laRegione

Salta il servizio e i Comuni reagiscono

Sconcertati. Questo il sentimento che ha attraversato i Comuni di Arogno, Breggia, Castel San Pietro e Val Mara davanti alla comunicazione – anticipata ieri da laRegione – della chiusura del Programma di occupazione temporanea (Pot) della Valle di Muggio. Troppo pochi i senza lavoro del settore dell’edilizia a dire dell’Ufficio delle misure attive del Dipartimento finanze ed economia (Dfe), per giustificare, dall’anno prossimo, l’esistenza di una proposta ormai ventennale sul territorio locale. Tutto sarà quindi concentrato nel Sopraceneri, a Monte Carasso. A lasciare l’amaro in bocca, come ci ha confermato sempre ieri il coordinatore dell’Associazione dei Comuni del Generoso Fiorenzo Scettrini, è stata soprattutto la modalità con cui è giunta la decisione, per raccomandata, lunedì: nessun preavviso, nessun coinvolgimento preventivo. Misura, peraltro, che costerà il posto di lavoro alle cinque persone che si occupano del Programma e di accompagnare i senza lavoro nel loro percorso. «Per un risparmio contabile si cancella uno strumento di cui beneficiano insieme le persone e il territorio, e lo si fa senza nemmeno sedersi a un tavolo con chi quel servizio lo utilizza», ha commentato in una nota il sindaco di Arogno Emanuele Stauffer. «Chiediamo al Consiglio di Stato di riconsiderare la decisione e di aprire un confronto reale con i Comuni e gli enti coinvolti». I Municipi dei quattro Comuni hanno quindi scritto al Consiglio di Stato, al direttore del Dfe e all’Ufficio delle misure attive, “chiedendo la revisione o la sospensione della decisione e l’apertura di un tavolo di consultazione. I Comuni si riservano di valutare ogni ulteriore passo a tutela del servizio e del territorio”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-06-11T07:00:00.0000000Z

2026-06-11T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281822880487514

Regiopress SA