C’è ‘Dagatrà’: luogo di incontro con i migranti
L’Associazione Mendrisiotto Regione Aperta adesso ha un punto di riferimento sul territorio, lungo Corso San Gottardo: ‘Uno spazio di libertà e serenità’
di Daniela Carugati
L’hanno ribattezzato simpaticamente ‘Dagatrà’, strizzando l’occhio al dialetto di casa. E in effetti è un luogo che non t’aspetti, soprattutto poco distante dal centro cittadino di Chiasso. L’Associazione Mendrisiotto Regione Aperta (MRA), d’altra parte, ci pensava da un po’: confidava di poter avere una sede propria dove aprire le porte a persone del posto e a migranti. Creare un luogo di incontro, di scambio e di chiacchiere era una vera aspirazione. In questi ultimi mesi le intenzioni hanno preso forma e hanno trovato ospitalità negli spazi che un tempo erano dell’ex bar Böcc, al civico 90 di Corso San Gottardo, di fronte al vecchio ritrovo della Zocca. I locali sono raccolti ma accoglienti e i volontari che da inizio febbraio li fanno vivere e sono sempre pronti ad accoglierti non mancano. Per l’Associazione questo oggi è un vero “spazio di libertà e serenità”.
Tra giochi e chiacchiere
Certo MRA è solo all’inizio di un cammino che, spera, potrà portare lontano nel coltivare il dialogo fra popolazione locale e richiedenti l’asilo. Come in tutte le cose, però, l’importante è riuscire a rompere il ghiaccio. E in effetti ci si è riusciti, almeno per tre giorni la settimana, il lunedì, venerdì e sabato, dalle 14 alle 17. «La nostra presenza, di sicuro, ha già suscitato curiosità – ci conferma Mauro Stanga –: è capitato che alcuni chiassesi si affacciassero sulla soglia per capire di cosa si tratta». Allo stesso modo chi alloggia nel Centro federale d’asilo, in particolare al sabato pomeriggio, si può riunire in un luogo ‘altro’ rispetto alle strutture di Chiasso o Pasture. «Qui i bambini trovano dei giochi o la possibilità di fare merenda, mentre gli adulti chiacchierano o giocano a carte o si dedicano liberamente ad altre attività», ci spiegano Stanga e Francesca Bernasconi Bedulli. E in vista dell’estate si potrà godere anche dell’area esterna sul retro. Per l’Associazione si tratta di una piccola conquista oltre che di uno spazio di libertà a fronte di un tema, quello della migrazione, che sembra riuscire solo a polarizzare il dibattito politico. E forse non è un caso che ‘Dagatrà’ abbia messo radici proprio a Chiasso.
La chiave di volta, tante attività
L’Associazione, dal canto suo, una realtà da ormai un paio di anni o poco più, crede invece nella politica dei piccoli passi e della buona volontà. E oggi è un interlocutore riconosciuto dai Comuni e dalla stessa Segreteria di Stato della migrazione (Sem). Se ‘Dagatrà’ adesso è un po’ una finestra sulla quotidianità della regione, la vera attività di MRA è iniziata dentro e fuori le strutture federali, realizzando tutta una serie di iniziative e progetti. Proposte ben accolte e che danno modo ai richiedenti l’asilo di apprendere i primi rudimenti della lingua italiana e al contempo di fare sport e conoscere il territorio in cui si trovano attraverso delle passeggiate o dei giri in bicicletta, ma anche di far sentire la loro voce e la loro storia lungo le ‘Rotte sonore’ di Radio Gwen. E alla fine anche l’arte custodita in un Museo – come il Vela a Ligornetto – o l’espressione teatrale – grazie alla collaborazione con il Festival internazionale di narrazione di Arzo – diventano un momento di incontro e conoscenza reciproca.
‘Le proposte piovono’
L’approccio dell’Associazione, in effetti, ha saputo fare breccia. «Ora come ora – annota ancora Stanga, ribadendo quanto emerso anche all’ultima assemblea di MRA – le proposte ci piovono addosso; e noi non ci scansiamo di certo. Sono tante le persone che ci contattano anche per organizzare delle presentazioni o per avviare delle collaborazioni. Insomma, possiamo dire di essere conosciuti e riconosciuti». A tal punto da essere stati invitati a presenziare alle giornate contro il razzismo e a portare l’esperienza dei volontari dell’Associazione pure alle giornate autogestite dei Licei, da Mendrisio a Bellinzona. E proprio l’interesse degli studenti, cresciuto nel tempo, ci fa capire Stanga, lascia ben sperare.
Conta l’approccio
Non è un caso, in effetti, se non solo a livello cantonale, ma pure nazionale stanno prendendo corpo e sostanza le attività di realtà come MRA e al contempo se le associazioni, i gruppi e le personalità che si impegnano nel mondo della migrazione, ci rende attenti il coordinatore Willy Lubrini, stanno tentando di unire le forze. «Non bisogna dimenticare – richiama – che l’opera di educatori, assistenti e volontari così come i lavori di utilità pubblica proposti da Comuni ed enti servono a promuovere la prevenzione: dare un senso alla vita e al benessere dei richiedenti asilo allontana le problematiche». Lo si è visto, ci ricorda, con la decisione di prolungare, la sera, l’orario di ingresso al Centro. O ancora di più con la partecipazione alle attività in palestra e ai tornei organizzati in particolare per i più giovani.
Abbattute le barriere
Un impegno a tutto campo, quello dell’Associazione, che ha conquistato la fiducia dei migranti, ma allo stesso tempo della Sem. MRA ha ricevuto, infatti, l’invito a illustrare le proprie iniziative mensili direttamente dentro il Centro federale d’asilo. «Se pensiamo alla reticenza che vi era all’inizio nei nostri confronti – fa presente Lubrini –, adesso abbiamo fatto davvero dei grandi passi avanti». È scaturita così la disponibilità di aprire un locale del vecchio edificio a Pasture per delle lezioni di italiano o ancora la collaborazione a realizzare insieme un parco giochi per i bambini dietro lo stabile. E di progetti da mettere a punto, ci svela il coordinatore, ve ne sono ancora diversi.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-03-10T07:00:00.0000000Z
2026-03-10T07:00:00.0000000Z
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