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Verso Ffs Cargo e oltre

Di Nara Valsangiacomo, presidente Pro Alps

Il traffico merci su rotaia è servizio pubblico? Una domanda a cui la politica federale ha risposto con la liberalizzazione, per poi proseguire con un sostegno a singhiozzo, ben cosciente dell’importante lavoro di trasferimento del traffico pesante su rotaia (…) (…) che il settore dovrebbe garantire (anche in ossequio della Costituzione per quanto riguarda il traffico transalpino). E da lì non ci siamo spostati di un millimetro.

A un anno quasi esatto dalla scarificazione della rete del traffico combinato, che ha comportato l’abbandono da parte di Ffs Cargo di 8 terminal su 10 in tutta la Svizzera di cui 2 in Ticino, ci raggiunge una nuova “ristrutturazione”, questa volta nel traffico a carri isolati. Al di là delle diciture tecniche, parliamo di un pilastro di approvvigionamento e logistica svizzeri, con una rete capillare di oltre 300 terminal in tutta la Svizzera che comprende il 58% dei vagoni utilizzati nel traffico interno, d’importazione ed esportazione.

Anche qui e anche stavolta l’intervento è inclemente e punta a recuperare le cifre nere in bilancio. Decisione presa nonostante l’approvazione a primavera 2025 di importanti crediti da parte del parlamento nazionale proprio a favore del settore del traffico a carri isolati. L’abbandono di infrastrutture e servizi traccia una linea diretta nel medio termine con un inevitabile aumento del traffico merci su gomma: più camion sulle nostre strade.

Le strategie di Ffs Cargo promettono riassetti che dovrebbero, nel medio e lungo termine, permettere più trasferimento su rotaia. Tempistiche, volumi (e i risultati di scelte passate) non sembrano confermare la plausibilità di queste previsioni, la realtà pare un’altra: per risparmiare, Ffs taglia sul traffico merci, là dove l’azienda rende poco (suo malgrado?), concentrando diversi servizi Oltralpe e facendo propria un’ottica risparmista che si avvia pericolosamente verso una cumulazione di amputazioni che potrebbe essere fatale. D’altronde, se Ffs Cargo non c’è più, non c’è più neanche il suo rosso in bilancio.

Guardando oltre all’orizzonte non c’è soltanto Ffs Cargo o l’azienda madre, ma la politica federale. Una politica che liberalizzando le regie federali – tra cui il trasporto ferroviario – ha riconosciuto al traffico viaggiatori il ruolo di servizio pubblico, ma ha lasciato una grossa incognita riguardo al traffico merci, intervenendo a singhiozzo e limitandosi a sanare puntuali difficoltà. Non permettendo così continuità e capacità pianificatoria o d’investimento. La stessa politica federale ha recentemente indebolito a colpi di accetta il disegno di legge proposto dal Consiglio federale per l’adattamento della tassa sul traffico pesante: una tassa che per vent’anni ha permesso di proteggere le Alpi da centinaia di migliaia di camion in transito e che oggi ha così perso la sua capacità di trasferimento. Oggi il 90% dei camion appartiene alla categoria meno costosa della tassa. A suon di eccezioni la tassa rimarrà com’è, ovvero, perderà ancora più capacità di trasferimento.

Ora l’operato deve essere chiaro e svolgersi a una scala più ampia. Il Comitato contro lo smantellamento di Ffs Cargo in Ticino si è battuto con ogni mezzo a sua disposizione contro la ristrutturazione passata, mitigando l’impatto negativo delle misure passate. È però fondamentale che si mettano in ascolto sia la politica federale, sia la cittadinanza tutta: il trasferimento merci su rotaia è un servizio pubblico per l’ambiente, per il lavoro, per la vivibilità del cantone e delle nostre Alpi.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-05-19T07:00:00.0000000Z

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