Gli iniziativisti criticano il Municipio per l’irricevibilità
I promotori valutano la presentazione di un ricorso
Contestano la decisione del Municipio di Caslano e valutano un eventuale ricorso al Consiglio di Stato i promotori dell’iniziativa popolare comunale “Sistemiamo Via Industria senza seconda fase”, risultata valida con 458 firme. L’Esecutivo, come si ricorderà, un paio di settimane fa ha pubblicato una risoluzione nella quale ha dichiarato l’incompatibilità del testo con il Piano regolatore vigente. Tale decisione sorprende, scrivono i promotori in una nota stampa, perché, “attribuisce all’iniziativa un contenuto che il testo non aveva”: l’iniziativa non chiedeva di ignorare il Pr.
Il Municipio sostiene che l’iniziativa sarebbe incompatibile con il Pr, siccome quest’ultimo prevede per via Industria un campo stradale più ampio e le relative possibilità di esproprio. Tuttavia, evidenziano i promotori, “l’iniziativa chiedeva di rinunciare alla seconda fase dell’attuale progetto e di trovare una soluzione alternativa, mantenendo sostanzialmente le dimensioni attuali della strada, evitando nuovi espropri, garantendo la sicurezza degli utenti e prevedeva espressamente che il Municipio dovesse sottoporre il progetto agli organi competenti secondo la procedura prevista dalla legge”. I promotori evidenziano che il testo “precisava che ogni misura avrebbe dovuto essere adottata ‘nel rispetto della legislazione superiore e delle competenze delle autorità preposte’. Formule inserite proprio per lasciare alle autorità competenti il compito di stabilire come procedere concretamente e quali eventuali procedure fossero necessarie”.
Un’iniziativa popolare, peraltro riuscita, non dovrebbe essere interpretata nel modo più restrittivo possibile, sottolineano nella nota i promotori, visto che il testo “non chiedeva di approvare direttamente un progetto esecutivo né pretendeva di sostituirsi alle autorità competenti in materia pianificatoria, stradale o di sicurezza”. Veniva chiesta una soluzione alternativa “adeguata alle condizioni attuali del comparto, senza nuovi espropri e con adeguate misure di sicurezza e moderazione della velocità”. Ecco perché il testo ha tenuto conto dei cambiamenti nella zona rispetto al passato: ora ci sono abitazioni, la scuola media e strutture sportive, mentre il carattere industriale originario è fortemente ridimensionato. “Per questo veniva proposta anche una moderazione della velocità, indicando i 30 km/h come soluzione da valutare”. I promotori ritengono che la decisione municipale “meriti un riesame, alla luce del testo presentato”. L’obiettivo, precisano, “non è mettere in discussione le competenze del Municipio o del Consiglio comunale”, bensì “chiedere che quelle competenze vengano esercitate dopo che ai cittadini sia stato consentito di esprimersi sulla questione nei modi previsti dalla legge”.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-10-02T07:00:00.0000000Z
2026-10-02T07:00:00.0000000Z
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