Nelle Stanze dell’arte ci sono talenti nascenti
Il progetto rivela 34 artisti e una quarantina di lavori di ‘grande qualità’ nella mostra allestita sino al 5 luglio allo Spazio Officina. S’inaugura domani, sabato
Di Daniela Carugati
È nei giorni più bui che l’arte può rivelarsi un balsamo per l’anima. Se poi vogliamo continuare ad aggrapparci con ostinazione all’idea che la bellezza salverà il mondo, allora i giovani artisti della Svizzera italiana protagonisti, da domenica, della quarta edizione della rassegna ‘Le stanze dell’arte’ a Chiasso, ce ne offrono almeno una quarantina di buone ragioni. Tante sono le opere, declinate in varie tecniche – dalla scultura all’arte visiva, dalla pittura alle installazioni – selezionate dal Premio giovani artisti 2026 ed espressione del tema che quest’anno ha fatto da filo conduttore, appunto ‘Pulchritudo’. E ancora una volta lo Spazio Officina si è dimostrato il contenitore più adatto per dare visibilità al lavoro dei 34 concorrenti che hanno saputo, a giusto titolo, conquistarsi da qui al 5 luglio la ribalta museale.
Il luogo-museo punto di riferimento
Chiasso e i suoi spazi espositivi, del resto, si sono presi da tempo (ormai 13 anni) l’impegno di accendere i riflettori sul movimento artistico giovanile che pulsa al di fuori dei contesti ufficiali. Una missione che, come fa presente la direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, Nicoletta Ossanna Cavadini, ha trasformato proprio il luogo-museo in una sorta di «punto di riferimento e al contempo di cartina di tornasole» e le mostre istituzionali in una occasione per scoprire nuovi talenti. Gli stessi talenti portati alla luce dall’ultimo concorso. Testimoni di un arco generazionale che va dai 19 ai 40 anni, quindi ampio, i nomi in cartellone hanno svelato, spiega la direttrice, «una grande abilità, capacità e impegno intellettuale» nel confrontarsi con una tematica complessa, richiamo alla classicità eppure specchio della contemporaneità. Ebbene gli artisti, come confermano Nicoletta Ossanna Cavadini e Antonio d’Avossa, che con lei ha curato l’esposizione finale e presieduto la giuria esaminatrice, si sono mostrati davvero tutti all’altezza del compito. I risultati, in effetti, ribadisce la direttrice, restituiscono «una autonomia di pensiero e un messaggio culturale di cui si sente il bisogno».
‘Un livello molto alto’
Per la giuria, infatti, come ammette il presidente, scegliere non è stato semplice. «Livello, tono e qualità, molto alta – motiva –, sono andati aumentando, una edizione dopo l’altra. E questo spazio è diventato autorevole. Tutti si meriterebbero un premio». I giovani artisti che hanno superato il bando, fa capire D’Avossa, non si tuffano in questa esperienza con l’idea di farne una palestra di stile, ma arrivano forti di una attenta preparazione tecnica e di una maturità creativa. Non deve sorprendere, quindi, se il progetto de ‘Le stanze dell’arte’ ha saputo attirare l’attenzione delle gallerie e stringere un legame con l’Associazione Villa Pontiggia Cultural Centre di Lugano, la quale ha deciso di istituire un riconoscimento al merito, che va a corroborare i tre premi e le menzioni della rassegna.
Tra contesto pubblico e privato
Cosa ha avvicinato l’Associazione all’iniziativa chiassese? «Da parte nostra – spiega il presidente Marco Zardi –, nutriamo un forte interesse verso l’arte emergente», sostenendo al contempo chi, come il Comune della cittadina, dà luce ai giovani artisti. A fare, invece, da ponte verso il mondo privato dell’arte, quello delle gallerie, sono i Rotary Club del Ticino, che affiancano da tempo Chiasso in questo percorso artistico di esplorazione di talenti nascenti. Attraverso i club di servizio, come conferma Gianmarco Torriani, del Rotary Mendrisiotto e artista a sua volta, sarà possibile aiutarli verso un passaggio in tre gallerie del territorio, «per confrontarsi anche con questa realtà». È il caso, ad esempio, di Kromya Art Gallery di Lugano, uno spazio espositivo orientato alla valorizzazione degli artisti emergenti, che ospiterà la mostra cittadina a settembre. Non cogliere questa opportunità, lascia intendere Tecla Riva, era un peccato; ai suoi occhi si tratta, infatti, di «un progetto interessante». Pubblico e privato, d’altra parte, sono animati dallo stesso spirito. Il Comune, non a caso, è fiero di poter essere d’aiuto a questi artisti, tiene a rimarcare il sindaco Bruno Arrigoni. «Negli anni – ripercorre il sindaco –, questo progetto è cresciuto, e il messaggio che abbiamo voluto dare vale ancora di più oggi, nel 2026. Infatti, in una fase storica come quella attuale, travagliata da molti problemi, parlare di ‘pulchritudo’ ha una valenza ancora più pregnante. Come sindaco e capodicastero Attività culturali di Chiasso, credo che sia più che mai importante effettuare profonde riflessioni, perché sono convinto, insieme a tutto il Municipio, che le giovani generazioni abbiano la forza e le capacità di offrire a tutti noi delle prospettive nuove sui valori che vogliamo contribuire a diffondere nei prossimi decenni».
Dieci premiati, ma sono tutti meritevoli
Una visita alla mostra, che sarà inaugurata domani, alle 17.30, quasi si impone. Da conoscere ci sono 34 artisti, a cominciare da chi è stato segnalato dalla giuria. Il primo premio è andato a Luca Ferrario, di Busto Arsizio, architetto e fotografo italo-svizzero, con ‘Pulchritudo Temporis’, opera fotografica che ci fa affondare i piedi nel nostro territorio; il secondo premio è stato consegnato a Fosca Bugada, grigionese, con ‘Composizione floreale’, intonaco su tela; mentre il terzo premio ha indicato Anna Zocchi, di Lugano, con ‘Matrici’, installazione a terra. Le menzioni sono andate, invece, nell’ordine a Jacopo Martinoni, di Locarno, con il lavoro fotografico ‘Tree Portraits’, Giulia Spadari, di Sorengo, con il video ‘La mia identità senza di te’, Anna Domenigoni, di Arbedo, con l’installazione scultorea ‘Soglia’ – la quale si aggiudica anche il Premio Associazione Villa Pontiggia –, Alessandra Ghiazza, di Croglio, con la tela intitolata ‘Notte senza luna 1’, infine Michele Larghi di Mendrisio e Giovanna Vegezzi di Locarno, con il trittico ‘Armonia Cosmica’. La giuria ha poi deciso di aggiungere una menzione speciale per Maddalena Mora, di Locarno, con l’opera ‘Granata’, che apre l’esposizione e che rimanda a un tema di stretta attualità: “La bellezza della realtà, malgrado le guerre e le violenze perpetrate sulla Terra”. Il pubblico avrà due occasioni per conoscere da vicino questi artisti e le loro opere: nell’incontro di lunedì 8 giugno alle 20.30 e nella visita guidata di domenica 14 giugno alle 10.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-05-29T07:00:00.0000000Z
2026-05-29T07:00:00.0000000Z
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