Casinò, la Città non scarica i conti 2025
Segnale di sfiducia del Municipio nei confronti del CdA, che ha effettuato una ricapitalizzazione per onorare i debiti con il Kursaal di Locarno
Di Alfonso Reggiani
I conti tornano al Casinò di Lugano, ma il Municipio ha chiesto e ottenuto il rinvio della trattanda per lo scarico, malgrado la contrarietà del sindaco Michele Foletti che, a titolo personale, quale possessore di qualche azione, ha espresso contrarietà sulla posizione della Città. Eppure, il Prodotto lordo dei giochi (Plg) mostra una crescita del 4% (rispetto al 2024), pari a 42,5 milioni di franchi, e un utile netto di 5,1 milioni, dopo le operazioni straordinarie legate al contenzioso con il Kursaal di Locarno. Sono queste le cifre principali del conto annuale e della relazione di gestione relativi all’esercizio 2025, che sono stati approvati all’unanimità lunedì dall’assemblea generale degli azionisti della società, della quale la Città di Lugano detiene il 65,7% di quota azionaria. Il mancato scarico del rendiconto equivale a un segnale di sfiducia nei confronti del Consiglio di amministrazione della partecipata.
Prodotto lordo giochi online +52%
Nel comunicato stampa diffuso dalla Casinò Lugano Sa non si fa cenno del mancato scarico dei conti da parte del Municipio. Secondo nostre informazioni, l’Esecutivo non l’ha dato, perché chiede chiarezza sui risultati delle gestioni degli anni scorsi e sul mancato accantonamento per sanare la vertenza con Locarno. A titolo personale, il presidente del CdA della Casinò Lugano Sa Emanuele Stauffer ribatte che «la Città di Lugano esprime la propria insoddisfazione per via della rivendicazione di indipendenza gestionale, che è imposta dalla legge federale, manifestata dai dirigenti del casinò, in altri contesti rispetto a quelli discussi in sede di assemblea». La nota annuncia l’approvazione dei conti all’unanimità e conferma “la tenuta del modello di business della società in un mercato del gioco d’azzardo svizzero, terrestre e online, altamente competitivo, in costante evoluzione e fortemente regolamentato. Particolarmente positivo l’andamento del canale digitale Swiss4win.ch, l’offerta di gioco online di Casinò Lugano Sa autorizzata in Svizzera, che ha registrato una crescita del Plg del 52%, consolidando la propria posizione tra le piattaforme legali di riferimento per i giocatori residenti in Svizzera”. La società ribadisce che “l’intera offerta – terrestre e online – opera all’interno del perimetro della legislazione svizzera sui giochi in denaro, sotto la vigilanza della Commissione federale delle Case da gioco. Centrale resta l’impegno di Casinò Lugano sul fronte del gioco responsabile e della protezione dei giocatori, con l’evoluzione costante degli strumenti di prevenzione, monitoraggio e supporto integrati anche nella piattaforma digitale”. I conti e la relazione sono stati integralmente approvati da tutti i presenti, compresa la Città di Lugano tramite il suo rappresentante. Come suggerito dal CdA, tutti gli azionisti hanno rinunciato a prelevare un dividendo. Tornando all’assemblea, giunti alla trattanda riguardante lo scarico, la Città di Lugano ha chiesto e ottenuto che venisse rinviata, anche se tale richiesta è stata contestata e osteggiata dagli altri azionisti: Michele Foletti, quale azionista e presente a titolo individuale, l’avvocato Adriano Censi e Casino Austria (azionista di minoranza al 28,8%) che hanno votato a favore dello scarico.
Aumento di capitale di 20 milioni
Il Municipio di Lugano ritiene insufficienti i risultati ottenuti negli ultimi anni. Dal canto suo, la società ha effettuato «un aumento di capitale di una ventina di milioni di franchi tramite la rivalutazione dell’immobile di via Stauffacher. Un immobile che è stato ammortizzato e che a bilancio era sottovalutato. In sostanza si è trattato di un recupero degli ammortamenti fatti, come previsto dalla legge», precisa Stauffer. Questa operazione equivale a una ricapitalizzazione, senza la quale i conti avrebbero fatto registrare un deficit di un paio di milioni di franchi. Stando alle cifre riportate dai bilanci pubblicati sul sito della Commissione federale delle case da gioco, dal 2021 al 2024 la società ha fatto registrare perdite d’esercizio: nel 2021 il deficit d’esercizio è stato di 5,8 milioni, nel 2022 di 2,7 milioni, nel 2023 di 3,1 milioni e nel 2024 di 3,5 milioni. Stauffer, tuttavia, riconosce che il risultato operativo del 2025 (positivo di poco più di cinque milioni di utile) è prettamente contabile, non è frutto dell’attività: «L’anno scorso abbiamo scontato l’ultimo rigurgito di perdita dell’online, che si aggiunge ai nove milioni di franchi di perdita a causa della vertenza persa con Locarno per la storia della Accento Sa». Nove milioni di franchi per i quali il Municipio di Lugano nel gennaio di quest’anno ha deciso “di concedere un aumento della linea di credito in essere tra la Città e la casa da gioco, portandola dagli attuali 7 a 16 milioni di franchi”. In altre parole, la perdita resta senza responsabili, o meglio sarà assunta dalla cittadinanza.
Chiusa una vertenza imbarazzante
Si è definitivamente chiuso il contenzioso originato dagli accordi sottoscritti tra le due Città che dovrebbe imbarazzare la politica cittadina. Parliamo della Accento Sa, società che venne costituita oltre vent’anni fa, tramite la convenzione di natura politica (targata Plr) nell’ambito dell’attribuzione delle concessioni federali. L’accordo di ‘non belligeranza’, in sostanza, prevedeva che chi avesse ottenuto la concessione di tipo A, avrebbe dovuto riconoscere all’altro una compensazione (25% dell’utile netto e 0,65% degli incassi netti), così da garantire un equilibrio territoriale e, soprattutto, evitare ricorsi e blocchi che avrebbero potuto paralizzare l’assegnazione federale che faceva gola sia a Lugano che a Locarno. Il patto politico-economico venne inserito nella società Accento e venne siglato dalle persone che sedevano nei Consigli comunali e nei Consigli di amministrazione delle società concessionate, rappresentando contemporaneamente gli interessi degli azionisti pubblici e privati. Poi, però, quando l’11 novembre del 2002 il Consiglio federale attribuì a Lugano la concessione A e la concessione B a Locarno, l’accordo entrò in vigore ma non venne mai rispettato dalle autorità politiche luganesi. Tanto che, in oltre due decenni, il dovuto è lievitato a nove milioni di franchi.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-06-17T07:00:00.0000000Z
2026-06-17T07:00:00.0000000Z
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