Dumping, ‘il Municipio non ha avuto a che fare con lo studio’
Nessun incarico all’architetto multato dalla Paritetica
Di Daniela Carugati
Le strade della Città di Mendrisio e dello studio di architettura locale finito di recente sotto i riflettori per pratiche di dumping salariale in questi ultimi anni non si sono mai incrociate. «Le società Klingenberg Arkitektur Sa e la Klingenberg Services Sa non hanno, né hanno avuto, commesse con il Municipio, né con i suoi servizi». Anche se ci si è provato concorrendo per il Piano direttore comunale. È stata chiara la vicesindaca Francesca Luisoni nel tracciare i confini. Il caso ha comunque scosso la realtà cittadina.
Per la Commissione professionale paritetica cantonale (Cpc) per gli ingegneri, gli architetti e professioni affini nell’arco di quattro anni, tra il 2021 e il 2024, il titolare dell’attività ha assunto con contratti a tempo parziale una decina di architetti di fatto impiegati al 100 per cento, facendo emergere una serie di violazioni, ritenute gravi e manifeste, del Contratto collettivo di lavoro (Ccl). Una prassi che ha portato la Cpc a sanzionare lo studio con una duplice multa – in totale si parla di 160mila franchi – che oggi i legali delle due società contestano davanti al Collegio arbitrale. A pesare ci sono, però, da un lato i riscontri del Segretariato regionale dell’Ocst, il primo a scoperchiare questo nuovo vaso di Pandora, dall’altro i documenti e le testimonianze raccolte dall’Ispettorato del lavoro, che ha passato al setaccio l’attività del professionista.
‘Coscienti delle pressioni’
Agli occhi del consigliere comunale Elia Agostinetti non ci si può, quindi, non interrogare sul possibile danno di immagine che la Città e il suo campus universitario (il titolare si è formato all’Accademia di architettura, con cui ha collaborato) hanno potuto subire. In effetti, l’Esecutivo, come ha ribadito la municipale, lunedì sera, in Consiglio comunale, rispondendo alle sue sollecitazioni, «è cosciente delle pressioni sul tessuto aziendale e professionale del proprio territorio; è però altrettanto fiducioso che le aziende e i professionisti si adoperino al rispetto rigoroso e professionale delle disposizioni in vigore».
Agostinetti non ha nascosto di attendersi una presa di posizione più coraggiosa da parte dell’autorità comunale; invitata ad andare al fondo di questo fenomeno, presente pure nella regione. Al momento, ha fatto sapere Luisoni, il Municipio «non dispone di dati aggiornati né estensivi in riferimento a dumping salariale sul proprio territorio. La raccolta di dati sul fenomeno non rientra nelle competenze comunali, bensì in quelle delle autorità del Cantone, in particolare degli organi cantonali di controllo del mercato del lavoro e delle commissioni tripartite. L’Esecutivo – ha fatto presente – può quindi disporre unicamente di informazioni parziali e non sistematiche, quali ad esempio segnalazioni informali provenienti da cittadini, lavoratori od operatori economici, nonché elementi che emergono nell’ambito delle procedure di appalto pubblico o dei contatti istituzionali con aziende, associazioni professionali e di categoria operanti sul territorio comunale».
Commesse pubbliche, si vigila
La Città, in ogni caso, si è sottolineato, fa la sua parte, innanzitutto, sul fronte delle commesse pubbliche, facendo osservare leggi e regolamenti e assicurando che nelle procedure di gara vengano definite condizioni di partecipazione nel segno del rispetto delle norme sul lavoro, richiedendo alle imprese di «garantire la parità di trattamento e di salario tra donne e uomini, in coerenza con gli obiettivi di equità e non discriminazione promossi dalla Città». Ma non solo. «La tutela di condizioni di lavoro corrette e il contrasto alle pratiche di dumping salariale – si è confermato – costituiscono già oggi un impegno concreto e trasversale della propria azione istituzionale. Pur non disponendo di competenze dirette in materia di vigilanza sul rispetto della legislazione del lavoro, che spettano alle autorità cantonali, il Municipio opera attivamente, nell’ambito delle proprie competenze, applicando in modo rigoroso nelle procedure di commessa pubblica l’obbligo di rispetto dei contratti collettivi di lavoro, delle condizioni usuali consone al ramo d’attività, nonché dei salari minimi previsti, ed esigendo il rispetto dei principi di parità di trattamento e di parità salariale tra donne e uomini».
Promossa ‘la cultura della responsabilità’
In parallelo, ha tenuto a sottolineare la vicesindaca, «attraverso le attività di promozione economica e il dialogo costante con il tessuto imprenditoriale locale, l’Esecutivo promuove una cultura della responsabilità sociale d’impresa e della qualità dell’occupazione, favorendo un contesto economico fondato sulla concorrenza leale e sul rispetto delle regole. In tale quadro si inserisce anche la collaborazione istituzionale con le autorità cantonali competenti, alle quali vengono trasmesse eventuali segnalazioni circostanziate che dovessero emergere nell’esercizio delle attività comunali».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-02-25T08:00:00.0000000Z
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