Se salta l’accordo, Giustizia in bilico
Qualora non si trovasse l’intesa sulla sede provvisoria a Viganello, non sarebbe escluso lo spostamento (pure temporaneo) di tutto il Terzo potere
di Dino Stevanovic, Alfonso Reggiani e Daniela Carugati
Giustizia: la corda fra Consiglio di Stato (CdS) e Municipio di Lugano è sempre più tesa. E, se non si dovesse trovare un accordo, il rischio è che si spezzi. Il CdS ha infatti risposto alla Città: la lettera è arrivata a Palazzo civico e sarà all’ordine del giorno della seduta municipale odierna. Qualcosa dei contenuti è stato anticipato dal direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali ieri alla Commissione della gestione del Gran Consiglio. In estrema sintesi, si ribadisce il chiaro no all’acquisto del sedime ex Ptt a Viganello quale sede provvisoria del Terzo potere al valore stimato dalla Città, ovvero oltre 50 milioni di franchi. Zali, ricordiamo, ha proposto per primo l’acquisto ma a un costo decisamente più basso: 15,7 milioni. Due posizioni ben lontane, che potrebbero portare il Cantone a valutare persino di spostare tutto il potere giudiziario fuori Lugano provvisoriamente, in attesa che Palazzo di giustizia sia rimesso a nuovo.
Palazzo diviso in due, in tutti i sensi: giudici da una parte, procuratori dall’altra
Trovare un interlocutore sul tema non è semplice, la tensione sulla tratta Lugano-Bellinzona riguardo al tema è palpabile da mesi e nessuno sembra voler fare il passo falso decisivo. Tra i punti fermi, vi è l’audizione del consigliere di Stato che, accompagnato dal caposezione della Logistica del Dipartimento finanze ed economia Giovanni Realini, su richiesta dei membri della commissione li ha aggiornati dopo le indiscrezioni apparse sui media negli ultimi mesi. Diverse le conferme di quanto già noto. A cominciare dal braccio di ferro relativo al sedime di Viganello. Il palazzo di giustizia necessita di importanti lavori e per farli va svuotato. L’idea di Zali, che in seguito all’arrocchino con Norman Gobbi ha preso in mano la giustizia, è quella di dividere in due i contenuti attualmente presenti in via Pretorio. Giudici penali e civili e relativa amministrazione andrebbero provvisoriamente a Viganello, in attesa che il palazzo venga ristrutturato per poi tornare in centro città in spazi non solo rinnovati ma anche in parte nuovi: è prevista la demolizione parziale dello stabile e la costruzione di uno nuovo, per un totale di due.
Procura e Polcantonale a Bioggio
In questa visione, l’ex Ptt sarebbe destinato a ospitare a lungo termine altri uffici cantonali del Luganese ma non necessariamente legati alla giustizia. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale sarebbero invece indirizzati a Bioggio, per la precisione al comparto del Cavezzolo, dove si trova un terreno libero di circa 16’000 metri quadrati acquistato oltre quindici anni fa dal Comune, che ha ricevuto al pari di Lugano un’offerta di acquisto che sarebbe stata giudicata interessante. La posizione piace particolarmente a Palazzo delle Orsoline, trovandosi nelle immediate vicinanze di uno dei futuri snodi principali del tram-treno. Per il Cantone la divisione anche fisica fra giudici e procuratori è un tassello importante del corretto funzionamento della giustizia, mentre il Municipio di Lugano non vede di buon occhio nemmeno lo spostamento fuori città della Procura.
Futuro incerto
Mistero sulla terza perizia
Il vero nodo in questo momento in ogni caso è Viganello. A cozzare sono le due perizie e durante gli ultimi colloqui fra le due parti, un mese e mezzo fa, si era concordato di provare a procedere con una terza perizia congiunta, che tenesse conto delle indicazioni sia di chi compra sia di chi vende. Un’intesa per procedere in tal senso sembrava esserci, ma non è dato sapere se Zali l’abbia confermata in audizione e nella lettera inviata al Municipio. Certo è, invece, che il consigliere di Stato ha ribadito il niet a un acquisto alle condizioni luganesi. Anzi, tra i vari scenari sembrerebbe essere stato evocato quello peggiore per Lugano: lo spostamento, seppur provvisorio in attesa che si facciano i lavori in via Pretorio, integrale della Giustizia fuori Lugano e non solo di Procura e Polcantonale. Un’ipotesi che sarebbe uno smacco per la Città, che comunque non ha mancato di mettere sul tavolo negli anni scorsi delle alternative che avrebbero potuto essere interessanti. Tra queste, una delle due Torri del Polo sportivo e degli eventi di Cornaredo e più tardi l’acquisto – da parte di Lugano Network, ex Ail Servizi, società partecipata del Comune – di parte del comparto Efg in via Peri, nei pressi della futura fermata Sant’Anna del tram-treno.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-03-18T07:00:00.0000000Z
2026-03-18T07:00:00.0000000Z
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