laRegione

‘Datemi una grappa e vi trovo un milione’

Aperto il processo nei confronti del musicista 47enne che ha truffato privati e aziende di 23,8 milioni di franchi insieme al suo complice

di Malva Cometta Leon

Trickster, ‘imbroglione’, è il suo nome d’arte, come i due supercriminali della DC Comics. Ma dalle autorità è conosciuto anche con altri alias: Levine, Hagman, Rosenberg e Morgan. Tutte queste personalità hanno un obiettivo in comune: prima apparire come ricchi e facoltosi e poi diventarlo con magheggi manipolatori. Non privo di precedenti, il 47enne austriaco accusato principalmente di ripetuta truffa ai danni di numerosi privati e aziende per oltre 23,8 milioni di franchi, come anticipato, è comparso ieri mattina alla sbarra delle Assise criminali di Lugano insieme al suo complice, un irlandese di 43 anni rappresentante di una società tedesca rivenditrice di aeroplani ed elicotteri che avrebbe fatto da broker e garante intascandosi, a sua volta, 16,8 milioni di franchi. I fatti sono avvenuti tra Lugano, Svizzera interna, Germania, Italia e Regno Unito. Un processo che si prospetta lungo e complesso. La giornata di ieri è stata infatti dedicata esclusivamente alla fase interrogatoria dei due imputati.

Modus operandi: ‘Buco tappa buco’

Jürgen Pichler, questo il suo vero nome, con l’aiuto del coimputato – secondo quanto contenuto nell’atto d’accusa stilato dal procuratore pubblico Nicola Borga – avrebbe fatto suo lo schema Ponzi, il tradizionale sistema truffaldino del ‘buco tappa buco’, riuscendo sull’arco di due anni – dal 2022 al 2024 – a mantenere il suo elevato stile di vita a discapito di chi cadeva nella fitta rete delle sue menzogne di prestigioso uomo d’affari. Trickster, in estrema sintesi, millantava di disporre di beni di lusso mai stati in suo possesso con lo scopo di venderli. Tra questi: tre Ferrari 812 Competizione, due elicotteri, otto aerei. La lista di beni si espande anche a un presunto portfolio immobiliare in Spagna, a fondi di investimento petroliferi e a diversi orologi di lusso.

Musicista, medico, agente sotto copertura

Ma il racconto della sua vita, nella fase interrogatoria, non ha mancato di arricchirsi di ulteriori sfaccettature. Dalle sue parole, oltre alla sua carriera di musicista e alla sua passione per il pilotaggio, emerge anche una collaborazione passata con l’agenzia federale statunitense antidroga (Dea) come ‘agente sotto copertura’ e anche con la polizia austriaca nell’ambito di un mandato di arresto internazionale. Il protagonista di questa vicenda giudiziaria si è inoltre finto medico per autoprescriversi farmaci, ragion per la quale è accusato anche di falsità in certificati e ripetuta infrazione alla Legge federale sugli agenti terapeutici.

Di quei 23,8 milioni di franchi, 14,4 li avrebbe intascati ai danni di un’agenzia di leasing, la principale vittima. Segue, per gravità, una truffa ai danni di un gerente di una società svizzera di servizi finanziari grazie alla quale gli avrebbe sfilato 2,5 milioni di franchi, di cui 663mila in orologi di lusso. Poi altre sei vittime, la maggior parte delle quali si è costituita parte civile.

Ubriaco può ‘persuadere chiunque’

In quasi tutti i verbali, così come in aula, il 47enne ha ammesso di aver commesso delle truffe e di aver utilizzato le sue abilità manipolatorie per ottenere ingenti somme di denaro per scopi meramente personali ed egoistici. «Ho impiegato gran parte dei soldi sottratti per avvicinare altre persone di successo, perché il mio obiettivo è sempre stato quello di poter proseguire con la mia carriera musicale».

In un interrogatorio, come ha ricordato il presidente della Corte, il giudice Amos Pagnamenta, l’imputato ha dichiarato agli inquirenti: «Non ho problemi ad ammettere che sono un manipolatore e che quando sono ubriaco sono capace di persuadere chiunque. Se il procuratore pubblico mi portasse una bottiglia di grappa sarei capace di uscire dal carcere e ottenere un milione di franchi in pochissimo tempo». Su questo, l’imputato ha poi cercato di precisare che le sue capacità manipolatorie «purtroppo sono legate a un problema psichiatrico». Una turba psichica rilevata anche da un perito per la quale potrebbe esserci una lieve scemata imputabilità.

Dopo la pausa, ha aggiunto che «mi sono immaginato cosa direbbe mia nonna se sapesse che sono qui a raccontare frottole. Ammetto di aver commesso diverse truffe: così potrò guardarmi allo specchio».

‘Un diavolo in me’

Nell’atto d’accusa, Pichler, tutelato dall’avvocato Fabio Käppeli, è accusato – in correità con il 43enne – di ripetute appropriazione indebita e falsità in documenti. Sul suo rapporto con il 43enne, Trickster ha dichiarato che «è colpa mia se lui si trova qui oggi. Ho purtroppo avuto un influsso negativo nei suoi confronti». Versione che è poi stata confermata dallo stesso complice: «Inizialmente lo vedevo come un imprenditore di grande successo. Mi invitò a casa sua e c’era un pianoforte a coda che mi disse essergli stato regalato da Billy Joel. Da un lato ero estremamente affascinato da lui mentre dall’altro lo temevo. Penso che lui abbia fatto uscire il diavolo che c’è in me. Non riconoscevo più me stesso in quel periodo, ho perso il senso di ciò che era giusto e cosa no». L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Masoni, ha ammesso i fatti e si dice dispiaciuto di quanto successo. Entrambi sono in carcere in espiazione anticipata della pena. Nella giornata di oggi toccherà ad accusa e difesa esprimersi.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-03-17T07:00:00.0000000Z

2026-03-17T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281835765215887

Regiopress SA