, da un lato, con immobili costruiti in anni in cui le normative erano meno stringenti, e dall’altro con riqualifiche e nuove realizzazioni chiamate a non trascurare l’esigenza di essere inclusive. Ed è in questo secondo caso, richiama Cavo, che una mancanza di adesione alle regole farebbe emergere chiare criticità. «L’attività di vigilanza non manca – fa presente –: da parte nostra siamo proattivi. Anche chi progetta è sensibilizzato in maniera crescente, chi più chi meno. Ancora una volta, però, è un fatto di cultura. Se mettiamo l’accento sulla valorizzazione che l’accessibilità può dare a un edificio, ecco che l’approccio risulta vincente. E avere un Comune che promuove un cambio di visione apre al dialogo».

Una questione di linguaggio

Dentro e fuori Palazzo civico, del resto, lo si è toccato con mano. Mettendo in campo le tematiche dell’integrazione e delle pari opportunità, fa notare Tiziana Madella, direttrice del Dicastero socialità, «si sono rilevate le difficoltà di alcune persone a vivere gli spazi pubblici come la paura del giudizio. Chi ha determinate caratteristiche non si aspetta di poter accedere ovunque, ma ha la necessità di sapere dove è possibile trovare accoglienza; quali sono i luoghi accessibili. Uno dei punti emergenti è dunque anche quello di migliorare la comunicazione e il linguaggio, più attento, per poter raggiungere il maggior numero di cittadine e cittadini».

Far cadere un ostacolo non sempre basta ad aprire uno spazio a tutti. Inclusione andicap ticino ha deciso, non a caso, di cambiare prospettiva. E Mendrisio oggi è sulla stessa lunghezza d’onda.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-26T08:00:00.0000000Z

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