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‘Deve contenere opere chiave per l’A2’

La Commissione regionale dei trasporti chiede di ancorare alle schede anche i progetti legati al Basso Mendrisiotto e ai ‘colli di bottiglia’ viari

Di Daniela Carugati

A Berna l’Ufficio federale delle strade (Ustra) preme sull’acceleratore. Qui, nel Mendrisiotto e Basso Ceresio, invece, si tira il freno a mano. E si continua a sperare che un’altra soluzione sia possibile per risanare l’autostrada a sud, contenendo e non alimentando i flussi di traffico. Ciò che si auspica è che ci si fermi a riflettere su un piano in grado di ripensare il tracciato dell’A2 e le sue infrastrutture, mettendone in galleria almeno una parte, se non l’intera tratta fra Melano e Mendrisio. E mentre piovono critiche e opposizioni sull’ultimo dossier, il progetto MeMe (Melano-Mendrisio), a richiedere un’attenzione puntuale – questa volta dei servizi cantonali – è pure il Piano settoriale dei trasporti – con focus sulla rete stradale –, messo in consultazione sino all’11 dicembre prossimo di Cantoni, Comuni e popolazione. Entrambi i temi sono approdati, ieri sera, anche sul tavolo della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (Crtm), riunita in seduta, che non ha mancato di dichiarare, con chiarezza, come la pensa tanto sull’intervento da quasi 100 milioni assai indigesto alla regione – a cominciare dai due Comuni, Mendrisio e Val Mara, decisi a mettersi di traverso come anticipato da ‘laRegione’ –, tanto del Piano settoriale, che ci si attende possa essere davvero uno strumento pianificatorio utile ad ancorare nero su bianco alcune opere chiave per il territorio. Per la Crtm proprio il Piano settoriale dei trasporti risulta essere strategico nel ridisegnare la mobilità, e non solo. Ecco perché si chiede in una presa di posizione, sottoscritta giusto ieri, in modo formale di inserire nella scheda di coordinamento ‘Città Ticino’ alcuni dei progetti sul tavolo da tempo e che ruotano attorno all’A2, da Melano a Chiasso. «Dal nostro osservatorio – ci conferma il presidente Elia Brusadelli – intendiamo prestare particolare attenzione al progetto PoLuMe, che deve ancora maturare alcuni aspetti legati al paesaggio, alle acque e alle zone sensibili del nostro agglomerato. Emerge la necessità di sciogliere i nodi dei cosiddetti ‘colli di bottiglia’ e di sviluppare dei progetti mirati a Chiasso (con l’adeguamento delle uscite autostradali, ndr), a Stabio (con il corridoio verso il Gaggiolo, ndr), Mendrisio (con la sistemazione dello svincolo, ndr), e Novazzano (con l’accesso alla dogana di Brusata, ndr)». Da considerare, fa presente ancora Brusadelli, vi è poi l’impatto sull’ambiente, il paesaggio e le persone di certi interventi oltre all’esigenza manifestata di poter contare su «soluzioni accettabili e recepibili».

‘MeMe? Prima si studino le alternative’

Una cosa è certa, per la Crtm un’opera come quella prevista fra Melano e Mendrisio appare prematura, come ha messo nero su bianco nelle sue osservazioni indirizzate in questi giorni al Datec, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. Visto l’investimento e l’impatto territoriale, prima, ha rimarcato nella sua missiva, vanno “approfonditi, discussi e consolidati” gli scenari prefigurati nello studio sul ‘Coordinamento globale del territorio e dei trasporti del Mendrisiotto’ realizzato dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are) – che verrà pubblicato il gennaio prossimo –, e vanno valutate le alternative possibili. «La preoccupazione principale – rimarca il presidente Brusadelli – è che oggi si consolidi una situazione che non è ottimale per il nostro agglomerato». Ed è qui che la Commissione rilancia, proponendo di analizzare più da vicino “l’interramento parziale dell’autostrada, con aggiramento del nucleo di Melano, oppure l’interramento dell’intera tratta tra Melano e Mendrisio”. Anche perché dall’esame dell’Are potrebbero emergere visioni e indirizzi diversi, che potrebbero confliggere con quanto messo in campo sin qui, incluso il PoLuMe, il potenziamento dell’autostrada fra Lugano e Mendrisio. Un’operazione già data per acquisita a livello federale, ma che sul piano locale si vorrebbe iscritta ancora in una fase intermedia. Oggi più che mai, si fa capire, servono uno sguardo globale e una maggiore coerenza. In altre parole, sembra “imprescindibile” che le opere prospettate con MeMe – innalzamento delle barriere antirumore, pavimentazione fonoassorbente, nuovi impianti per il trattamento delle acque meteoriche e l’ampliamento di alcuni viadotti del Lenaccio – siano “adeguatamente coordinate con i possibili sviluppi infrastrutturali futuri”. Agli occhi della Crtm “ciò consentirebbe di evitare l’impiego di risorse finanziarie e territoriali per opere che, alla luce delle decisioni che verranno assunte successivamente, potrebbero rivelarsi non più adeguate o richiedere ulteriori modifiche”.

Ata e ‘Cittadini’: ‘Non realizzateli’

Da parte loro Ata, l’Associazione traffico e ambiente, e i ‘Cittadini per il territorio’ non hanno esitazioni nel bocciare senza appello il progetto MeMe. Come i Municipi di Mendrisio e Val Mara sono netti nel chiedere al Datec di non approvare quei piani, ritenuti solo un “intervento cerotto” e non una vera soluzione per la regione – peraltro a fronte di una perizia fonica non attendibile –, allo stesso modo Ata con la sua opposizione e i ‘Cittadini’ con le loro osservazioni critiche esortano Berna ad accantonare senza ripensamenti i lavori messi in cantiere a partire dal 2031. Del resto, Ata non voleva il PoLuMe e non vuole MeMe. Un risanamento, quest’ultimo, si annota, che “non porterebbe nessun beneficio alla popolazione della regione”, semmai apporterebbe “una modifica sostanziale” all’autostrada. Anzi, si sollecita, l’Ustra dovrebbe “piuttosto procedere alla progettazione di una soluzione che risolva definitivamente la cesura del territorio di Melano e Maroggia tramite la realizzazione di una galleria, rinunciando nel contempo all’uso della corsia di emergenza come terza corsia dinamica”. Anche i ‘Cittadini per il territorio’ si aspettano molto di più, pensando altresì al paesaggio, alla biodiversità, al territorio agricolo e forestale. Il nuovo progetto di Ustra, si ribadisce nella lettera spedita al Datec, è, di fatto, “un ulteriore passo verso il PoLuMe – a cominciare dalla terza corsia, ndr –, quando l’auspicio è di vedere un interramento o messa in galleria, senza aumento della capacità, della A2”. L’Associazione ha voluto così farsi portavoce delle preoccupazioni e istanze delle tante persone che l’hanno contattata. La popolazione, si ricorda, ha manifestato in più modi la sua “ostilità”. “Chi abita lungo l’autostrada – si legge ancora nello scritto – vuole soluzioni incisive e non cerotti ancorché molto costosi”.

LUGANO E DINTORNI

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2026-10-16T07:00:00.0000000Z

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